Assemini Elezioni Comunali

Ballottaggio: Antonio Scano contro Sabrina Licheri

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Aldilà dei dati su vincitori, sconfitti, delusi, soddisfatti o eccitati, il primo dato che salta agli occhi di questo primo turno delle elezioni amministrative di Assemini è principalmente uno ed è quello riguardante la percentuale dei votanti: appena il 50,06 per cento. Un cittadino su due è quindi rimasto a casa preferendo escludersi da ogni scelta elettorale. Evidentemente la vasta offerta di candidati (solo la coalizione di centrodestra con le cinque liste Fd’I, Fi, Riformatori, Lega Psd’Az e Proposta Civica con 120 consiglieri in tutto), cui si aggiungono le altre quattro liste (M5S, Pd, Democratici progressisti, LiberAssemini con altri 96 candidati complessivi (24 candidati consiglieri ciascuno) non ha fatto molta presa sugli elettori. Troppo favorevole la giornata per un’escursione al mare o forse, davvero, la politica gridata di questi ultimi tempi ha stancato il cittadino medio? La spiegazione è assolutamente opinabile e ci risparmiamo di avventurarci su qualsiasi opzione.

E passiamo allora ai dati veri e propri. Il M5S quasi conferma i dati esaltanti delle precedenti elezioni politiche e raggiunge un lusinghiero 44,75 per cento con la candidata sindaco Sabrina Licheri. Addirittura il candidato consigliere stellato Ivano Melis (consorte dell’assessore uscente Ivana Serra non candidata) ha raggiunto le 546 preferenze raggiungendo un vero e proprio record comunale anche se nelle precedenti elezioni non era stata introdotta la regola del voto di genere che permetteva a un candidato di avvalersi anche del voto congiunto con una donna. Per fare un raffronto, la lista LiberAssemini di Irene Piras giunta quinta (4, 74 per cento complessivo) tra cinque candidati sindaci ha totalizzato 528 consensi complessivi. Insomma, da solo Ivano Melis ha superato i numeri di un candidato sindaco. La vera partita di questa competizione elettorale amministrativa si giocava tutta tra la coalizione di centrodestra guidata da Antonio Scano e quella dei 5 Stelle capitanata da Sabrina Licheri.

Il gap tra i due  si è assestato al di sotto del 10 per cento con Sabrina Licheri al 44, 75 per cento e Antonio Scano fermo al 35,58 per cento. Resta ora da vedere se questa differenza potrà essere colmata o ampliata nel successivo turno del 24 giugno quando l’elettorato sarà chiamato a decidere per uno dei due. Chi dei due sarà capace di attrarre maggiormente l’elettore che si è disinteressato al primo turno e chi ancora riuscirà a portare con sé il consenso degli elettori delle altre liste? Le due compagini di centrodestra e del M5S hanno già dichiarato la loro contrarietà ad apparentamenti con le altre liste, quindi sarà l’elettore in tutta libertà a fare la sua scelta. Difficile capire come si voterà e tutto dipenderà, soprattutto, dalla percentuale dei votanti perché se venisse confermata o addirittura dovesse scendere ancora, la riconferma al vertice del Municipio diverrebbe cosa fatta per la candidata del M5S. Un dato però potrebbe (forse) far cambiare tutto ed è quello riguardante il voto al sindaco:

Antonio Scano ha toccato le 167 preferenze contro le 120 di Sabrina Licheri. E se anche la differenza potrebbe dipendere dalla coalizione più ampia di Scano, il dato potrebbe dimostrare anche la differente preferenza degli elettori: si vedrà. Ma passiamo all’analisi del voto riguardante le altre liste eccettuati i primi due classificati. Il Pd con la sua lista guidata da Francesco Lecis e la sua “costola” (Democratici progressisti) di Francesco Consalvo hanno sostanzialmente raccolto i “cocci” attuali del Pd. Infatti il primo con 945 voti ha conseguito il 8,49 per cento mentre Consalvo con 716 ha raggiunto il 6,43 per cento. Insomma, l’area del “vecchio” Pd unito avrebbe raggiunto complessivamente il 15 per cento, un risultato certamente non esaltante ricordando i tempi trascorsi quando si erano toccati persino il 35 per cento in occasione di altre elezioni. Ma la partita della partita sarà ora come si porranno i due contendenti rimasti in lizza agli elettori. In una campagna elettorale impostata inizialmente da tutti alla correttezza e rispetto, non sono invece mancati successivamente i colpi proibiti e le polemiche. Evitando di volerle ricordare, rimane  una competizione molto accesa tra i due contendenti con l’elettorato che invece si rivela abbastanza distaccato e refrattario a lasciarsi coinvolgere in diatribe che possono aiutare a cambiare la sostanza di una cittadina di oltre 26 mila abitanti dove le esigenze sono date dalle emergenze che si registrano da ormai quindici anni: sparizione delle principali realtà economiche (edilizia, attività ricreative) e emergenza ambientale data la vicina presenza inquinante della grande industria. Il Comune non sarà determinante per risolvere questi grandi problemi ma sarà comunque già importante capire e sentire queste esigenze per adoperarsi al meglio nell’aiutare a risolverle.

Gian Luigi Pala

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