Attualità Samassi

A Samassi “Gavinu” ha già vinto l’Oscar

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«Abbiamo già vinto l’Oscar con la nostra presenza qui», ha esordito Giampiero Murgia alla prima del film “Gavinu” proiettato dallo scorso 19 settembre nello storico Cinema Italia di Samassi. Una sala gremita di giovani, rappresentanti istituzionali, amici, parenti e decine di collaboratori che hanno reso possibile le riprese girate da circa un anno e mezzo a Samassi. Tra il pubblico, il primo cittadino Enrico Pusceddu insieme al vicesindaco Ida Setzu e il presidente della Proloco Francesco Ibba, il sindaco e vicesindaco di IMG_1198Nioneli, rispettivamente Salvatore Cau e Marzia Cambuli, il sindaco e il presidente della Proloco di Turri, Rita Cau e Eventino Picchedda, e il samassese Franco Siddi, neoeletto consigliere di amministrazione della Rai ed ex segretario nazionale del sindacato dei giornalisti. «Ringraziamo – ha detto Murgia, produttore, regista e attore del film – innanzitutto Cristiano Carta e Giusy, gestori della sala cinematografica, per la digitalizzazione della pellicola che ha costi elevatissimi, Silvano Caria che ha curato la scenografia e mi ha aiutato nella regia, mia moglie Simona, che mi ha supportato e sopportato in questa impresa e mia figlia Carlotta; voglio ringraziare pure la più acerrima nemica di questa idea, mia mamma Luigina».
Uno scrosciare di applausi, dal pubblico adulto e dai bambini, quando la scenografa e costumista Romina Tocco di Serrenti è stata invitata a raggiungere il palco. Poi un lungo elenco di nomi, tra cui il 94enne Giovanni Secci, Bonaria ed Efisia, i protagonisti Sara Boi e Alessandro Porta, gli attori Efisio Vargiu e Arturo Serra di Villasor, i tecnici del montaggio Tiberio Saiu e Giorgio Cogoni di San Gavino, i musicisti Tore Pisu, Emanuele Contis, il trio Giangi Camusa, la banda musicale locale Stanislao Silesu e la confraternita di Serrenti che hanno svolto il ruolo di comparse nella scena di mietitura girata a Turri. Oltre ogni aspettativa, neanche il regista autodidatta avrebbe mai immaginato che gli appuntamenti in programma facessero il tutto esaurito. «Più di un film americano – ha detto commosso Murgia – tanto da aver aggiunto altri dieci appuntamenti. Ci hanno contattato anche le scuole elementari e medie locali, l’istituto agrario di Villacidro, il cinema di Tortolì e Santa Giusta, e siamo stati invitati a partecipare al Babel Film Festival di Cagliari come lungometraggio che rappresenti la Sardegna. A febbraio saremo addirittura a Bologna. Ancora non ci posso credere».
Giampiero Murgia, visibilmente emozionato, ringrazia tutta la comunità e anche l’amministrazione comunale che ha dato un contributo di 600 euro per finanziare una parte dei costi di digitalizzazione. «Tutti rappresentiamo il nostro paese – è intervenuto l’artista Silvano Caria – con il volontariato, le associazioni, i giornalisti, la poesia, i musicisti e anche l’arte. Mancava la cinematografia su Samassi, e per Samassi».
Trama
Il film racconta il mondo agricolo del Medio Campidano tra il 1925 e il 1940, attraverso la vita di Gavinu, figlio illegittimo nato dall’amore clandestino tra la figlia “de su meri” e un giovane pastore. Per impedire uno scandalo in paese, il nonno del protagonista, don Severino, aiutato da “s’allevadora”, fa sparire il bambino in un luogo indefinito e verrà cresciuto dalle suore. Il destino farà sì che Gavinu, diventato adulto, torni nella sua terra d’origine il 17 settembre per l’annata agraria, il giorno dopo i festeggiamenti del santo patrono di Samassi.
Sfilata di costumi e personaggi
Nel piazzale del sagrato dove si è tenuta la festa in onore di San Geminiano, lo scorso 18 settembre si è svolta una sfilata, curata dalla scenografa Romina Tocco, presidente del gruppo folk di Samassi, di abiti usati durante le riprese del film e indossati dagli stessi attori per inscenare parti del film e mestieri antichi della vita agraria. «I costumi tradizionali sono la mia passione da sempre – ha detto la costumista Tocco. – Un grazie di cuore a tutte le persone che hanno sfilato per l’impegno e la disponibilità, in modo particolare ai bambini, siete stati fantastici. Un grazie ai fotografi Mariano Porta, Francesca Pittau, Tore Mannu, al comitato San Geminiano e un grazie speciale a Giampiero per avermi dato questa opportunità».

Marisa Putzolu

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