Attualità

Arbus, Casa Reclusione Is Arenas: criticità operativa e richiesta d’integrazione di personale

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di Maurizio Onidi
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Indirizzata ai massimi vertici del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, da parte della Fp Cgil Polizia Penitenziaria, coordinamento Sardegna, firmata dal coordinatore regionale Sandro Atzeni, una comunicazione per denunciare “la grave e cronica carenza di personale, già denunciate in più occasioni,  diventate ormai intollerabili e che non consentono di svolgere con la dovuta serenità il delicato e difficile compito che la legge attribuisce alla Polizia Penitenziaria”.

“La pianta dell’organico di Polizia Penitenziaria”, si legge nella comunicazione, “prevista è di 88 unità, il personale amministrato è di 68 unità (di cui n° 4 servizio N.T.P. – n° 13 cariche fisse – n° 2 E.A.P., villaggio estivo Luigi Daga e sala convegno – n° 5 reparto a cavallo, compreso l’attuale f.f. Comandante di Reparto – n° 40 reparti detentivi diramazione centrale e conca d’oro, ingresso istituto e servizio navetta)” si legge nella lettera trasmessa dove si evidenzia come “Le criticità maggiori si riscontrano nelle n° 40 unità di personale di Polizia Penitenziaria adibite ai reparti detentivi, dove risultano non in forza 12 unità cosi distribuite: 1 unità distaccata c/o il Tribunale di Cagliari; 3 unità in aspettativa ex art. 68; 2 unità in aspettativa legge 151 art. 42 comma 5; 1 unità assente per gravidanza; 1 unità impiegata nel corso neo ispettori, per il quale, secondo le indicazioni Ministeriali non è previsto il suo rientro in sede; 3 unità tra il mese di dicembre 2022 e gennaio 2023 saranno collocate in quiescenza; 1 unità in attesa di trasferimento presso l’U.E.P.E. di Cagliari entro il 31 dicembre 2022 con provvedimento già notificato all’interessato. Pertanto il personale a disposizione – utilizzabile nei reparti detentivi consta di 28 unità, i quali devono beneficiare dei diritti soggettivi in particolare del congedo ordinario dove risultano da fruire per l’anno 2021 n° 992 giornate e per l’anno 2022 n° 2404 giorni, azzerabili con l’incremento di circa 14 unità. Diverse le unità presenti con anzianità di servizio e età anagrafica elevata, nello specifico, ( con oltre 55 anni di età, 30 unità – con età 50/55 anni, 27 unità – con età 45/50, 4 unità – sotto i 45 anni, 7 unità), l’anzianità prossima ai 60° anno comporta assenze non programmabili per recupero psico- fisico”.

“Per quanto riguarda invece i sottufficiali”, continua la missiva “su 7 ispettori previsti ne sono amministrati 4 di cui uno in servizio, l’ispettore f.f. di comandante di reparto, 13 sono i sovrintendenti previsti mentre amministrati e in servizio sono quattro. Gli Assistenti Capo coordinatori sono obbligati a ricoprire tutti i turni di Sorveglianza Generale, chiaramente questo carattere emergenziale dovrebbe avere durata provvisoria, mentre sembra essere divenuta ormai una routine. Ciò significa che il delicato compito della Sorveglianza Generale viene assegnato indifferentemente ad un Assistente Capo Coordinatore o ad un Assistente Capo che, evidentemente, si ritrovano ad espletare funzioni che non rientrano nel loro ambito operativo e per le quali non hanno un adeguata preparazione. Dati che forniscono meglio di qualsiasi altra descrizione, la misura della gravità della situazione. Da questi drammatici dati ne deriva una organizzazione del lavoro che lunghi dal rispondere a criteri di efficienza ed efficacia, è invece caratterizzata dalla improvvisazione e dall’estemporaneità, con grave pregiudizio per la qualità del servizio e la sicurezza stessa degli operatori”.

“La situazione fin qui descritta”, si legge ancora nella comunicazione, “produce ovviamente un peggioramento della qualità del servizio, che si ripercuote negativamente sullo stato fisico e psicologico dei lavoratori e delle prestazioni” denuncia il sindacato. Ne consegue, quindi, che la vigilanza alle attività lavorative, ai corsi di studio ed alle attività trattamentali risultano essere compromesse, essendo il livello di sicurezza al di sotto degli standard minimi previsti. Poiché, non potendo attendere unità a queste incombenze, ancorché importanti, si rende quindi necessario scoprire uno o più posti di servizio. Ciò si riflette negativamente sulla qualità del servizio in parola, nonostante l’impegno assiduo e costante da parte del personale. Alle carenze ormai croniche di personale di Polizia Penitenziaria, si aggiungono quelle settore amministrativo – contabile che si sobbarcano un carico di lavoro non indifferente. La mancanza di un direttore fisso non risolve le problematiche, ma ne crea delle nuove considerato che il direttore attualmente in missione lascia i problemi dell’istituto ove è effettivo per cercare di risolvere quelli di questo istituto notevolmente distante. Gravi carenze si riscontrano anche negli organici del personale amministrativo delle diverse qualifiche – ragionieri, operatori amministrativi, eccetera – ciò incide sulla funzionalità dei servizi d’istituto, tali carenze impediscono al personale di operare correttamente e serenamente nel perseguimento dei propri compiti istituzionali, e, di fatto, precludono l’attuazione della riforma del sistema penitenziario e della normativa vigente”.

“Ci preme sottolineare”, conclude la missiva, “inoltre che le ultime due criticità espresse si tramutano inevitabilmente in situazioni che mettono a rischio l’ordine e la sicurezza dell’istituto e per le quali gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria sono preposti, ma con i numeri dell’organico fin enunciato non ci sono più neanche le condizioni sub minime per operare”ribadiscono i responsabili sindacali che precisano “La scrivente continuerà a denunciare il malessere delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria che opera in questa struttura, affinché vengano risolti gli annosi problemi ponc’anzi citati, vengano affrontati e risolti con fatti tangibili e concreti in via definitiva. Le problematiche ormai hanno raggiunto un livello non più sopportabile e si riversano drammaticamente su tutto il personale di Polizia Penitenziaria, sugli operatori penitenziari e su coloro che si trovano nel carcere e con esso hanno rapporti. Per quanto sopra la scrivente chiede l’integrazione di personale di Polizia Penitenziaria e l’aumento di quello del comparto Funzioni Centrali, considerato anche l’aumento dei carichi di lavoro e l’invio di un Direttore stabile in istituto”.

 

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