Attualità Collinas

Calo di nascite, a rischio la scuola dell’infanzia

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Al centro dell’abitato, vicino alla chiesa, sorge un edificio di grandi dimensioni, circondato da un ampio giardino in cui, nel torrido caldo estivo, le altalene non cigolano più: la scuola è finita. L’edificio è stato in passato una casa, quella della signora Virginia Diana, che è stata poi adattata all’uso di scuola dell’infanzia, gestita dalle suore francescane. Molte generazioni di collinesi hanno passato i primi momenti della propria giovinezza in quella casa e nel suo giardino. La scuola è di ovvia utilità, come suor Stefanina, l’attuale responsabile della struttura, ci informa, essa fornisce ai bambini un insieme di conoscenze utili alla prima socializzazione e a una predisposizione base necessaria affinché possano rapportarsi all’istruzione futura.
Suor Stefanina è a Collinas dal 1995, e ancora oggi si occupa della scuola. In un primo periodo, oltre a preoccuparsi dell’amministrazione, stava direttamente a contatto con i bambini e li accompagnava con l’insegnamento nei primi anni della loro vita. «La scuola dell’infanzia», afferma, «è fondamentale per qualunque bambino. I primi anni sono quelli in cui i piccoli devono apprendere i fondamenti del vivere comune e devono capirne l’utilità. La comprensione è l’elemento più importante, i bambini, se non indirizzati nei giusti modi, potrebbero percepire gli insegnamenti come imposizioni dall’alto e non assimilarli come patrimonio personale. È, quindi, imprescindibile, in primo luogo, la comunicazione con i piccoli». La suora racconta di aver visto, di anno in anno, crescere e decrescere il numero di iscritti alla scuola: «Ci sono stati degli anni difficili, con pochissimi iscritti, soprattutto perché il tasso di natalità era bassissimo, ma durante la mia permanenza abbiamo avuto, per alcuni periodi, un numero consistente di bambini».
La sua permanenza a Collinas è di suo gradimento? «Non avrei potuto chiedere di meglio. La gente del paese è sempre stata disponibile e ha sempre dato il suo contributo per il bene della scuola. Se posso, rimarrò qui», afferma con entusiasmo. Tuttavia, un’ombra incombe sulla scuola dell’infanzia a Collinas, il numero di nascite è sempre più basso e gli addetti ai lavori scarseggiano. Suor Stefanina spiega che non è possibile portare avanti una scuola con un gruppo ridotto (6/7 elementi) di bambini, perché la stessa socializzazione alla base dell’insegnamento sarebbe messa a repentaglio.
Cosa sarà dunque della casa che per generazioni ha ospitato i piccoli collinesi fra qualche anno? Probabilmente sarà adibita a ricovero per anziani o avrà comunque una funzione assistenziale, in un paese che è sempre più dei “vecchi”. Come si potrebbe risolvere altrimenti il grosso calo di nascite e di abitanti nei centri come Collinas? È forse il caso di valorizzare i nostri comuni da capo, con altre strategie, visto che quelle passate non hanno evitato la loro, ormai sempre più imminente, estinzione? Per adesso non lo stiamo facendo, e la chiusura prossima della scuola dell’infanzia non è che una delle avvisaglie della desolazione a cui rischiamo di andare incontro.

Paolo Onnis

14fo- collinas scuola materna chiara

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