Cultura

Barumini, inaugurazione della mostra “Mario Cesare. Dalla tela dipinta alla forma scolpita”

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di Carlo Fadda
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 Di cultura si può vivere. Forti di questo slogan, venerdì 5 marzo sarà inaugurata al Centro culturale Giovanni Lilliu, la mostra “Mario Cesare. Dalla tela dipinta alla forma scolpita”, un sorprendente viaggio nel mondo dell’eclettico artista di Gergei. Dopo le riaperture al pubblico del sito Unesco di Su Nuraxi e del Polo Museale di Casa Zapata, grazie all’allentamento delle restrizioni per il contenimento alla pandemia da Covid-19, arriva un’altra importante novità. La mostra è curata dalla storica dell’arte Michela Buttu, in collaborazione con l’Associazione Mario Cesare.
L’appuntamento voluto dalla Fondazione Barumini Sistema Cultura, in collaborazione con il Comune di Barumini, quello di Gergei, e la Coldiretti Sardegna, permetterà di far conoscere i segreti delle opere e la storia di Mario Cesare, che sempre con animo attento e sensibile, seppe indagare da autodidatta il linguaggio figurativo della tradizione primo novecentesca sarda, restituendo un patrimonio di sguardi con i quali accompagna ogni sua opera, che sia dipinto, scultura o poesia.
La curatrice Michela Buttu afferma che “la mostra rappresenta un’importante occasione per far conoscere al pubblico l’opera di Mario Cesare, attraverso un’interessante selezione di dipinti, sculture, xilografie e disegni. Inoltre, per la prima volta saranno esposte alcune pagine tratte dalla sua raccolta di poesie manoscritte, che oggi costituiscono una fonte imprescindibile per comprendere al meglio il senso più profondo del suo percorso umano e artistico. Con le sue opere ha saputo raccontare non solo le forme, ma soprattutto l’anima più intima, umile e remota della Sardegna”.
Le opere di Mario Cesare rappresentano un racconto di vita vissuta, dove i soggetti-oggetti, sono il risultato di una diretta osservazione della realtà. La sua produzione artistica, che va dalla fine degli anni sessanta alla prima metà degli anni ottanta, aderisce pienamente ai linguaggi figurativi della tradizione primo novecentesca isolana.
“È stata una lunga attesa, ma finalmente si riaprono le porte dell’arte – commenta Emanuele Lilliu presidente della Fondazione Sistema Cultura – Quello che stiamo per inaugurare è un appuntamento fortemente voluto da noi e dagli organizzatori, per divulgare le opere di un artista mai dimenticato. Sarà anche un’altra occasione per riavvicinare l’arte e la cultura alla gente, dopo questo difficile periodo che li ha visti distanti”.
L’evento rimarrà aperto tutti i giorni, per accogliere i turisti isolani e non, che si spera possano nuovamente arrivare sia in Marmilla sia a Barumini. Un’ulteriore opportunità al Centro culturale Giovanni Lilliu, che ospita altre mostre, laboratori e attività didattiche, a disposizione dei visitatori che s’inserisce nell’ambito delle iniziative culturali che si susseguono ormai da anni nel territorio.
L’auspicio unanime è quello che, in tempi brevi, magari con l’ausilio dei vaccini, si possa tornare gradualmente alla normalità negli spostamenti in qualsiasi parte dell’Italia e del mondo.

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