Attualità

Barumini, desolazione con il nuraghe chiuso

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di Carlo Fadda

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È veramente spettrale vedere scuole, negozi e attività chiuse, strade e piazze deserte, la gente chiusa in casa. Ma soprattutto il nuraghe Su Nuraxi mèta giornaliera di centinaia di visitatori, che ha chiuso i cancelli lunedì 9 marzo, come disposto dal decreto del Governo nazionale per contrastare il propagarsi del Coronavirus.
Un divieto che incide economicamente sull’attività della Fondazione Barumini Sistema Cultura che gestisce il servizio di accompagnamento e guardiania, della Reggia nuragica, il Polo museale di Casa Zapata con Nuraxi ‘e Cresia e il Centro culturale Giovanni Lilliu. Basti pensare che tra gennaio e febbraio il nuraghe è stato visitato da 3200 persone, mille in più rispetto all’anno precedente. E nel mese di marzo con l’arrivo della primavera in cui arrivano giornalmente decine di pullman di scolaresche, oltre alle tantissime singole persone, si calcola una mancata presenza di circa 6 o 7 mila visitatori, paragonandolo appunto al flusso degli anni precedenti.
Un danno economico rilevante, sia per l’attività nelle strutture archeologiche, storiche e culturali, ma anche per le attività di ristorazione, alberghi e rivendite varie. I circa 60 dipendenti della Fondazione esclusi quelli della guardiania, sono in ferie forzate sino al 3 aprile, ma nessuno di loro rischia di perdere il lavoro. Anche una nuova mostra che sarebbe dovuta essere inaugurata ad aprile nel Centro Giovanni Lilliu, sarà certamente prorogata a data da stabilire.
«Serve la collaborazione di tutti per affrontare con sacrificio questa drammatica situazione del Coronavirus – afferma il sindaco di Barumini Emanuele Lilliu – Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità stando nella propria casa, con la speranza che gli attuali disagi e limitazioni, durino il minor tempo possibile».
L’auspicio di tutta la popolazione in questa emergenza, nonostante la stretta sulla libertà di movimento, è quello di evitare il contagio da Coronavirus adottando il motto “io resto a casa” mantenendo un comportamento corretto. Perciò, niente passeggiate, uscite superflue o assembramenti.
L’obiettivo comune è quello di rimettere subito in movimento il settore turistico e il suo indotto, appena ci saranno le condizioni grazie anche al lavoro di squadra.

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