RUBRICA

Baby Emozioni

Condividici...
della dott.ssa Alice Bandino*

 

Alice Bandino

Da qualche anno si sente parlare di baby gang per indicare piccoli, medi o grandi gruppi di giovanissimi che compiono atti devianti violenti, a danno di cose o persone; fenomeno congelato durante i periodi di lock down pandemico, inizialmente diffuso sopratutto nei contesti urbani, è tornato alla ribalta per la frequenza di episodi compiuti anche in centri più piccoli; di questi episodi, che qualcuno definisce “agiti di microcriminalità organizzata”,  colpisce l’eterogeneità dei minori coinvolti in numerosi fatti di microcriminalità, spesso ripresi in diretta per mezzo di video viralmente diffusi (con orgoglio)sul web.

Impossibile offrire un identikit preciso del componente ideale, cui rivolgere interventi di prevenzione mirati: sono maschi e femmine provenienti da nuclei familiari svantaggiati e non; minori che vanno a scuola e minori che non vi vanno; piccoli leader manipolatori o piccoli gregari impauriti; figli vittime di violenza assistita o diretta, ma anche figli trascurati di genitori non violenti ma emotivamente assenti; minori  a volte segnalati per condotte anti sociali o aggressive già nelle classi della primaria, ma senza aver ricevuto interventi efficaci; altre volte son bambini  e bambine dediti “nell’ombra”( dietro visi ingenui e angelici), ad atti di bullismo psicologico o fisico; abituati e abituate a infliggere soprusi verso coetanei, azioni apparentemente passeggere, giustificati dagli adulti e reputati gravi solo dalle famiglie delle vittime prescelte; minori desiderosi di accettazione e/o approvazione da parte dei pari; minori pronti a tutto per colmare un proprio vuoto, bisognosi di ascolto, comprensione e di integrarsi con chi pare accettarli, con chi pare regolare positivamente il proprio benessere percepito; son minori facilmente influenzabili e disposti ad accompagnare i propri “amici” nelle scorribande, a volte partecipandovi attivamente, altre volte diventando fidati complici indiretti. Alcuni componenti non svolgono attività sportive o ricreative extrascolastiche, utilizzano per gran parte del giorno Internet, giochi e i Social in particolare che diventano fonte di ispirazione per replicare nella realtà comportamenti, atteggiamenti, challenge (= sfida) e false credenze visionate online. Altri componenti son cresciuti invece frequentando da sempre sport, attività ricreative, oratorio, catechesi, associazioni o centri di aggregazione senza però interiorizzarne regole e principi, senza passione,m senza curiosità, senza orgoglio, minori che forse non son stati invogliati da educatori capaci o forse obbligati a farlo passivamente, guidati dalla volontà genitoriale (quasi bulimica) di vederli sempre occupati in qualcosa, per scongiurare lo spettro della noia che l’opinione pubblica ha ormai incoronata come anticamera dell’insoddisfazione, della depressione o, peggio ancora, del vandalismo e dalla violenza giovanile. Lo Sport in generale è potenzialmente un “coadiuvante”nella lotta alla devianza, portatore di regole, princìpi e valori orientati verso il rispetto di compagni, avversari, tecnici, dirigenza e pubblico; queste regole e valori li troviamo ben indicati anche negli Statuti delle associazioni che si occupano di attività rivolte ai minori; l’oratorio stesso persegue un progetto educativo con linee fondamentali da seguire e obiettivi da raggiungere, partendo dai bambini, dai giovani, accompagnandoli nella crescita, capaci di rispondere ai loro bisogni in  un’ottica cristiana e attivamente praticante. Nelle Mission di promozione sociale il benessere bio-psico-sociale del singolo viene inserito come obiettivo comunitario, così da portare di riflesso benefici sul territorio; eppure da sola la teoria non basta, così come in famiglia non è scontato che i genitori ottengano gli stessi risultati educando due o più figli con le stesse regole, verosimilmente non è detto che tutti gli iscritti in associazioni o Società sportive seguano le regole, l’etica e la mission stessa, così come non è scontato che educatori, allenatori, animatori e insegnanti sappiano trasmettere con passione e coerenza questi valori.

