Attualità

Barumini, grande opportunità per la scuola di  restauro concessa alla Soprintendenza archeologica

Barumini, scuola di restauro
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di Carlo Fadda

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Il Comune di Barumini ha concesso in comodato d’uso a titolo gratuito, alla Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, l’uso dei locali della Scuola di restauro e scavo archeologico. L’accordo permetterà di portare avanti un percorso di cooperazione tra gli enti, con l’obiettivo di rafforzare il lavoro all’interno del laboratorio di restauro della Scuola baruminese, già dotata di macchinari e strumentazione idonea alla salvaguardia, conservazione e tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico. E grazie all’uso dell’attrezzatura presente, si potranno portare avanti alcuni restauri di materiali ceramici, litici e bronzei, provenienti da scavi e recuperi effettuati a Barumini e nei territori circostanti, programmati dalla Soprintendenza.

Il sindaco di Barumini Michele Zucca

«Crediamo molto in questo progetto – commenta il sindaco Michele Zucca – Lo stesso mira a rafforzare tutto il sistema che ruota attorno alla valorizzazione dei siti e reperti archeologici, oltre al sostegno della formazione specializzata dei nostri giovani, con il fine di creare nuove e alte professionalità nel sistema della gestione dei siti archeologici».

La struttura di oltre mille metri quadrati, tipica casa a corte del centro storico, fu inaugurata nel maggio del 2010, alla presenza di numerosi politici, personalità della cultura e dell’arte, tra i quali l’accademico dei Lincei Giovanni Lilliu. Nel corso degli anni, studenti di varie nazionalità anche extraeuropea, hanno partecipato nella Scuola ad alcuni progetti, appreso le principali tecniche legate allo studio di reperti archeologici e quelle rivolte alla conoscenza dell’antica storia, della cultura e delle tradizioni della Sardegna.

Emanuele Lilliu

«Questo nuovo progetto legato alla Scuola di restauro, si sta consolidando anche grazie al fruttuoso sostegno della Soprintendenza con cui proseguiamo da tempo una collaborazione che ci ha visto impegnati già sul restauro dei reperti di Casa Zapata. Questo percorso, in prospettiva mira anche a costruire un gruppo di lavoro coordinato dal Comune, Soprintendenza e Fondazione Barumini Sistema Cultura, per portare nel territorio nuove professionalità che possano supportare il progetto e lavorare sul restauro dei materiali», afferma Emanuele Lilliu, assessore alla cultura del Comune e presidente della Fondazione Barumini, la più grande azienda culturale sarda con oltre 60 dipendenti.
Si aggiunge, quindi, un altro tassello, per la buona cooperazione tra Enti e il rafforzamento di gestione archeologica in Sardegna.
Il paese, famoso al mondo per il nuraghe Su Nuraxi patrimonio dell’Unesco dal 1997, il Polo museale di Casa Zapata con su Nuraxi ‘e Cresia e il Centro culturale Giovanni Lilliu, è il luogo ideale nell’Isola per affrontare questa nuova opportunità nei locali della Scuola-laboratorio di restauro e scavo archeologico, concessa in comodato d’uso a titolo gratuito.
Ne sono certi gli amministratori locali, e tutti coloro che direttamente o indirettamente lavorano tramite i siti archeologici, storici e culturali del territorio della Marmilla e dell’intera Sardegna.

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