Economia & Lavoro

Arabus Beer: la birra nata dalla passione di tre giovani arburesi

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di Cinzia Mereu
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Alberto Pinna, Matteo Cancedda e Omar Putzolu sono stati i protagonisti di questo caldo fine estate arburese, dissetando i compaesani, e non solo, con la loro primogenita “Pinnedda”, una birra bionda in stile tedesco.

Nata dal sogno e dalla collaborazione di questi tre giovani ragazzi classe ’92, “Pinnedda” è solo il primo passo di un progetto ambizioso che li ha visti esordire nel mondo dei birrai nell’weekend del 27 e 28 Agosto alla Sagra del Miele di Montevecchio.

Alberto è il mastro birraio, così lo definisce Matteo, suo amico sin dall’infanzia, ed è proprio lui la guida di questo gruppo: «il progetto Arabus Beer nasce da una grande passione per la birra artigianale. Dietro c’è un disegno ambizioso che ci vede muoverci in questo mondo a piccoli passi, ma decisi. Da tempo desideravo buttarmi in questa nuova avventura e se ora questo desiderio si sta concretizzando è anche grazie a Matteo, che anche nei giorni più difficili mi ha sempre spronato e spinto a non mollare. Ora con la sua collaborazione e con quella di Omar, a cui ugualmente siamo legati sin da bambini, vediamo crescere la nostra piccola realtà», dice Alberto Pinna.

Tra i prossimi traguardi a cui i tre ragazzi arburesi puntano, nel breve termine vi è senz’altro l’ampliamento dei loro prodotti, con la creazione di altre 3 o 4 differenti varietà di birra e la crescita delle collaborazioni con i locali della zona.

«Ora stiamo partendo piano con una sola birra e attualmente per realizzarla ci stiamo appoggiando a un birrificio. Dunque noi andiamo lì con la nostra ricetta e la birra prende vita. Insieme al birrificio si costruiscono i dettagli per poter migliorare la ricetta. In primis desideriamo avere una produzione di qualità, puntiamo molto su quello che è il prodotto e su quella che è la cultura della birra artigianale. Ci teniamo ad avere collaborazioni con locali interessati a vendere il nostro prodotto perché è di qualità e vogliamo che i locali a cui lo vendiamo gli diano il giusto valore”, continua Pinna.

Il progetto Arabus, in un futuro non troppo lontano, punta a dar vita a un birrificio agricolo in territorio arburese, con la coltivazione di malto e luppolo: “ciò vuol dire che non ci dovremo più limitare alla sola produzione della birra, ma anche a un’accurata selezione e poi coltura delle materie prime che verranno poi trasformate nel nostro prodotto di qualità” aggiunge Omar.

Oltre alla determinazione nel voler raggiungere i propri obiettivi i tre ragazzi sono accomunati anche da un forte sentimento d’amore che li lega al proprio paese, Arbus, e vorrebbero che il loro progetto fungesse da vetrina per il loro territorio: “anche dietro le etichette delle nostre bottiglie vi è una specifica attenzione verso la valorizzazione del nostro territorio, ad esempio con la rappresentazione del monte Arcuentu, che avevamo anche individuato inizialmente come nostro primo logo, successivamente poi è subentrata la scritta Arabus con la terza A con le corna della capra, che è un nostro prodotto locale conosciutissimo. Per le nuove etichette punteremo ugualmente a rappresentare un qualcosa di caratteristico del nostro paese e che allo stesso tempo possa attirare l’attenzione dei turisti che visitano questo territorio” dice Cancedda.

“Abbiamo appena trent’anni e questo è il momento per noi di agire nel concreto, partiamo da una realtà difficile come quella arburese, che negli anni ha visto il paese svuotarsi e perdere di iniziativa. Nel nostro piccolo vorremmo portare una rivincita in questo territorio, ci piacerebbe tramite la nostra neonata impresa promuovere una fitta rete di collaborazioni con le altre realtà enogastronomiche presenti non solo ad Arbus, ma anche in tutto il Medio Campidano, così da poter procedere alla creazione di eventi originali e sempre diversi tra loro, che possano fungere non solo da cassa di risonanza per le tante piccole imprese presenti in zona e spesso gestite da giovani come noi, ma anche per portare nel nostro paese, Arbus, una boccata d’aria fresca e tante persone anche dai paesi vicini.

Siamo consapevoli che il nostro sia un progetto ambizioso e dispendioso in termini di tempo, ma i buoni propositi e le idee non ci mancano, non ci resta che continuare su questa strada, animati dalla forza di volontà e dall’entusiasmo che ci accompagnano” conclude Alberto.

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