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Attualità

Barumini, i reperti archeologici alla scuola di restauro

Barumini, la scuola di restauro
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di Carlo Fadda
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Tantissimi sono i reperti archeologici che diventano ancora più belli al laboratorio di restauro di Barumini. Giovedì 21 settembre si è svolta la seconda edizione di “Restauri Aperti” con l’intento di far visitare e svelare i segreti della scuola situata in una grande e attrezzata struttura nel centro storico del paese.
La giornata è stata organizzata dal Comune di Barumini, dalla Fondazione Barumini Sistema Cultura e dalla Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna.
L’intera mattinata è stata dedicata agli studenti delle scuole del territorio, che hanno potuto ammirare e vivere immersi tra i reperti archeologici appena recuperati dagli scavi di Cabras, Suelli, Guamaggiore, Selargius e del Sulcis Iglesiente. Oltre che approfondire e dialogare con gli esperti per il lavoro nelle operazioni di restauro in una realtà unica in Sardegna, circondata da importanti siti archeologici tra i quali il nuraghe Su Nuraxi patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1997, nel quale sono stati trovati centinaia di reperti già restaurati e altri pronti per esserlo. L’intento della iniziativa, è stato quello di far conoscere al pubblico, i segreti del restauro archeologico tra materiali ceramici, litici e bronzei, provenienti da scavi e recuperi effettuati a Barumini e nei territori provinciali circostanti, programmati dalla Soprintendenza. L’apprezzata e partecipata iniziativa, ha permesso di portare avanti un programma di cooperazione tra vari Enti, con l’obiettivo di rafforzare il lavoro all’interno del laboratorio di restauro della Scuola di Barumini, dotata di macchinari e strumentazioni all’avanguardia, idonei alla salvaguardia, conservazione e tutela del patrimonio storico, artistico e architettonico.

Oggetti in fase di restauro


Nel pomeriggio si sono approfonditi anche altri risvolti del restauro, grazie all’incontro a cui hanno partecipato funzionari ed esperti della Soprintendenza archeologica di Cagliari, Oristano e Sud Sardegna, Emanuele Lilliu presidente della Fondazione Barumini, Gianfranca Salis coordinatore area funzionale del Patrimonio archeologico della Soprintendenza archeologica, Caterina Lilliu e Tonino Chironi del Consiglio di amministrazione della Fondazione, tanti amministratori comunali, oltre alle tantissime persone che con attenzione e curiosità hanno assistito alle spiegazione e simulazioni di restauro eseguiti dai tecnici dalle mani esperte e specializzate, che hanno dato dimostrazione come i reperti prima di essere esposti in bacheca nel museo, devono essere ben puliti, restaurati, incollati e assemblati.
Soddisfatto il presidente della Fondazione Barumini Emanuele Lilliu, che dichiara: «Il nostro obiettivo è quello di lavorare in sinergia con le varie istituzioni, per la tutela del patrimonio archeologico e culturale. A breve con la collaborazione dell’Università di Cagliari dovremmo ospitare tanti studenti nella nostra Scuola di Restauro, che tra l’altro, porteranno importanti benefici economici per l’intero territorio».
Ed infine la notizia tanto attesa, è stata quella che a breve ricominceranno i lavori di scavo a Nuraxi ‘e Cresia, situato sotto il palazzo medioevale dei Marchesi Zapata, e visitabile dall’alto tramite passerelle e camminamenti in legno e in vetro.
Tante sono le bellezze archeologiche e culturali che non finiscono mai di stupire gli addetti del settore, ma anche la popolazione del territorio e le decine di migliaia di turisti che si recano a visitarle.

RIPRODUZIONE RISERVATA
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