L’informatico suggerisce

Alexa: dal resuscitare i defunti alla testimonianza in tribunale

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di Giovanni Angelo Pinna
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Giovanni Angelo Pinna

Non esiste quasi più una abitazione nella quale non sia presente Alexa.

In versione App, un software installabile nel proprio smartphone o tablet, oppure nella sua variante più comune, hardware, posizionato in qualsiasi punto del salotto in casa, Alexa ha quasi stravolto la quotidianità in casa semplificando non poche attività, alcune volte forse in modo eccessivo tanto da arrivare al voler utilizzare questa tecnologia anche solo per sostituire l’attività dell’accendere e spegnere una tv con il telecomando, o cambiare canale.

In alcuni casi Alexa si è anche rivelata come “la medicina e cura” per quelle persone che soffrono la solitudine: dialoghi con questa intelligenza artificiale, promemoria e stimoli come un “ricordati di…” sono solo alcuni esempi.

Ma non si limita a questo Alexa: quella che all’apparenza può sembrare una semplice voce artificiale, in realtà, nel tempo è divenuta molto più tanto.

È la prima AI (una intelligenza artificiale) ad essere stata chiamata a testimoniare in Tribunale ricoprendo il ruolo di testimone chiave in un caso di omicidio.

Il funzionamento di Alexa è banale: pur rimanendo in perenne ascolto, per essere attivata è necessario pronunciare un comando specifico, “Alexa” seguito da ciò che questa intelligenza deve fare.

È proprio su questo particolare che gli inquirenti puntarono nel lontano 2016 (il caso è ancora in corso): sperano che Alexa si sia attivata inavvertitamente registrando voci, suoni ed informazioni utili in quel lasso di tempo in cui si consumò il crimine.

Ma non solo, dal Tribunale alla “resurrezione di defunti”: una nuova e recente sfida, per queste tecnologie, è quella di fare resuscitare i defunti creando una copia fedele della loro voce.

Da qualche giorno, infatti, l’attenzione pare essersi spostata sulle capacità di queste AI di replicare la voce umana, imitandola quasi fedelmente partendo da porzioni di una loro registrazione (un campione audio).

Questa capacità è stata presenta ordinando ad Alexa di leggere una favola ad un bambino. Il particolare, che ha sollevato non poco scompiglio e “problemi di natura etica”, è che questa favola è stata raccontata dalla tecnologia emulando la voce della nonna del bambino, defunta tempo prima.

“… metti musica” … “… accendi la tv” sono solo le azioni più comuni oltre aprire porte e finestre, fare ridere con barzellette o dialogare con gli animali (si perché anche il tuo cane o gatto potrebbe impartire comandi ad Alexa).

Ma, da ormai qualche anno, questi concentrati tecnologici stanno allargando il loro campo di azione sempre basando la loro intelligenza sul riconoscimento della voce umana ma non finisce qui: solo coincidenze?

Una notte, Alexa, si attivò a casa di una ragazza. In quella occasione eseguì una determinata canzone (in casa c’era solo la ragazza che dormiva). Quale canzone e quale notte? La loro canzone, della coppia, proprio la notte dell’anniversario. Tutto normale, o quasi, se non fosse che, anche qui, il compagno venne a mancare tempo prima.

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