Attualità

Ago e filo per (ri)cucire il futuro, a Quartu Sant’Elena nasce un laboratorio sartoriale per i migranti

Condividici...

di Elena D’Ettore

________________________

In un clima di schizofrenia emotiva, di intolleranza e di ostilità nei confronti di chi guarda alle nostre coste con occhi di religiosa speranza, di chi affronta viaggi disperati aggrappati al sogno di una rinascita, di chi ha subito il lato amaro della vita in cerca di un riscatto, di un futuro migliore, nasce un progetto di solidarietà, accoglienza e integrazione. Nasce La Matrioska – laboratorio tessile, creativo e sociale – un progetto che allarga le braccia, che costruisce ponti e abbatte il muro della diffidenza. Quando le Istituzioni tradiscono la loro funzione e il loro impegno, quando il senso di uno Stato Sociale si eclissa, ecco, è questo il momento in cui le persone si attivano, sentono e possono fare la propria parte spinti da sentimenti di unione, di cooperazione, da un senso di giustizia sociale.
La Matrioska è un laboratorio sociale che nasce a Quartu Sant’Elena (CA) nel Marzo 2019 dall’idea di Elisabetta Dessì, psicologa, da sempre attiva nel sociale con la passione per il cucito. Nell’incontro con Elisabetta abbiamo conosciuto da vicino la realtà del laboratorio e approfondito alcune tematiche sensibili.

Partiamo dall’idea, come nasce e si sviluppa il tuo progetto?
«L’intenzione era quella di conciliare una formazione accademica e un’esperienza lavorativa con una passione personale che ho da sempre, il cucito. La Matrioska nasce così dopo due anni di formazione tra Cagliari e Roma, e dopo un’esperienza lavorativa in un centro di accoglienza, straordinaria. Nasce anche dal confronto con colleghi operatori dell’accoglienza e dalla difficoltà, quotidianamente riscontrata, di permettere agli ospiti del centro di avviare percorsi di integrazione. In tal senso la Matrioska desidera essere risposta ad un bisogno del nostro territorio».

La Matrioska, rimanda ad un senso d’insieme, ad uno dentro l’altro, cosa rappresenta per te la scelta di questo nome?
«La Matrioska è la bambola della tradizione russa che, portando dentro di sé tanti figli, è il simbolo della maternità e della vita che non ha limiti. Per noi è il simbolo dell’accoglienza in quanto poniamo la persona, la sua storia, al centro accompagnandola in un percorso di scoperta del proprio potenziale e di autorealizzazione».

Quali difficoltà hai incontrato nella costruzione e realizzazione del laboratorio?
«Nulla di inaffrontabile. Quando abbiamo avviato la raccolta fondi sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso a sostegno del nostro progetto, personalmente sono stata oggetto di insulti, offese, volgarità della peggior specie. Non che non fosse previsto, pare che il periodo storico legittimi tanti a scaricare odio, cattiverie e frustrazioni senza freni. Di contro, però, abbiamo ricevuto tanti messaggi di solidarietà, tanti ci hanno supportato con piccoli o grandi gesti concreti. Questa è la realtà in cui la Matrioska crede. Le piccole scelte solidali, nella quotidianità, vanno ben oltre alcuni scambi colmi d’odio sui social».

Credi che si debba parlare molto di più di immigrazione e integrazione? Cosa si è rotto nella percezione dell’altro diverso da noi?
«Penso si debba essere più predisposti all’ascolto e all’umiltà. La rete ha dato diritto di parola a tanti che sul tema immigrazione non hanno preparazione, incoraggiati dalla diffusione di notizie spesso progettate ad arte per fomentare diffidenza, odio. Il tema è caldo, se ne parla tantissimo. Il problema è che spesso se ne parla male e con i toni sbagliati. E’ importante conoscere il fenomeno in profondità senza minimizzarlo a banali soluzioni che, casualmente, ci pongono sempre in rilievo rispetto ai migranti. E’ solo conoscendoci che abbattiamo le differenze, ma è importante essere predisposti a farlo. A volte percepisco prese di posizione immotivate ma soprattutto pericolose, per noi stessi, per chi ci sta accanto e per la comunità in cui viviamo».

Come è possibile supportare il progetto?
«È possibile supportare il progetto scegliendo di acquistare, nella nostra sede in Via Sant’Antonio 122 – Quartu, gli articoli realizzati dai ragazzi rigorosamente fatti a mano che vantano le caratteristiche di unicità e originalità. È possibile supportare anche scegliendo di donare tessuti o attrezzi per realizzare i nostri articoli. Attualmente lavoriamo in sede tre volte a settimana, Lunedì dalle 9 alle 12.30, martedì e giovedì dalle 16 alle 19. Sulla pagina Facebook La Matrioska, laboratorio tessile, creativo, sociale è possibile vedere tutti i nostri lavori (collane, pochette, scaldacollo, camicie, e tanto altro) Scegliendo di acquistarli sostenete la nostra attività promuovendo l’integrazione sociale. Natale si avvicina, una buona occasione per un regalo speciale».

Condividici...

Notizie sull'autore

lagazzetta

Aggiungi Commento

Clicca qui per inserire un commento

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

claudio canalis

Laser Informatica di Sergio Virdis

Sempre con te…

Bonus Docenti