Attualità

Collinas, assistenza agli anziani: “la lingua batte dove il dente duole”

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di Francesco Diana

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Più volte c’é capitato di affrontare il grave problema dell’assistenza dell’anziano, formulando proposte che purtroppo sono sempre cadute nel vuoto. Ciò ha fatto maturare in noi la convinzione che il problema sia poco sentito, nonostante l’attuale emergenza.

Tuttavia, essendo prossima la scadenza del termine a suo tempo concordato con l’Amministrazione comunale, entro cui avrebbero dovuto avere inizio i lavori per la realizzazione della residenza degli anziani nell’area donata dai Proff. Antonino Onnis e Aldo Tuveri, dobbiamo purtroppo costatare che il “nulla di fatto”, consentirà ai legittimi proprietari di rientrare in possesso di dette aree, vanificando ciò che era nelle loro aspettative e dell’intera comunità.

In verità, subito dopo la donazione, fu inoltrata al competente Assessorato regionale una richiesta di finanziamento, con allegato il progetto di massima, che non fu presa in considerazione per mancanza di risorse specifiche. In tempi successivi sembrerebbe sia intervenuta una radicale inversione delle strategie politiche in materia di assistenza agli anziani, preferendo le forme di assistenza domiciliare al fine di evitare ai beneficiari il distacco dalla propria casa, dalla propria famiglia e quindi dai propri affetti. Per effetto di tale politica, a Collinas è in atto un diffuso sistema di assistenza domiciliare, esercitato in parte da specifiche Cooperative ma, molto spesso, da semplici volontari, quasi tutti di sesso femminile, che riversano nell’assistenza tutte le loro attenzioni, con il necessario amore che si addice alle circostanze.

Tutto ciò premesso, verremo essere compresi se ancora una volta lamentiamo le profonde contraddizioni determinate dal fatto che in questo periodo, a Collinas, ben undici anziani hanno dovuto abbandonare le loro case e i loro affetti in cerca dell’assistenza di cui avevano bisogno, riparando in diverse Case di Riposo ubicate nei comuni limitrofi. In relazione a ciò, se la linea politica intrapresa nei riguardi dell’assistenza domiciliare, sono in molti a chiedersi cosa abbia in più o in meno Collinas rispetto a Sanluri, San Gavino Monreale, Sardara, Gonnoscodina, Baressa, Ales, Villanovaforru, Lunamatrona, Siddi, Tuili ecc, tanto per citare i comuni più vicini, che già da tempo dispongono di adeguate residenze per gli anziani! Se l’assistenza domiciliare consente di soddisfare le esigenze dell’anziano, come mai ben undici collinesi su 800 circa hanno dovuto riparare presso una delle tanto bistrattate case di riposo?

A tali interrogativi la gente del paese si sta dando una risposta, secondo la quale Collinas è, né più né meno, simile agli altri comuni citati, con le sue bellezze, i suoi problemi e le sue attese e che, evidentemente, se diversi anziani hanno dovuto emigrare in altri paesi per avere l’assistenza di cui necessitavano, la tanto decantata assistenza domiciliare non può essere considerata sempre come “la panacea per tutti i mali”!

Senza voler affrontare a fondo il problema, trattato più approfonditamente nelle precedenti occasioni, ci limiteremo a sostenere, come sempre in passato, che l’assistenza domiciliare, esercitata attraverso una calendarizzazione programmata, molto spesso non corrisponde alle reali esigenze dell’anziano. Nei casi in cui si ha necessità della copertura assistenziale nell’arco delle ventiquattro ore, si è costretti a ricorrere a tre assistenti che, a prescindere dall’incerta professionalità che spesso li porta spesso ad assumersi inconsciamente delle enormi responsabilità, hanno un costo notevolmente superiore a quello richiesto per il soggiorno nelle Case di Riposo. Molto spesso i detrattori sostengono che le Case di Riposo hanno costi insostenibili, ma non fanno mai l’analisi dei costi che, al contrario, richiede l’assistenza domiciliare, ritenuti da chi li sostiene oltremodo elevati.

Ovviamente, se si potesse disporre dell’assistenza domiciliare professionale e completa, a copertura delle intere ventiquattro ore e a costi accessibili forse, e cercheremo di chiarire in seguito il senso del “forse”, tale sistema di assistenza costituirebbe l’ideale per tutti.

Quando si parla di assistenza domiciliare, in genere, s’intende sempre quella prestata in favore di persone non più autosufficienti, ma ci si dimentica spesso dell’altro male che affligge l’anziano: “La solitudine”.

La Società di oggi, purtroppo, a causa delle tante vicissitudini che sarebbe molto laborioso elencare, evidenzia un’età media dei suoi componenti piuttosto avanzata, che comporta una serie di problemi difficilmente rimovibili al suo interno. Prescindendo dall’irrisorio incremento demografico degli ultimi decenni, succede che la maggior parte dei giovani è andata via in cerca di lavoro, mentre le poche unità rimaste, non sono certamente in grado di assicurare quelle prestazioni che costituivano una saliente caratteristica delle famiglie del passato.

Gli anziani di oggi (ivi comprese le coppie), quindi, anche se in parte autosufficienti, sentono comunque l’esigenza di poter contare su una struttura cui ricorrere in caso di necessità, una seconda casa dove poter riparare in relazione alle loro necessità, un luogo dove trovare interlocutori che parlano la stessa lingua e vivono le medesime sofferenze, un chiamato “Casa di Riposo” o “Residenza per Anziani”, capace di accogliere gli anziani non più sufficienti ma anche quelli che, nella solitudine, opterebbero per la vita in comunità, riservandosi la possibilità di trascorrere parte della giornata a casa propria, o dai figli o eventualmente dagli amici, salvo poi riparare nella struttura per la notte e il resto della giornata. Tale struttura, ovviamente, dovrebbe essere ubicata nel proprio paese.

Ciò è quanto sogna la maggior parte degli anziani del paese, ma nell’ipotesi che ciò non dovesse avverarsi, già qualcuno comincia a ipotizzare una sorta di “Residenza per gli Anziani diffusa”, da realizzarsi attraverso accordi fra anziani o coppie di anziani che si unirebbero sotto lo stesso tetto per condividere gioie e dolori degli ultimi segmenti di vita, ripartendo equamente le spese di gestione e gli eventuali oneri derivanti dalle diverse forme di assistenza, altrimenti insopportabili.

“La necessità è la madre delle abilità”, dice il proverbio latino! Vedremo!

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