Attualità

Agricoltura: i prodotti a base di batteri azotofissatori permettono di aumentare la disponibilità di elementi nutritivi nelle piante

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di Fulvio Tocco

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Ora è possibile dire che si può utilizzare la ricerca per mettere a frutto le potenzialità della natura. Soddisfare il bisogno nutritivo delle piante erbacee e delle piante arboree, in futuro, sarà molto più semplice, meno costoso e meno faticoso. Con i nuovi ritrovati della scienza non saranno più necessari i faraonici capannoni di stoccaggio per i concimi granulari, né i grandi autotreni per trasferire enormi quantità di prodotto, con spreco di energia, da una parte all’altra del paese; a parità d’impiego costano di meno e si possono utilizzare nell’agricoltura biologica. Della questione poco si parla.
Il tema che tiene banco riguarda soprattutto l’aumento smisurato dei concimi granulari.
La concimazione rientra nella più ampia categoria delle tecniche di fertilizzazione con la finalità di soddisfare il fabbisogno nutritivo delle colture. Con gli ultimi aumenti è però diventata una delle palle al piede delle aziende agricole.
Un concime azotato, per esempio, si aggira sui 75 euro il quintale più iva; un ternario invece lo si può trovare a 100 euro il quintale.
Oggi, grazie alla ricerca, sono disponibili sul mercato dei prodotti azotofissatori che permettono di migliorare e aumentare la disponibilità di elementi nutritivi nelle piante.
L’utilizzo di questi prodotti di ultima generazione permettono ai vegetali di assimilare maggiori quantità di azoto dal suolo e di fissare l’azoto atmosferico rendendolo disponibile direttamente alla pianta stessa. Per esempio, se andiamo a leggere le caratteristiche dell’Azofix, ci accorgeremo che avremo un risparmio dal 25% al 50% delle unità di azoto apportate chimicamente al terreno; il sistema microbiologico consente di alimentare la pianta di un elemento fondamentale per la crescita e per la qualità sia dall’apparato radicale e dall’apparato fogliare. La fissazione dell’azoto avviene in maniera omogenea per una durata di 60- 70 giorni. Ma l’aspetto che salta subito agli occhi è quello relativo all’ingombro. Per concimare un ettaro di terreno coltivato bastano due chilogrammi e mezzo di questo prodotto, irrorato con l’acqua nel periodo primaverile, anziché delle quantità dei concimi granulari azotati. La spesa dell’azotofissatore si aggira su 50 euro. Va applicato con la barra da diserbo al Grano al momento dei diserbi primaverili (fine Marzo/Aprile). Nelle piante da frutto e vigneto va applicato nel periodo di Aprile – Maggio. Il prodotto è miscibile con la maggior parte degli antiparassitari all’infuori dei prodotti contenenti rame o antibatterici. L’uso del predetto prodotto garantirà maggiore resistenza alle malattie funginee e continuità di nutrimento alla pianta. Con gli aumenti dei concimi tradizionali alle stelle l’innovazione non va sottovalutata.

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