Attualità

Collinas-Forru: Casa di Riposo per gli anziani, che sia la volta buona?

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 di Francesco Diana
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La recente calata della “Task Force” al completo delle suore francescane di Susa, preannunciata con notevole anticipo, non lasciava presagire a niente di buono circa la futura destinazione dei locali dell’ex “Scuola Materna Maria Immacolata”, finora difesi con le unghie e con i denti da suor Stefanina e dalla consorella Giacomina, analogamente al “Soldato Ryan” in difesa del noto avamposto.
Dopo la chiusura della locale “Scuola Materna” per via del vistoso calo demografico registrato in questo paese, fenomeno peraltro interessa la maggior parte dei piccoli comuni del centro Sardegna, ha fatto seguito l’annuncio del possibile disimpegno da parte delle Suore Francescane di Susa in conseguenza della età avanzata delle poche religiose ancora in attività e della quasi totale assenza di nuove vocazioni. Ciò ha generato non pochi allarmismi circa la possibile cessione dei locali al miglior offerente e la loro possibile destinazione futura.
A questo punto, per meglio chiarire la situazione venutasi a creare per quanto in premessa, riteniamo utile riproporre quanto già pubblicato con un precedente servizio datato 8 luglio 2018. 
“Come i più anziani ricorderanno, lo stabile dell’ex Scuola Materna “Maria Immacolata” di Collinas, ha avuto origine dalla fusione di due fabbricati, con relative pertinenze, appartenuti, come si rileva dal catasto provvisorio del 1846, alla vecchia nobiltà locale e specificamente: a don Luigi Diana-Orrù (1791-1871), (consistenza quindici vani, due pozzi e due cortili) e al reverendo dott. don Battista Diana-Orrù (1783-????) , fratello del predetto don Luigi, (composto da otto vani e due cortili), demolito agli inizi degli anni ‘50.
In morte di don Luigi Diana-Orrù e del fratello rev. dott. Battista Diana-Orrù, i due fabbricati furono ereditati da don Giuseppe Maria Diana (1830-1903), cui succedettero i figli Donna Virginia (1869-1951) e don Attilio (1872-1947); alla prima andò lo stabile proveniente da don Luigi Diana, mentre al fratello don Attilio Diana andò lo stabile ereditato dal sacerdote dott. Battista Diana. In morte di Don Attilio Diana, avvenuta a Masullas nel 1947, gli subentrarono le figlie Silvia, Regina, Clementina e Giuseppina.

In tempi più recenti, con atto pubblico del notaio Carlo Massidda datato 4 febbraio 1948, il Signor Pau Raimondo acquistava dalle predette sorelle Diana fu Attilio, il fabbricato in rovina appartenuto al Rev. Battista Diana-Orrù, confinante con la casa del signor Matzeu Silvestro, e dalla signorina Donna Virginia Diana il fabbricato a suo tempo appartenuto a don Luigi Diana-Orrù, con formale impegno di assistenza vita naturale durante.

Con successivo atto pubblico del notaio dott. Pietro Atzeni, stipulato a Collinas in data 1 maggio 1950 alla presenza dei testimoni Francesco Gargiulo e Paolo Sanna, il predetto signor Pau Raimondo donava all’Istituto delle Suore Terziarie di San Francesco di Susa, “regolarmente riconosciuto agli effetti del Concordato tra la Santa Sede e lo Stato, lo stabile sito in popolato di Collinas, allo stesso pervenuto in forza del citato atto di acquisto datato 4.02.1948, sito in Via Vittorio Emanuele III, già Via San Sebastiano, quasi in rovina, confinante con la casa di Matzeu Silvestro da un lato e con quella di Donna Virginia Diana, dall’altro, catastalmente distinto al foglio 17 con i mappali 161/sub.1 e 162/sub.2 , il primo censito alla pagina 165 del catasto terreni, il secondo alla pagina 374 del catasto urbano, con la seguente prescrizione: «questa donazione è stata fatta perché l’intero corpo di case, debba ESCLUSIVAMENTE servire , come già attualmente  adibito da circa tre anni, a locali per l’Asilo Infantile di Collinas, mantenendo gli obblighi assunti dal donante verso la Signorina Diana Donna Virginia, col citato atto Massidda”. Con lo stesso atto Donna Virginia Diana donava allo stesso Istituto tutta l’area antistante i fabbricati di che trattasi, ancora di sua esclusiva proprietà.

