Attualità

Barumini, inaugurata la mostra “Civiltà invisibili” dell’artista Antonello Serra

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di Carlo Fadda

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Il 26 di settembre, nei locali del Polo museale di Casa Zapata, è stata inaugurata la mostra “Civiltà invisibili” dell’artista Antonello Serra: diciotto grandi tele, diciotto studi preparatori, olii e tecniche miste su carta realizzati appositamente per l’occasione.
L’evento s’inserisce nella celebrazione in Italia, delle giornate europee di patrimonio (Gep) 2020, la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa. Ed è proprio in questa occasione che la Fondazione Barumini Sistema Cultura e il Comune di Barumini, convinti sostenitori dello slogan “di cultura si può vivere”, hanno deciso di allestire questa importante mostra inserita nella splendida cornice di Casa Zapata, un tempo dimora aristocratica e oggi sezione archeologica e cuore di un ampio polo espositivo che ospita al suo interno i maestosi ruderi del nuraghe Nuraxi ‘e Cresia.
L’incontro e la presentazione della mostra è stato aperto dall’intervento della storica dell’arte e critica Erica Olmetto, a cui è seguita la proiezione scenografica di un video mapping realizzato dall’artista Stefano Benedetti, proiettato sulla facciata di Palazzo Zapata, trasformata per l’occasione in una grande tela virtuale.
«In uno scenario così suggestivo e intriso di valori identitari, viene ospitata dunque le Civiltà Invisibili, con la forza selvaggia  e gioiosa dei simboli ancestrali che animano i quadri a olio e tecnica mista su tela», spiega Caterina Lilliu della Fondazione culturale baruminese. La ricerca delle radici attraverso un linguaggio artistico innovativo, spiega l’inserimento della mostra nel programma Gep 2020, il cui tema dell’anno è imparare per la vita, incentrato sul valore dell’esperienza culturale e della trasmissione delle conoscenze nella società moderna.
La suggestiva e originale mostra di Antonello Serra, artista sardo molto apprezzato in Italia e all’estero,  che ha voluto portare in un perfetto scenario tramite la Fondazione Barumini Sistema Cultura, le opere di un perfetto discendente nuragico come lui stesso si definisce nella sua autobiografia: «Un guerriero disarmato, che possiede solamente un arco, costruito da me stesso in età puberale».
Conoscenza, arte e competenza hanno lasciato come un fermento ancora vivo che costituisce la vera essenza della mostra. A rimarcarlo sono gli  amministratori comunali, addetti ai lavori, operatori turistici e cittadini intervenuti. L’evento s’inserisce nell’ambito delle iniziative culturali che si susseguono ormai da anni a Barumini, rivolte alla valorizzazione dell’intero territorio isolano.
Sono già al lavoro i ragazzi della Fondazione Barumini Sistema Cultura, la più grande azienda sarda nel settore con oltre 60 dipendenti, che gestisce i servizi di accompagnamento e custodia del nuraghe Su Nuraxi unico sito Unesco della Sardegna dal 1997, il Polo museale di Casa Zapata con il sottostante Nuraxi ‘e Cresia, e il Centro culturale intitolato al famoso archeologo baruminese Giovanni Lilliu.
L’esposizione, assieme alle altre già esistenti, è un’altra offerta turistica per le decine di migliaia di visitatori che si recano ogni anno a Barumini e in Marmilla, per conoscere e ammirare appunto, quel museo diffuso. La stessa rimarrà aperta tutti i giorni sino al 31 di dicembre 2020.

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