LA FUGA DI CERVELLI

Collinas: Alessandra Matzeu, ricercatrice in un Istituto di San Diego in California

Alessandra Matzeu con i colleghi ricercatori e il console italiano
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di Francesco Diana
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Di questi tempi siamo abituati a trattare il così detto fenomeno della “fuga di cervelli”esclusivamente in termini numerici. Si parla di circa 10.000 nel 2016, qualcuno in meno nel 2017 e altrettanto nel 2018, dimenticando che dietro ogni numero si materializza un giovane, un nostro figlio, un fratello o un nipote, che la persistente crisi economica ha costretto ad abbandonare il proprio paese in cerca di un futuro adeguato alle proprie legittime aspirazioni.

La nostra colpevolezza raggiunge il culmine quando, abituati spesso a trattare argomenti frivoli di cronaca quotidiana, omettiamo colpevolmente di rendere pubblici i lusinghieri risultati che la maggior parte di questi giovani riesce a conseguire lontano dall’Italia, risultati che rappresentano il giusto premio per i loro sacrifici, ma anche motivo di orgoglio per la famiglia e vanto per l’intera comunità di appartennza.

Alessandra Matzeu

Per ovviare a tali manchevolezze, intendiamo parlare con orgoglio di Alessandra Matzeu, “collinese doc” o “forresa autentica” se volete, la quale, conseguita nel 2003 la laurea triennale in Biologia Sperimentale presso facoltà di Biologia dell’Ateneo cagliaritano, e nel 2005 quella magistrale in Neuro-psicobiologia, venne inserita in seguito nel programma di dottorato di ricerca in Neuroscienze, sponsorizzato dall’Università di Cagliari.

Nell’ultimo periodo del dottorato, fu contattata e assunta da una ditta farmaceutica con sede a Milano, che la spinse ad abbandonare il mondo accademico cagliaritano per trasferirsi in Lombardia. Seguirono due anni d’intenso lavoro, oppressa dalla nostalgia per la propria terra e non sufficientemente appagata dalla prima reale attività lavorativa: «Questi due anni non facili, sono stati comunque carichi di momenti molto importanti, che mi hanno portato a riflettere sulle mie aspirazioni e attuare, di conseguenza,  le scelte di vita che mi hanno poi consentito di realizzare quello che è sempre stato il mio sogno: diventare una Ricercatrice», ha dichiarato con orgoglio Alessandra.

Lasciato Milano, senza alcun intermediario si mise subito alla ricerca di una posizione lavorativa all’estero, segnatamente nel campo scientifico accademico, contattando on-line diversi laboratori scientifici europei e americani. Alla fine, quasi inaspettata, arrivò un’offerta come ricercatrice presso loScrippsResearch di San Diego in California, dove opera attualmente.

Continua Alessandra: «Arrivai a San Diego la notte del 4 Ottobre del 2010. L’arrivo è stato intenso. Trovare la mia dimensione in questa nuova realtà ha richiesto tempo e tenacia. Il mio inglese stentato non mi consentiva di comunicare come dovuto, le mie abitudini di vita rispedite in patria. Ero sola in un ambiente, dove tutto era diverso dal solito; anche in campo lavorativo le mie capacità apparivano inadeguate rispetto alle esigenze operative. Tutto sembrava in salita in un ambiente così estremamente competitivo, ma col tempo tutto è diventato più facile, familiare!

Attualmente ricopro la posizione di Signor Staff Scientist presso lo ScrippsResearch, che si trova a La Jolla (che in spagnolo significa “gioiello”, che riassume quanto sia bello questo posto), localizzato nella parte Nord del territorio di San Diego. Mi occupo dello studio sugli effetti prodotti al cervello dall’uso di sostanze lecite, come nicotina e alcool, e illecite, come psicostimolanti (ad esempio cocaina e anfetamine) e oppioidi (come l’eroina). L’abuso di queste sostanze subisce ancora oggi una forte stigmatizzazione e il carattere patologico di questo problema viene ancora oggi spesso non riconosciuto. Negli Stati Uniti l’abuso di queste sostanze rappresenta un grave problema economico e sociale, con una stima di 16 milioni di persone che soffrono di problemi legati all’abuso di alcool e circa 2 milioni con problemi legati all’uso di oppioidi. In particolare, la mia ricerca è indirizzata a individuare le mutazioni che queste sostanze generano sul cervello e identificare targets farmacologici per potenziali trattamenti terapeutici. Avendo la fortuna di operare in un istituto di ricerca riconosciuto a livello internazionale, ho la possibilità di interagire con centri di ricerca di tutto il mondo. Ciò mi ha dato la possibilità di operare per sei mesi presso l’Università di Tsukuba in Giappone, dove ho potuto arricchire le mie conoscenze scientifiche sui meccanismi che regolano il sonno e che oggi applico nei miei studi sulle tossicodipendenze».

Alessandra Matzeu

La chiacchierata con Alessandra continua con la sua esaltazione dei luoghi in cui opera: San Diego, da tutti conosciuta come “America’sFinest City”, per il suo clima mite, per le sue bellezze e per il suo tenore di vita.

Conclude: «La mia non è stata una fuga da niente e da nessuno, ma il desiderio di accrescere il mio bagaglio professionale attraverso nuovi metodi e nuove realtà operative, al cospetto di un futuro che non è certo prodigo di certezze. La nuova esperienza, per me altamente qualificante, ha contribuito anche alla mia crescita personale, rendendo la mia mente sempre più aperta nei confronti del cambiamento e della diversità, senza peraltro rinnegare le mie origini legate alla cara terra di Sardegna che amo profondamente, un luogo dove, tutte le volte che rientro al mio caro paese di Collinas, nonostante la mia lontananza mi sento sempre a casa mia, come ci si sente a casa propria fra le braccia di una madre, pronta sempre ad accoglierti».

Per quanto ci riguarda, con l’orgoglio di essere rappresentati come figli di Sardegna da una “collinese” che sa farsi valere e apprezzare anche oltre oceano, non possiamo che sperare che un giorno, non molto lontano, Alessandra Matzeu e i tanti cervelli conterranei sparsi nel mondo, possano incrociare l’opportunità di mettere il loro sapere al servizio del proprio Paese. Quel giorno sarà un giorno di festa per tutti, anche perché vorrà significare che l’Italia avrà riconquistato quei livelli intellettuali che storicamente le competono.

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