Attualità Serramanna

Cento candeline per Maria Carboni

Condividici...

Festeggia insieme a tutta la sua famiglia la centenaria Maria Carboni che il 10 marzo ha raggiunto il traguardo del secolo. Classe 1915, ha conosciuto le guerre, il lavoro nei campi, il computer e l’arte di sapersi arrangiare attingendo dalla natura il suo sostentamento. Con lei, oltre ai figli, i suoi 13 nipoti che sempre le sono vicino e la vanno a trovare spesso. «A breve diventerò tris-nonna», dice orgogliosa, lei che di figli ne ha avuto cinque.
Maria Carboni ha raggiunto i cent’anni grazie ad una vita sana e di duro lavoro. Una longevità forse ereditata dalla madre scomparsa all’età di 93 anni. «Raccoglievo piselli, carciofi e barbabietole nelle campagne di San Sperate», racconta «e dovevo arrivare nel luogo di lavoro a piedi per iniziare puntuale alle sette del mattino».
Nessun vizio. Non mangia dolci, né beve caffè o vino. «In passato si mangiava la carne una sola volta alla settimana – racconta – e il pesce era raro trovarlo sul tavolo. Si mangiavano perlopiù verdure, uova, prelibatezze di stagione e “ambuazza” (trad. ravanello selvatico). Mi sono sposata all’età di 19 anni e non sapevo fare niente». Negli anni ha acquisito esperienza tanto che i conoscenti, i figli e i nipoti lodano la buona cucina della nonna ritagliando una nota per il suo “pan’e saba”.
Una storia d’amore, quella di Maria e Giuseppe Sedda, nata nel vicinato di via Damiano Chiesa, cresciuta e alimentata dai continui giochi di sguardi tra i due, all’epoca dirimpettai. «Mio marito era bellissimo – racconta ancora con lucidità il giorno in cui i genitori di suo marito hanno chiesto la sua mano- ed era timidissimo». Un matrimonio semplice, celebrato in inverno nella Chiesa di San Sebastiano, senza festeggiamenti. «Ero vestita di rosso, eravamo seduti l’uno di fronte all’altra». Ecco come si sono sposati. Con loro anche un’altra coppia di sposini.
«Oggi ci sono troppe comodità e molte donne non sono mai contente», riferisce Maria parlando di come siano cambiati i tempi. Lei, che per cucinare doveva accendere un focolaio con la legna o che per lavare i panni doveva recarsi al fiume. Altri tempi insomma. «Facevo in casa “su civraxiu nieddu”», il sapore e la bontà del pane integrale, all’epoca lo scarto della lavorazione della farina, fatto in casa settimanalmente con il forno. Il segreto per arrivare a 100 anni? «Il volere di Dio. È lui a decidere».

Carlo Pahler

08fo- serramanna maria carboni

output_4FA0qH

Condividici...

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

Laser Informatica di Sergio Virdis

Sempre con te…

Bonus Docenti

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy