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Arbus, estate 2019: com’è andata?

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di Gianni Vacca

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In Sardegna meno presenze e meno fatturato. Tuttavia circa venti milioni di turisti a dispetto delle folli politiche dei prezzi  operate nel settore trasporti dalle compagnie marittime e aeree hanno affollato spiagge ed entroterra dell’isola. Il SIB (sindacato italiano balneari) parla, rispetto al 2018, di un calo stimato intorno al 20%. Più prudente l’analisi di Federalberghi che dice: “In Sardegna calano presenze e fatturato con un meno 3/4% rispetto allo scorso anno, ma non è una stagione no  perché l’isola resta sempre e comunque una meta competitiva”. Insomma secondo Paolo Manca, presidente di Federalberghi, il quadro che si delinea è dolceamaro anche se lo sguardo inevitabilmente è già diretto sul 2020.
 Di dati ufficiali naturalmente ancora nemmeno l’ombra, quelli arriveranno come di consueto non prima di metà ottobre quando gli uffici regionali e le varie associazione di categoria avranno in mano un quadro più dettagliato. Per adesso dunque solo impressioni che condividiamo e analizziamo focalizzando l’attenzione con il vicesindaco e assessore alla Cultura e Località turistiche del comune di Arbus Michele Schirru, a ombrelloni chiusi, sulla realtà arburese. I numeri naturalmente cambiano a seconda delle destinazione dell’isola: Può assessore darci una prima lettura, per quanto possibile, dei flussi registrati nelle località dell’arburese?
«Pur non essendo ancora in possesso di dati certi ufficiali e definitivi, il bilancio è da considerare positivo. Sicuramente di sostanziale tenuta rispetto alla stagione 2018 quando i dati pubblicati da Federalberghi-Confcommercio e dal servizio statistico della Regione stabilirono in circa 55.000 le presenze, un numero che va a coprire l’intero potenziale della nostra ricettività stimata attualmente in circa 900 posti letto».
Un piccolo consolidamento che nonostante la recessione regionale lascia ben sperare: la strada intrapresa è dunque quella giusta?
«Arbus può e deve avere numeri ancora più importanti. Determinante sarà portare a “pieno carico” almeno i tre  mesi estivi. Quest’anno per esempio abbiamo avuto numeri interessanti a giugno, subito una lieve flessione a luglio e una fortissima ripresa per tutto il mese di agosto. Sono  dati che lasciano ben sperare grazie anche alle grandi potenzialità che offre il settore dell’extralberghiero. Decisivi saranno la qualità dei servizi che sapremo offrire e credere sempre più nella connessione tra cultura e promozione turistica un binomio che grazie anche alle innumerevoli iniziative intraprese dalla consigliera con  delega al Turismo Annita Tatti,  si è rivelata ancora una volta vincente».
Pregi e difetti, vizi e virtù di una vacanza trascorsa nel litorale arburese. Cosa ha funzionato e cosa  sarebbe da migliorare?
«Sono diversi i motivi di soddisfazione, qualcuno anche di rammarico – precisa l’assessore e vicesindaco Michele Schirru – . Il percorso è ancora lungo ma la strada tracciata è quella giusta. I vincoli che pesano e frenano lo sviluppo del territorio sono tanti. Le risorse disponibili sempre meno. Un quadro difficile che richiede grandi sinergie tra pubblico e privato. Sicuramente vanno elogiate tutte le iniziative delle quali si sono fatti promotori i titolari delle aree parcheggio e i gestori dei lidi che hanno garantito tanta animazione e una serie di servizi difficilmente riscontrabili in altri contesti simili. A Piscinas, che ha avuto un considerevole aumento di presenze, così come a Scivu, a Portu Maga, a Torre dei Corsari e Pistis. Spiagge pulitissime, docce, salvamento a mare, escursioni lungo il litorale e all’interno del territorio e tanta tanta ospitalità. La fattiva collaborazione con le associazioni di Tunaria, Gutturu e Flumini e Portu Maga hanno garantito decoro e vivibilità in quelle aree. Inoltre mi preme ricordare il problema dei rifiuti, corretto e migliorato dopo una partenza a handicap, e la grande realtà del Wedding celebrati a Piscinas, Portu Maga, Pistis, i matrimoni in spiaggia sempre più richiesti che creano nuove forme di  economia».
47 chilometri di litorale e a differenza di quasi tutti i comuni rivieraschi, nessuna ordinanza di “Plastic free o di divieto di fumo”, mi faccia capire.
« Per il “no smoking in spiaggia” è stata una scelta dettata dall’enormità di spazi disponibili, pochissime invece le tracce di plastica abbandonate che non hanno creato grandi emergenze». Tanti gli aspetti positivi ma  anche alcune criticità. Tra tutte l’assoluto inutilizzo delle “dog beach” che ha provocato diverse lamentele tra i bagnanti spesso infastiditi dal contatto con gli animali e la poco utile delimitazione della cosiddetta “area naturista” rivelatasi una semplice quanto (forse) inutile area nudista che nulla da in termini economici a quella meravigliosa località. Scarsa se non del tutto assente anche la vigilanza in spiaggia che trova però  (solo in parte) valide giustificazioni in un organico troppo insufficiente.

 

 

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