Attualità

Arbus, un pellegrinaggio lungo un giorno con Sant’Antonio

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di Sandro Renato Garau
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Come da programma alle 7 del 25 di giugno, la Santa Messa in onore di Sant’Antonio nella chiesa di San Sebastiano ad Arbus, apre i festeggiamenti. Poi il piccolo santo viene accompagnato da Arbus alla sua chiesetta nella frazione di Santadi passando per Guspini. Il santo, molto amato nel territorio, quest’anno non ha potuto rispettare la data del pellegrinaggio nella sua ricorrenza liturgica per la concomitanza delle elezioni comunali di Arbus.

La partenza è alle 8.15, il cocchio trainato da due possenti buoi lo attende all’uscita della chiesa di san Sebastiano, i cavalieri aprono la processione seguiti da alcuni gruppi folkloristici della zona e dalla banda musicale “Ennio Porrino”, poi Lui, il piccolo Santo inizia il cammino seguito dal parroco, dagli amministratori comunali, provinciali e regionali del territorio e dai rappresentanti delle forze dell’ordine.

La prima sosta a passo Genna De Frongia, dove i pellegrini si affacciano verso i paesi del Campidano e, abbandonato il folklore, seguono il cocchio del santo tra preghiere e canti della tradizione popolare sarda e italiana con i quali da secoli esprimono la loro devozione. Difficile spiegare il fenomeno, ma ciascuno dei fedeli ha qualcosa da chiedere, da raccontare, da raccomandare a Sant’Antonio. Nelle vie di Guspini e in piazza XX Settembre una marea di persone lo attende per salutarlo ripetendo la supplica che passa di bocca in bocca: “Sant’Antoni miu bellu!”.
Il primo tratto dei circa 33 Km che lo condurranno alla sua chiesa a Santadi è stato percorso. Lo seguono, come da tradizione, le traccas addobbate a festa, trainate dai buoi e trattori.

Questo il dato tecnico. Il sentire, però è un altro. I protagonisti sono i cittadini di Arbus e di Guspini che conosco il santo e lo amano, che lo hanno aspettato per due anni, quelli lunghissimi della pandemia, che lo hanno invocato e si sono emozionati al suo passaggio.

Il serpentone lunghissimo dietro il cocchio del santo si snoda sino al punto sosta, dove i pellegrini si fermano per il tradizionale pranzo al bivio di Pardu Atzei, in località Matianni. È un numero imprecisato di uomini, donne, bambini, non solo arburesi o guspinesi, ma anche di altri comuni, poi ci sono gli emigrati, quelli che sono tornati di proposito per salutare il santo e per farlo incontrare anche a qualche figlio che non lo conosceva. Storie, sì storie di vita, molte, diverse e significative. I tavoli a disposizione nel boschetto di eucaliptus sono occupati. Il caldo della giornata afosa è appena stemperato da un venticello che ha sollecitato l’appetito e stimolato la condivisione di cibi, bevande e pensieri.

Il santo e i tanti devoti sono i protagonisti. Tra i commensali anche il parroco di San Sebastiano, il neo sindaco di Arbus e molti amministratori di maggioranza e di opposizione. Donne e uomini tra la loro gente, uniti da Sant’Antonio che non ha mai avuto una parte politica e meno che meno, è facile capire, ha pensato che chi non crede non poteva esserci.

Con a capo il cocchio del santo, mentre il sole pomeridiano fa la sua parte, i pellegrini e le traccas si rimettono in cammino sino a Santadi dove alle funzioni religiose si uniscono i festeggiamenti civili. Il santo farà il percorso inverso martedì 28 giugno per tornare alla sua nicchia nella chiesa di san Sebastiano ad Arbus.

In molti si saluteranno con la più semplice delle frasi. “Attrus Annus!… E chi Sant’Antoni s’aggiudidi”.

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