EDITORIA

Arriva “Coda di Castoro”, il libro per ragazzi di Daniele Mocci e Luca Usai   

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  di Giacomo Pitzalis
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Debutta in tutte le librerie Coda di Castoro, libro per ragazzi scritto da Daniele Mocci per le illustrazioni di Luca Usai.
L’opera, edita da Mondadori, è uscita a marzo 2021: a un anno di distanza dal primo lockdown in Italia e da quelle chiusure che tanto hanno cambiato le nostre vite. Ma Daniele e Luca, autori professionisti per tanti editori nazionali ed esteri, tra cui Disney, Piemme e Condaghes, non si sono certo lasciati intimorire da questa “cattività”, lavorando sottotraccia sul piccolo indiano e la sua tribù tutta da scoprire.
«Coda di Castoro è nato da un’idea che avevo scartato. Nel 2013 – racconta Daniele –   ero alla ricerca di una nuova storia per bambini e abbozzai alcune trame, tra cui quella di questo libro. All’epoca l’ambientazione e i personaggi erano del tutto differenti e, al momento, l’accantonai. Nel tempo ho poi apportato alcune modifiche, sino alla fine del 2019, quando l’ho spedita a Mondadori. Ed eccoci qua, in tutte le librerie italiane».

Nelle 72 pagine del volume, vivremo le avventure del piccolo indiano, della tribù delle Lingue Dritte e dei sui amici animali, dentro un mondo incontaminato e contro ogni prepotenza.
«Nonostante non si tiri mai indietro, Coda di Castoro non è un super eroe e ha un gran bisogno dei suoi amici. Uno dei temi principali è proprio l’importanza dell’amicizia, insieme alla scoperta del mondo e al fascino delle esperienze dirette con persone e cose reali. Il tutto accompagnato da una sana dose di umorismo, che non guasta mai».
Per quanto riguarda le illustrazioni, Luca Usai ha scelto una sintesi che potesse unire il suo stile disneyano alle esigenze narrative della storia.
«Ho ricercato una cifra grafica che allontanasse un po’ il mio stile dal fumetto e lo avvicinasse di più all’illustrazione. Non ho inchiostrato le tavole con la china e il pennello, come in Topolino, ma ho usato delle matite colorate per i contorni, digitali, realizzando poi il resto con una tecnica vicina all’acquerello».
Un lavoro, quello di Luca, che ha fuso molte fonti di ispirazione differenti per rendere al meglio quanto immaginato da Daniele.
«Ho guardato ad alcuni autori che mi piacciono e che sono veri e propri punti di riferimento rispetto a questo tipo di lavorazione – prosegue Luca – come Stefano Turconi, Etienne Jung e Fred Tebo, Uderzo e le bellissime illustrazioni di G.B. Carpi per Il Manuale delle Giovani Marmotte. A ciò ho unito molta documentazione fotografica e dipinti americani dell’800 per costumi, ambientazioni e soluzioni utili alle palette cromatiche. Devo ringraziare tantissimo Pasquale Del Vecchio, bravissimo disegnatore di Tex, che mi ha passato tanto materiale e documentazione sugli indiani Sioux prima della colonizzazione dell’uomo bianco, periodo che trattiamo in Coda di Castoro ma che viene poco descritto nel cinema o nel fumetto. Si fatica a trovare dei rifermenti visivi utili, che rimangono fondamentali in questo tipo di ambientazioni “storiche”, nonostante le venature comiche e divertenti che abbiamo aggiunto».

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