Editoriale

Condoni fiscali: un premio per i gli evasori

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Nel corso degli ultimi 45 anni il fisco italiano ha incassato 131,8 miliardi di euro da scudi fiscali, condoni e altre forme tecniche di “facilitazioni” stabilite dai governi  succedutisi in questo arco di tempo e giustificate dalla necessità di introitare denaro fresco. Sanatorie molto generose nei confronti dei frodatori se consideriamo che l’evasione fiscale ammonta a 110 miliardi di euro all’anno, secondo le stime del Ministero dell’Economia. Se si volesse essere maliziosi si potrebbe ipotizzare che più di una volta queste forme di compromessi siano state attuate per ottenere consenso elettorale. Anche l’attuale governo giallo verde si appresta a varare il suo decreto fiscale che tra l’altro conterrebbe  “condoni penali e scudo fiscale per capitali all’estero”.  Senza entrare nel merito della ridicola querelle tra i due soci dell’ esecutivo che si rinfacciano il mancato accordo su quel tema specifico, registriamo che la febbre dello spread comincia a salire in modo preoccupante fino a toccare quota 240 punti base, facendo esattamente il gioco degli speculatori. Queste forme di sanatorie diseducative e immorali premiano i disonesti a svantaggio dei cittadini onesti che si sentono vessati. Forse è arrivato il momento di riequilibrare i carichi, combattendo  efficacemente l’evasione e attuando delle forme premianti nei confronti di quei contribuenti che onestamente dichiarano i redditi e pagano le tasse come prevede l’art. 53 della nostra Costituzione.

Maurizio Onidi

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