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Attualità

Alessandra Todde prima donna presidente della Regione

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Con la svolta delle elezioni del 25 febbraio 2024 sarà necessario cambiare il presente e il futuro della Sardegna

Il Medio Campidano, per le sue caratteristiche, non può stare indietro agli altri territori
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di Fulvio Tocco
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Le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Sardegna, hanno dimostrato che l’educazione non può mai essere a-politica.
L’intera campagna elettorale di Alessandra Todde, e del Campo Largo, dopo un avvio non semplice, è stata impostata sui valori dell’educazione, della proposta, del dialogo, e la visione critica dei fatti che hanno visto la Sardegna regredire sui servizi essenziali per i cittadini.
Alessandra Todde, dopo un’intensa e fruttuosa presenza sul territorio isolano ha meritato di essere eletta Presidente della Regione Sardegna perché è brava e capace.

E se oggi abbiamo la prima Presidente donna lo dobbiamo soprattutto a Lei! Altri cinque anni di inerzia politica sarebbero stati deleteri per la gran parte del popolo sardo.
Questo dato è diventato di pubblico dominio man mano che si andava avanti nelle assemblee quando di fronte alle emergenze sanitarie si è venuti a conoscenza delle enormi somme non spese dalla giunta regionale uscente. Alessandra Todde, in 100 comizi, più quello di chiusura alla Fiera di Cagliari, è riuscita a stimolare nella coalizione che l’ha sostenuta una buona coscienza politica.
Per questo, e per le sue encomiabili qualità personali, è stata premiata. Se i “perplessi della prima ora”, si fossero messi all’ascolto e al confronto senza pregiudizi avrebbero imparato ad apprezzarla da subito.
La scelta a volersi candidare in Sardegna è solo sua.
Il riscontro l’abbiamo avuto quando ha voluto la presenza della madre e la nipote sul palco della Fiera.

La sua candidatura sostenuta da diversi mesi da intellettuali sardi stanchi di vedere la destra conservatrice prevalere senza che ci fosse una adeguata reazione da parte delle forze rappresentate dall’opposizione nel Consiglio regionale uscente, è stata (dopo l’assemblea di San Leonardo) meglio compresa dai rappresentanti del Campo Largo. Diversi non la volevano alla testa della grande battaglia.
È stata lei con la sua affabile modestia, con la sua pazienza e concretezza nell’affrontare le questioni che hanno portato la Sardegna a regredire a farsi accettare. Così, in tanti, hanno imparato ad apprezzarla. A sostenerla.
Da quel momento è emersa la Politica vera, di persone che si sono confrontate con rispetto e con la voglia di vincere anche quando Renato Soru, scegliendo altre strade, poteva compromettere la vittoria finale di Alessandra Todde.
Era da molto tempo che non si vedevano assemblee unitarie così partecipate e serene. Direi anche riparatrici di ferite aperte da tanti anni di ripugnante rottamazione. I
l boato con cui è stato accolto Bersani alla presenza di Elly Schlein, segretaria del Pd, all’assemblea di Carbonia è stato commovente e lui da politico serio com’è, ha ripagato i presenti con un discorso limpido, impeccabile, facendo il suo ragionamento senza offendere nessuno.
La stessa accoglienza l’ha ricevuta Cuperlo all’assemblea di Guspini e lui si è sentito a casa sua animando elegantemente l’assemblea a sostegno di Alessandra Todde Presidente.
Al Teatro Murgia, la positività si percepiva dalla commozione dei partecipanti a dimostrazione che c’è un grande bisogno di novità, di aria nuova, di una politica che guardi seriamente alle nuove generazioni e non lasci indietro nessuno.
I democratici tutti del Medio Campidano dovranno far tesoro dell’assemblea di Guspini, magari tirando una riga sul passato, riprendendo il dialogo proficuo con gli elettori.
I dati dicono che nel Medio Campidano c’è un gran bisogno di partecipazione serena e costruttiva per far emergere la sua forza su campi diversi.

È un territorio di grandi risorse che non ammette distrazioni: per le sue caratteristiche non può stare indietro agli altri. Con un Piano straordinario, in affiancamento al Psr, potrebbe diventare (in poco tempo) il serbatoio alimentare delle aree zootecniche della Sardegna, dando una mano alla cura della campagna, alla bilancia commerciale sarda (importando meno granaglie e concimi azotati), alla rinaturalizzazione dei seminativi (stanchi dalle concimazioni azotate di sintesi), a una sana alimentazione umana e zootecnica.
Poi quale altro territorio può vantare, a circa tre quarti d’ora di macchina da Sanluri, la bellezza delle Dune di Arbus, dei beni ex minerari di Montevecchio, dei beni ex termali di Sardara, della Giara (ricchissima di biodiversità animali e vegetali), di un gran numero di beni culturali e del blasonato Nuraghe di Barumini riconosciuto dall’Unesco?
Le possibilità son tante! Vanno messe a sistema. Ora che sono stati resi noti i nomi di tutti gli eletti sappiamo che la Sardegna ha bisogno di un Consiglio regionale attivo e credibile che faccia sentire la sua voce sul riordino istituzionale, sull’Autonomia differenziata e sulle speculazioni in nome della transizione energetica. E, ovviamente, di tutto ciò che sarà necessario per il presente e il futuro della Sardegna.
Ora Alessandra Todde e la coalizione che la sostiene avranno una gran mole di lavoro da fare.
Il nostro sostegno concreto, da elettori, inizia ora!

Fulvio Tocco

RIPRODUZIONE RISERVATA
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