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Arbus-Terralba: Il ponte di Marceddì si farà

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di Gianni Vacca
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Il ponte che collega Marceddì zona umida e frazione di Terralba a Sant’Antonio di Santadi frazione di Arbus avamposto per le marine di Pistis, Torre dei Corsari e Tunaria e in prospettiva importante raccordo anche verso il vicino aeroporto di Fenosu, si farà. La buona notizia arriva per bocca dell’Assessore RAS della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis che in una recente conferenza stampa evidenzia come l’iter per la realizzazione e messa in sicurezza dell’importante infrastruttura nata ricordiamo non come collegamento intercomunale, ma come supporto alle numerose attività di pesca del compendio faccia importanti significativi passi avanti.

“Esaminata la documentazione, comprensiva del progetto e del relativo studio di incidenza ambientale, l’Assessorato della Difesa dell’ambiente ha espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale per i lavori di adeguamento e messa in sicurezza del ponte di Marceddì “.  Lo afferma l’assessore della Difesa dell’ambiente Gianni Lampis, comunicando la decisione del ‘Servizio valutazione impatti e incidenze ambientali’ (Via) sull’istanza presentata lo scorso 19 luglio dal Comune di Terralba per il progetto dei “Lavori viabilità occidentale sarda nel tratto tra l’Oristanese e la zona di Arbus – Adeguamento del Ponte Marceddì (1° lotto)”.

Lavori
Sono previsti interventi strutturali, come il rinforzo di 165 pali di fondazione maggiormente degradati. A livello stradale, è prevista la riorganizzazione della sezione stradale e la circolazione a senso unico alternato regolamentata attraverso un impianto semaforico; la realizzazione di una nuova pavimentazione stradale, di uno strato di impermeabilizzazione e di un sistema di scolo per l’allontanamento delle acque di piattaforma; il posizionamento lungo il ponte di cinque dossi artificiali di rallentamento in corrispondenza di altrettanti attraversamenti pedonali; l’installazione di segnaletica verticale e orizzontale; la sistemazione dei piazzali di accesso. Infine, alcuni interventi impiantistici: attraversamenti pedonali in corrispondenza degli accessi sud e nord del ponte, opportunamente illuminati per la sicurezza nelle ore notturne; un impianto semaforico di segnalazione su ambo i lati di accesso al ponte, utile per regolamentare il senso unico alternato sul ponte.

Cinque milioni di euro la somma disponibile
Sull’opera fortemente strategica per la crescita economica dell’intera area e arteria di collegamento dell’oristanese con le marine dell’arburese fino ad arrivare all’iglesiente e all’intera costa sud occidentale dell’isola la regione è intervenuta con un finanziamento complessivo di 5 milioni di euro da spendere   attraverso un progetto ripartito su base triennale: per il 2022 verranno stanziati 500mila euro, 1 milione riguarderà il 2023 e 3,5 milioni saranno messi a disposizione per il 2024.

Un’opera strategica
Il dato politico estremamente rilevante è che la popolazione residente nelle frazioni Marine di Porto Palma, Torre dei Corsari, Pistis e Sant’Antonio di Santadi e nelle località rurali immediatamente adiacenti finalmente potrà utilizzare il collegamento del ponte come strada a tutti gli effetti e non come viadotto di Peschiera. Il collegamento sulla laguna ha dimostrato di essere indispensabile per le presenze turistiche del centro Sardegna, non solo dei pendolari della balneazione ma anche di numerosi proprietari di seconde case presenti nei nostri villaggi costieri.

Gianni Lampis


Lavori compatibili con la conservazione della biodiversità.

“Nonostante l’intervento ricada all’interno della Zsc (zona speciale di conservazione) ‘stagno di Corru s’Ittiri’ e della Zps (zone di protezione speciale) ‘Corru s’Ittiri Stagno di San Giovanni e Marceddì – ricorda l’assessore Lampis – l’Assessorato ha ritenuto di esprime un giudizio positivo perché il progetto non può generare incidenze significative dirette o indirette su habitat e specie e sull’integrità dei siti ‘Natura 2000’. Infatti, attraverso l’adozione di idonee misure di mitigazione, i lavori risultano compatibili con la conservazione della biodiversità. Sono, comunque, indicate una serie di prescrizioni. Al fine di tutelare la fauna durante il periodo riproduttivo, tutte le operazioni rumorose dovranno essere interrotte da marzo ad agosto; dovranno essere adottate tutte le misure necessarie per evitare la dispersione di polveri, di rifiuti nello stagno e lo sversamento accidentale di materiali inquinanti; le aree di cantiere dovranno essere realizzate su aree prossime alla sede dell’opera, in aree già alterate e antropizzate, avendo cura di non danneggiare in alcun modo la vegetazione presente”.

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