Attualità Serrenti

“Chi l’ha detto che un cieco non può scrivere?”

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“Mi chiamo Ugo Pisu, ho 58 anni, vivo a Serrenti  e sono cieco dalla nascita. Un handicap che non mi ha impedito di scrivere libri. Proprio così. Perché alla fine chi l’ha detto che una persona non vedente o ipovedente non può  leggere o scrivere?”. E lo scrittore serrentese  sa bene che non è così: con l’aiuto del braille prima e con il sintetizzatore vocale oggi, le sue opere sono davvero tante. La prima, “Mattino d’autunno”, l’ha scritta nel 1977.

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“Ero a Bologna. Un giorno meraviglioso, nonostante un freddo cane.  Dopo cena, ho iniziato a scrivere. Ripercorso momento per momento la giornata. Nacque così Mattino d’autunno”. Da allora niente e più sfuggito alla fantasia riscaldata dalla verva poetica di Pisu. Nei suoi libri come nei suoi versi ci sono passaggi in cui lo scrittore descrive talmente bene i particolari che viene da chiedersi se davvero non veda. L’ultima opera è dei giorni scorsi: “E’ ora che ci penso”. Iniziata nel 2011 e finita giusto in tempo per partecipare al concorso internazionale 2016 di poesia e arti figurative dedicato al poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli.  “Prima di Natale, sono stato a Roma, in Campidoglio, dove si è svolto il concorso. Fra i finalisti del premio, più di 1.200 opere, c’ero anch’io. La mia poesia sarà pubblicata e inserita nell’antologia del concorso. Una bella soddisfazione”. In mezzo ci sono tantissime opere, la maggior parte premiate, in Italia e in Francia, dove è conosciuto ed apprezzato, soprattutto dopo “Les  Fleurs du bien”, pubblicata a Parigi nel 1989, con poesie inedite, tra le quali Mars, e poi la medaglia d’argento al concorso dell’Acadèmie de Lutèce de Paris. Nel 1990 altro premio al concorso Cesare Pavese. Nel 1992, assieme ad alcuni amici, fonda il Cerchio d’oro, circolo culturale di libero pensiero, poeti e scrittori di tutto il mondo su temi di spiritualità, filosofia e attualità.   Fra tante riconoscenze, non poteva mancare il suo paese: il sindaco, Pietro Tiddia, nel 1989 gli conferì la medaglia d’oro. “La strada da fare- aggiunge Pisu- è ancora lunga. Nel futuro vedo un mondo senza guerre. Un mondo di fratellanza. E poi viaggi spaziali. Esperienze di vita in altri pianeti. Amo viaggiare. Il fascino del viaggio è unico”. E Serrenti, il paese natìo? “Scrivere  vuol dire avere dentro l’ispirazione. Nel passato Serrenti c’è stata. Non vuol dire che non torni”. L’impegno è dimostrare che nessun handicap può essere un limite, piuttosto un risorsa. Per parafrasare Obama, yes you can”.

Santina Ravì

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