L'INFORMATICO SUGGERISCE

App Immuni, tamponi e “cosa ci riserva il futuro?”

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di Giovanni Angelo Pinna

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Giovanni Angelo Pinna

In tutto il mondo si convive da più di due anni con il Covid, si sono fatti passi in avanti molto importanti, seppure con interrogativi sempre rimasti senza ricevere le opportune risposte.

Si è arrivati a creare un vaccino, il primo nella storia per il suo genere, che ha permesso all’uomo di evitare, nella maggior parte dei casi, la nascita di complicazioni gravi.

Un vaccino che, anch’esso, è stato accompagnato da fake news oltre che da tante altre inesattezze: la più preoccupante, per chi si è sempre schierato per la verità, quella del dire che “il vaccino ti immunizza al 100%, non ti fa prendere il Covid e non ti rende veicolo per contagi e trasmissioni del virus”.

Prima del vaccino, poi, si tentò la carta dell’App Immuni, oggi usata da 1 italiano su 3: si pensava fosse un’ottima soluzione per arginare i contagi, riprendersi la propria vita e quotidianità pre pandemia ed evitare ulteriori chiusure (così dissero più volte al Governo e le svariate campagne di sensibilizzazione ed invito alla sua installazione).

Dopo due anni e più, però, si è ancora a dover fare i conti con un sistema incapace di gestire un simile carico ed una simile situazione: l’evidenza maggiormente segnalata riguarda i tempi di evasione dei risultati di un tampone che, nonostante in una farmacia o centro privato varino dai 15 minuti – tempi di attesa della reazione delle 3 gocce nel test rapido Covid-19 AG – fino alle 24 ore massimo, oggi arrivano anche alle 72 ore di attesa; si segnalano, poi, ore ed ore di interminabili file in attesa di vedersi prelevato il proprio campione molecolare oltre, in altri casi, a “dover sborsare di tasca propria” per pagare un tampone.

Per fare fronte a tutto ciò, l’Emilia Romagna sarà la prima regione Italiana (per ora l’unica) ad attivare un nuovo interessante servizio ai propri corregionali, anche sfruttando tecnologie basilari che possano alleggerire il carico al proprio sistema sanitario locale: dal 17 gennaio è stato attivato il portale dove, anche privatamente, sarà possibile registrarsi per fare partire la quarantena.

Off-limits per i no-vax, questo nuovo servizio/possibilità sarà offerta a tutti i cittadini che, nella modalità fai-da-te, decideranno di sottoporsi al tampone in casa e, in caso di positività, di iniziare la quarantena senza dover attendere altro tempo né esiti da parte del Sistema Sanitario Nazionale.

Aspetto forse più interessante, è che il costo di questi tamponi non sarà a carico del privato ma del Servizio Sanitario.

Come funziona questa tecnologia e servizio? In maniera davvero elementare!

Una volta effettuato il tampone, sarà sufficiente scattare una foto al Self-Test Covid-19 Ag e caricare la foto nel portale (dopo essersi autenticati). I test validi saranno solo quelli rapidi forniti in farmacia (circa 1000 in Emilia Romagna e si ipotizza che aderiranno tutte a questa interessante iniziativa).

Una tecnologia davvero elementare, un portale web, per fronteggiare una situazione ancora oggi così delicata. Sarà estesa in tutta Italia?

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