Attualità

Cgil, Cisl e Uil a confronto con le tre Unioni dei Comuni dei 28 paesi del Medio Campidano

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di Gian Luigi Pittau
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Tutti uniti per affrontare le emergenze del territorio, per rilanciare o sviluppo del territorio e per chiedere con forza una maggiore attenzione verso i 28 paesi della Marmilla e del Medio Campidano. Così a San Gavino i segretari provinciali dei sindacati confederali (Franco Bardi per la Cgil, Loredana Zuddas per la Cisl e Mario Sollai per la Uil) hanno incontrato i presidenti delle tre Unioni dei Comuni: Riccardo Sanna per “Terre del Campidano”, Marco Pisanu, presidente dell’Unione dei Comuni della Marmilla e Andrea Floris dell’unione “Monte Linas e Dune di Piscinas”.

Sul tavolo l’emergenza sanità, la costruzione del nuovo ospedale, il caro energia che potrebbe portare alla cassa integrazione di una parte dei dipendenti della fonderia di San Gavino, la questione Keller, la gestione dei fondi del Pnrr e tanti temi per lo sviluppo sociale ed economico del territorio.

MANCANO MEDICI DI BASE E SERVIZI SANITARI È molto la preoccupazione per la sanità: “Lo stato di emergenza – denunciano i sindacalisti Franco Bardi, Loredana Zuddas e Mario Sollai – sta interessando il sistema sanitario del territorio. Si susseguono situazioni di criticità emergenziali nei reparti dell’ospedale con chiusure o incapacità per alcuni reparti di poter accogliere nuovi pazienti e garantire le cure essenziali. Permane in maniera allarmante la difficoltà di reperire il personale necessario per garantire i servizi. Inoltre tanti centri del territorio  ad oggi e nel prossimo futuro rischiano di ritrovarsi profondamente indeboliti se non completamente scoperti dalla presenza di medici di base”.

NUOVO OSPEDALE I sindaci delle Unioni dei Comuni e i sindacati chiedono tempi certi per il nuovo ospedale: “È una struttura fondamentale e strategica per la riorganizzazione della sanità del territorio, il cui inizio lavori è stato più volte annunciato per essere altrettante volte disatteso. Preoccupano le dichiarazioni in merito alla necessità di ulteriori fondi per l’opera e riteniamo necessaria, superata la pausa estiva e in assenza di fatti o notizie tranquillizzanti, prevedere una iniziativa generale del territorio per sostenere e rivendicare l’effettiva e urgente realizzazione dell’opera”.

FONDERIA, RISCHIO CASSA INTEGRAZIONE Intanto preoccupa il caro energia preoccupa perché la Portovesme Srl, l’azienda a cui fa capo la fonderia, ha già fatto ricorso alla cassa integrazione per il 30 per cento dei dipendenti dello stabilimento del Sulcis. “In assenza di provvedimenti del Governo – rimarcano i sindacati – la produzione sarà ulteriormente ridotta e ciò determinerà il ricorso alla cassa integrazione anche per i lavoratori della fonderia di San Gavino, sino a questo momento esclusi. Chiediamo ai sindaci di voler sostenere questa importante vertenza che riguarda la Portovesme ma che attiene alla questione energetica che investe l’intera regione”.

RILANCIO DELLA KELLER Per Cgil, Cisl e Uil non va dimenticata neppure la Keller, la fabbrica di carrozze ferroviarie ora che una recente delibera del Consorzio industriale ha restituito la proprietà del compendio industriale ai curatori fallimentari: «Vi è la necessità – rimarcano Franco Bardi, Loredana Zuddas e Mario Sollai – di definire il soggetto legittimato a vendere la Keller. Degli investitori iraniani hanno avanzato una proposta di acquisto ed occorre pertanto supportare la vertenza per il riavvio produttivo e occupazionale dello stabilimento. Ecco perché serve il sostegno e il supporto, di tutti i sindaci del territorio, che trarrebbe grande vantaggio dal un rilancio produttivo di questa industria”.

FONDI PER LO SVILUPPO Non mancano le potenzialità per lo sviluppo economico e sociale e nella riunione primi cittadini e sindacati hanno discusso dei progetti di sviluppo legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e delle responsabilità in capo alle amministrazioni locali in qualità di soggetti attuatori dei progetti. Sono emerse le gravi carenze di organico che caratterizzano gli Enti e la generale carenza di adeguate professionalità sia per la predisposizione che per la gestione dei progetti che devono concorrere ai bandi per l’assegnazione delle risorse del Pnrr.

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