Economia & Lavoro San Nicolò d'Arcidano

Assunta Vinci la piccola fioraia: non solo rose e fiori

Condividici...

Non capita tutti i giorni di raccontare le storie di adolescenti che entrano nel mondo del lavoro ma quella che andremo a descrivere, merita sicuramente di essere raccolta nella nostra collana di “Capitani coraggiosi” declinata al femminile.  In linea generale a 16 anni un ragazzo o una ragazza non ha ancora le idee ben chiare su quello che vorrebbero fare in futuro.

 Assunta Vinci titolare della omonima azienda invece le idee le aveva ben chiare eccome. «La mia attività lavorativa comincia molto presto.  Avevo appena ultimato le scuole dell’obbligo che già pensavo di realizzare un desiderio che cresceva dentro di me, giorno dopo giorno. Ultima di dieci figli di cui sette fratelli che consideravo e ancora oggi considero tutti miei papà, a 16 anni decido di mettermi nel commercio dei fiori. Passione che certamente mi ha contagiato mia madre che amava tanto i fiori e in parte il marito di mia sorella che lavorava in un’azienda di floricoltura in Toscana che quando veniva in ferie raccontava di questo mondo fatto di colori e profumi», esordisce Assunta Vinci quasi non veda l’ora di riprendere il racconto di questa sua bellissima esperienza, «problemi iniziali tantissimi, burocratici e familiari. Non essendo ancora maggiorenne, non potevo richiedere la regolare licenza commerciale né tanto meno potevo prendere la patente di guida. Tra l’altro mio padre non voleva assolutamente che intraprendessi quell’attività, per suoi falsi pregiudizi nei confronti della categoria dei commercianti in genere. Non ultimo, ma non per questo il meno importante, l’aspetto economico. Per contro io ero molto determinata  e irremovibile nella mia decisione»,  ribadisce l’imprenditrice. «Vista la mia ostinazione, per sfinimento mio padre mi accontentò,  sostenne l’esame e ottenne la tanto agognata licenza di ambulante. A questo punto io partì in quarta, in una stanza della casa dei miei genitori ricavai un piccolo negozio  mentre i miei fratelli a turno mi accompagnavano a fare i mercati rionali nei paesi limitrofi, Marrubbiu, Uras, Terralba. Ho dei ricordi bellissimi di quegli anni come quando mio fratello Menenio che da ragazzo era terribile o forse è meglio dire “sconcau”, mi accompagnava con “s’apiscedda”  carica di fiori e correndo come un matto sballottava i fiori da una parte all’altra del piccolo mezzo, nella mia totale disperazione»  ride di gusto la nostra interlocutrice che continua «al compimento della maggiore età, conseguì  la patente di guida e mio fratello Emilio, allora poliziotto a Torino, mi regalò una vecchia 600 che andava in ebollizione ogni paio di chilometri, obbligandomi a fermarmi per rabboccare l’acqua del radiatore, scene da cine panettone»  racconta ancora divertita la fioraria.

Racconti ancora qualche aneddoto divertente della sua vita lavorativa?

«Diciamo che potrei scrivere un libro.  Mi viene in mente il furgone di signor Eligio, pescivendolo arcidanese, che il lunedì mi accompagnava a Santa Margherita di Pula e Capoterra per acquistare i fiori che caricavamo nel furgone che lui utilizzava per il trasporto del pesce. Per alcuni giorni i miei fiori profumavano di pesce».

Come si suol dire non tutto rose e fiori?

«Mi alzavo alle quattro del mattino ogni giorno,  preparavo i fiori dentro delle scatole che caricavo sull’imperiale della macchina e via in giro per mercati. Ero ancora una bambina e tutti gli altri colleghi ambulanti mi  coccolavano,  mi davano una grossa mano per preparare il banco,  aprire l’ombrellone e via discorrendo.  Ho conosciuto delle persone straordinarie,  Carlo Manias di Guspini che adoro e ho sempre considerato come un padre,  Pino Pia di Terralba ora sacerdote ortodosso,  Claudia Cocco e Peppe Manca di Guspini per citarne alcune che fanno parte della mia storia. Dopo alcuni anni aprii un vero e proprio negozio in via Lamarmora, abbandonando a malincuore “la famiglia degli ambulanti”.  Ne ho sofferto per tanto tempo, mi mancava il contatto con quel l’ambiente che racchiudeva tanti mondi e dove toccavi con mano e potevi vedere la vita in tutte le sue sfaccettature. Devo riconoscere che tutta la mia famiglia mi ha dato sempre una grossa mano. Ricordo che quando si dovevano fare le corone per i funerali  ognuno aveva un compito preciso, compreso la ricerca in campagna dello “sparagino”,  di cui si occupava mio padre. Lavoravo tantissimo, mai un attimo di sosta, sempre in giro ma ero felicissima perché facevo quello che avevo sempre desiderato fare».

Parli della situazione attuale e dei suoi programmi futuri?

«Devo necessariamente fare un passo indietro ed esattamente al 2000 anno in cui è stato aperto il Garden.  Nasce come azienda agricola per la coltivazione di fiori e piante.  Da alcuni anni in azienda abbiamo allestito anche il punto vendita».

Fiori e piante a chilometro zero?

«Esattamente.  Attualmente produciamo piantine stagionali e aromatiche mentre tra poco cominceremo una grossa produzione a cielo aperto di tulipani che speriamo di commercializzare fra tre mesi circa. A seguire sarà il turno delle Iris, delle fresie e piante d’appartamento».

Oltre alla produzione e commercio, state allargando il vostro campo d’azione?

«Con il passare degli anni abbiamo ampliato il nostro catalogo prodotti e servizi come i matrimoni.  In questo settore stiamo avendo feedback che ci confortano e confermano la soddisfazione dei clienti a fronte dei nostri servizi.  Riceviamo richieste da tanti paesi della Sardegna e le prenotazioni per il prossimo anno sono già diverse.  Con le mie due brave collaboratrici ci occupiamo a tutto tondo di ciò che concerne un matrimonio,  fatta eccezione per il catering.  Ci siamo dotati di tovagliato,  sedie,  gazebo e quant’altro occorra per la cerimonia e il rinfresco».

Ha frequentato dei corsi specifici per le composizioni floreali?

«Sono autodidatta. Ciò che realizzo è  frutto unicamente della mia fantasia».

Programmi futuri?

«Rispondo con la premessa.  Benché non sia più tanto giovane e nonostante stia lavorando da tanti anni,  non sono stanca e non sto certamente pensando di cominciare a tirare i remi in barca.  Lavorare mi piace e mi tiene in esercizio senza tralasciare il fatto che per me il contatto con la clientela è  linfa vitale».

Se la sente di consigliare il suo lavoro a un giovane che si affaccia al mondo del lavoro?

«Certamente si anche se sta diventando sempre più difficile.  C’è tanta concorrenza e ad accentuare ancora di più i problemi ci ha pensato la grande distribuzione che ha azzerato le piccole attività.  Mi sento anche di dire che possibilmente ognuno dovrebbe fare quello che si sente dentro,  andare dove ti porta il cuore,  parafrasando il romanzo di Susanna Tamaro.  Fondamentale è la determinazione e tanta forza di volontà,  non fermandosi davanti al primo,  al secondo e neanche al terzo ostacolo».

Lei quindi sposa in pieno il motto degli antichi romani secondo i quali ciascuno è artefice del proprio destino?

«Assolutamente si, credo di averlo dimostrato».

Maurizio Onidi

Condividici...

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

Laser Informatica di Sergio Virdis

Sempre con te…

Bonus Docenti

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy