Attualità Cultura

Arbus, Walter Fosci autore del documentario “Lord Thomas Allnutt Brassey”

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di Gianni Vacca
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In memoria di  “Lord Thomas Allnutt II° Conte Brassey” è la sua seconda opera che a distanza di circa due anni segue “Terra natia” il film documentario che ha sancito il  debutto nel difficile mondo dell’opera audiovisiva, narrativa  e documentaristica di Walter Fosci, quarantanove anni, sposato e padre di famiglia, gestore di una stazione di servizio carburanti e autolavaggio ad Arbus ma da  sempre, fin da bambino, profondamente affascinato da questo particolare mondo.
I testi, i luoghi e i personaggi rappresentati nei suoi lavori sono  presi in prestito dall’autore dal grande universo della realtà mineraria che ha segnato così profondamente la storia di Arbus negli ultimi secoli, poi adattati e fedelmente riportati nell’opera. Gentile, educato, sorridente: un buon caffè e la disponibilità reciproca a eliminare qualsiasi burocratico formalismo anticipa la cordialità e disponibilità dell’autore all’interessante chiacchierata.

 

 

 

 

 

 

Quando e come è nata la passione per questo genere di produzioni?
«La passione per la comunicazione e recitazione a 360°  è nata fin da giovane età ma a parte qualche estemporanea “scenetta” tra amici non sono andato oltre . Dal 2011 sono entrato a far parte del gruppo teatrale “Su Fazzoi”. Ho avuto inoltre piacere di essere stato ospite a una puntata di Unomattina a Rai 1 e come concorrente, a Canale 5, del quiz televisivo “Avanti un altro”».
Autodidatta, oppure?
Assolutamente autodidatta – confessa con un pizzico d’orgoglio – non ho frequentato corsi, stages o quant’altro aventi finalità formative nell’ambito del mondo dello spettacolo. Tutto ciò che ho realizzato è frutto della mia passione e sensibilità. Mi ritengo un osservatore curioso e attento e mi faccio trasportare dall’istinto».
Veniamo al suo ultimo lavoro, quello dedicato alla figura di Lord Brassey: quanto il tempo necessario per la sua produzione ed eventuali problematiche incontrate. «L’idea è nata a gennaio del 2019, la consegna del lavoro appena un mese fa. Diverse le fasi. La prima reperimento delle fonti, poi lavoro di sintesi. A seguire la stesura della sceneggiatura con le riprese avvenute in primavera. Il montaggio è stato realizzato tra settembre e ottobre. Davvero importante è stata la collaborazione fornitami da mia nipote Carla Lampis che a suo tempo fece degli studi su Ingurtosu e la sua storia mineraria e per la parte tecnica  quella fornitami dal videomaker Fabrizio Vinci che in modo altamente professionale ha curato le riprese e il montaggio».
Pur non essendo figlio di minatore con la miniera c’è sempre stato un rapporto speciale. Quali i motivi?
«Avendo sempre vissuto ad Arbus ho assorbito in toto la tradizione mineraria. Ho ascoltato i racconti di anziani clienti ex minatori. In questo modo mi sono calato pienamente nelle vicende storiche e nei luoghi che per oltre cento anni sono stati teatro di vita dura per migliaia e migliaia di famiglie».
In cantiere c’è qualche nuova opera?
«Ho due progetti, sempre documentari. Uno riguardante Arbus e le sue origini, l’altro realizzare in video una sorta di censimento di tutte le attività commerciali, di servizi, artigianali presenti ad Arbus. Andiamo incontro al 2020 ed è una data significativa, inizia un altro decennio. Mi piacerebbe immortalare in video per consegnarli ai posteri tutti gli operatori economici andandoli a trovare nel loro luogo di lavoro e intervistandoli brevemente».

 

 

 

 

 

 

Direzione artistica, riprese e montaggio di Fabrizio Vinci

“Il video si propone di raccontare la sua storia con particolare riferimento al periodo storico in cui frequentò la zona della Sardegna ii cui ci troviamo. Alle mie spalle potete scorgere la vallata che ospita  i villaggi di Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli  e che termina sul mare con le dune di Piscinas. Saranno questi i luoghi che faranno da cornice al docufilm che sta prendendo avvio.”
Brevissima la presentazione dell’autore cui seguono 52 minuti di bellissime immagini, correlata dal racconto che l’autore fa in prima persona dei grandi momenti che caratterizzano la figura di Lord Brassey nell’area mineraria di Ingurtosu. Dal racconto di Walter Fosci emerge la grandezza del grande e illuminato industriale inglese per un ventennio presidente della società Pertusola e delle miniere di  Gennamari-Ingurtosu che sotto la sua guida raggiunsero un forte sviluppo e un’organizzazione all’avanguardia. Ma Lord Brassey come evidenzia più volte il documentarista, fu anche un imprenditore estremamente buono e carico di umanità. Le condizioni di vita di chi allora abitava quei villaggi migliorarono notevolmente. A Ingurtosu realizzò la chiesa di Santa Barbara, le scuole elementari, l’ospedale, diverse opere infrastrutturali, nel 1900 la laveria che prende il suo nome e la magnifica villa Idina. La sua automobile fu tra le prime in Sardegna una novità che le persone che la videro per la prima volta chiamarono “sa carrossa chenza des cuaddusu”. Thomas Allnutt Brassey nasce il 7 marzo del 1863 da una famiglia di facoltosi imprenditori londinesi e muore a Londra travolto da una carrozza il 12 novembre del 1919. Il film documentario è in vendita nelle edicole, nelle librerie e negli esercizi commerciali.

 

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