Da una corretta analisi del citato atto, sembrerebbe che la donazione, laddove si precisa: “quasi in rovina, confinante con la casa di Matzeu Silvestro  e con quella di Donna Virginia Diana”, riguardi esclusivamente il fabbricato in rovina già di proprietà del Rev. Raimondo Diana, con esclusione, quindi, del corpo principale acquistato da Donna Virginia Diana. Tuttavia, laddove vengono precisate le finalità specifiche della donazione, la precisazione che “l’intero corpo di case, debba servire …”, farebbe pensare a un’inadeguata descrizione degli immobili donati, sempre che non esista un altro atto, non di nostra conoscenza, che contenga la specifica donazione del corpo di fabbricato principale.”
Chiarita per l’ennesima volta la reale volontà dei suddetti donanti, inequivocabilmente volta a realizzare un supporto logistico atto a soddisfare le esigenze della popolazione di Collinas, fermo restando il diritto di proprietà degli immobili stessi in favore dell’Istituto Mons. Rosas di Susa, si tratta di individuare le strategie necessarie al fine di rendere la struttura usufruibile per la popolazione di Collinas.
A tal proposito, come naturale, al vistoso calo delle nascite ha fatto riscontro il conseguente incremento della popolazione in età avanzata, che fin da ora necessita di un supporto assistenziale adeguatamente strutturato.
Per soddisfare dette esigenze si sta attuando, fin da ora, una forma di assistenza domiciliare affidata a personale locale che, con amore e dedizione s’impegna quotidianamente per lenire le sofferenze di quanti abbisognano di assistenza all’interno delle proprie mura domestiche. Tuttavia, si tratta sempre di una forma di assistenza domiciliare necessariamente calendarizzata che, nonostante l’encomiabile impegno degli assistenti, qualche volta non può che generare intempestività negli interventi necessari, soprattutto durante le ore notturne. Ciò senza considerare l’eventuale responsabilità degli assistenti stessi, nel caso di eventuali imprevisti cui è soggetto l’anziano affetto da particolari patologie.
Oltre agli anziani che, grazie all’assenza di particolari patologie non richiedono la presenza costante del personale di supporto nell’arco delle ventiquattro ore, vengono assistiti all’interno delle proprie mura domestiche, ci sono purtroppo quelli che necessitano della presenza costante di un assistente, pronto a intervenire con tempestività al verificarsi degli eventi.
Al momento tali pazienti, una quindicina circa, hanno dovuto abbandonare le loro case, i loro affetti e le immagini familiari che ne hanno contrassegnata l’esistenza, perché costretti a cercare l’assistenza di cui necessitano nelle Case di Riposo esistenti presso altre comunità della zona: Villanovaforru, Lunamatrona, Siddi, Tuili, Gonnoscodina, Gonnosfanadiga, Nuraminis ecc.
Ciò detto, dando per scontata la finalità della donazione di cui in premessa in favore della comunità di Collinas e non essendo più attuabile la destinazione precedente dei locali  per lo svolgimento di un’attività penalizzata dal diminuzione delle nascite, per contro appare più che logico venire incontro a quanti, in numero sempre crescente, aspirano a compiere l’ultima parte del loro percorso esistenziale nel paese dove sono nati o hanno vissuto  più a lungo, mantenendo vivi quelli scenari familiari che ne hanno contrassegnata l’esistenza.
Tale obiettivo, a nostro giudizio, potrà essere conseguito attraverso l’adeguamento dei locali dell’ex Asilo a “Casa di Riposo” per gli anziani, ovviamente attraverso l’esecuzione degli interventi necessari, eventualmente anche con il ricupero delle volumetrie relative ai fabbricati nobiliari preesistenti di cui si è detto in premessa, avvalendosi delle opportune autorizzazioni in deroga, cui si è fatto ricorso in più occasioni in passato.
Tale soluzione, rispetterebbe nella sostanza la volontà dei donanti, andando a soddisfare una palese esigenza della popolazione di Collinas, cui era destinata la relativa donazione.
Siamo certi che tale prospettiva sia stata oggetto dei recenti colloqui avvenuti recentemente fra i vertici della Casa Madre di Susa e gli Amministratori comunali di Collinas, anche se sull’esito degli stessi le parti interessate non sono andate oltre le consuete assicurazioni di circostanza.

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