Abbiamo detto che questo fenomeno non nasce dal nulla e che rappresenta l’evoluzione esacerbata di situazioni pregresse di bullismo. Ma qual è l’età dei componenti di queste Baby Gang? La parola Baby indica in tutto il mondo la precocità della devianza, che in alcune società si riferisce a microcrimini compiuti da minori tra i 7 e i 14-15 anni.

In una recente intervista Silvio Maria Ponzio, capitano dei Carabinieri di Milano, descrive la difficile situazione: ”I membri delle gang attive sul territorio milanese sono prevalentemente minorenni di età compresa tra i 12 e i 17 anni, anche di sesso femminile, italiani e immigrati di seconda o terza generazione (con una maggiore incidenza di nordafricani), alcuni dei quali già gravati da precedenti, che coabitano nelle zone periferiche delle aree metropolitane e nei vasti complessi residenziali di edilizia popolare. Talvolta sono minori stranieri ‘non accompagnati’ che, vivendo in strada o in stabili abbandonati a causa della frequente indisponibilità di posti letto nelle comunità di accoglienza, sono più proclivi alla commissione di reati. È un fenomeno trasversale che, generalmente, interessa giovani che appartengono ai ceti sociali più bassi o a famiglie disagiate, in cui gli stessi genitori sono gravati da precedenti penali o affetti da dipendenze. Ciononostante, proprio in funzione di taluni fattori aggregativi come la musica, succede che anche i ragazzi ‘perbene’ e apparentemente meno problematici entrino a far parte delle bande, in questo caso non certo per fame di riscatto bensì per conquistare uno status sociale, per sconfiggere la noia di una vita ‘normale’ e per diventare famosi tra i coetanei mediante comportamenti antisociali e violenti.”.

Nel nostro territorio, le variabili son differenti, il tessuto sociale è differente, così come le problematiche differiscono da quelle delle grandi città; le cronache non ci riportano casi estremamente violenti così precoci, avvenute in altre zone della nostra isola; eppure, sempre più spesso, i cittadini denunciano sui Social con foto e video annessi, il risultato di scorribande notturne con danni a fioriere, vetrine, pensiline per l’attesa degli autobus, palestre, scuole, sedi di associazioni; scontri fra piccoli “gruppi rivali”, diventano occasione per la ricerca di colpevoli tra gli adulti e quasi mai di soluzioni. Sempre più spesso emergono scontri e discussioni tra adulti esasperati e ragazzini e ragazzine molesti e moleste: maggiori conoscenze, precoci competenze informatiche, maggiore libertà, maggiore protezione genitoriale ed altre variabili che spesso gli adulti neanche immaginano, illudono e confondono le nuove generazioni che necessitano di adulti di riferimento meno distratti e più aggiornati.

Quando un genitore decide di farsi aiutare dai professionisti, spesso lo fa dopo aver provato altre strategie rivelatesi poco efficaci: è auspicabile agire precocemente, senza vergogna o sensi di colpa ai primi segnali di devianza dei figli; sarebbe utile sensibilizzarli, sviluppare nei nostri giovani una maggiore consapevolezza del valore sociale negativo delle azioni commesse e della gravità delle relative conseguenze; prevenire la dispersione scolastica; è necessario rafforzare l’empowerment comunitario, paesano, al fine di coinvolgere maggiormente i giovani in attività sportive ed extrascolastiche (come volontariato, iniziative inclusive, partecipazione a lavori socialmente utili ad esempio).

Si può invertire la rotta, agendo insieme; serve la disponibilità ad informare e aiutare quei genitori assenti, distratti o semplicemente disorientati, a correggere i comportamenti devianti dei figli, così fragili, così bisognosi di attenzione attraverso percorsi di confronto, crescita, sostegno alla genitorialità, di alfabetizzazione informatica, di educazione sessuale e di condivisione sociale efficace delle emozioni.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividici...

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

Bonus Docenti

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy