STORIA DI CASA NOSTRA

Collinas, ricordo di don Luigi Sanna, Stella Polare dei ragazzi

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di Francesco Diana
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Le turbolenze che contraddistinguono la società attuale, lasciando presagire un futuro abbastanza nebuloso, portano l’anziano a rifugiarsi nei ricordi felici del passato, allo scopo di compensare gli stress che pervadono la propria esausta psiche, condizionata dalle tante situazioni di vita vissuta di segno opposto.

Con tali prospettive, il ritrovamento di un aquilone incastrato fra i rami di una quercia all’interno di un bosco con insegne di una città catalana, chiaramente sfuggito al controllo del suo lanciatore e approdato casualmente in terra di Sardegna, ci porta a compiere un tuffo nel passato, soffermandoci proprio a metà degli anni cinquanta, epoca in cui far volare un aquilone costituiva un diversivo a costo zero o quasi: alcuni pezzi di filo di ferro, manifesti elettorali o pubblicitari dismessi, un barattolo di colla e un rotolo di spago, rappresentavano per il chierico Luigi Sanna, poi sacerdote, la materia prima necessaria per destare l’interesse di tanti ragazzi nell’immediato dopo guerra, pronti a seguirlo nei suoi esperimenti ma anche nelle necessarie manifestazioni di fede.

Durante la preparazione dell’aquilone il chierico Luigi, come detto futuro don Luigi Sanna, non mancava di spiegare ai ragazzi che lo ascoltavano in rigoroso silenzio, le origini storiche dello “Aeroplanino di carta” che, stando alle tante versioni, dovrebbero risalire addirittura al IV sec. a. C.

Fra i record riportati dalla storia, veniva spesso segnalato quello compiuto da un ingegnere cinese, tale Kungshu, il quale sarebbe riuscito a mantenere in aria un aquilone per circa tre giorni.

A prescindere dagli obiettivi immediati che si proponeva la prolifica mente di don Sanna per i ragazzi al suo seguito, non potevano mancare i riferimenti storici legati a ogni sua iniziativa quali, a esempio, l’utilizzo dell’aquilone per la pesca con l’amo o il trasporto di materiali vari.

A partire dal XIV secolo, addirittura nelle prime esplorazioni meteorologiche o in esperimenti sull’elettricità atmosferica. Certamente risultò essere il precursore dei sistemi di atterraggio delle capsule spaziali.

Tuttavia, benché interessati ai richiami storici riguardanti l’origine e l’impiego dell’aeroplanino di carta, ai ragazzi che seguivano don Sanna interessava maggiormente testare sul campo ciò che loro stessi avevano contribuito a creare. Perciò stop ai richiami storici, e massima attenzione alle operazioni di lancio dell’aquilone “Made in Forru” che avveniva, in genere, dalle colline che sovrastano il paese. Nelle giornate caratterizzate da un forte maestrale uno dei ragazzi, fisicamente fra i più dotati, trascinava l’aquilone lungo un pendio favorendo l’azione contrapposta del vento, mentre don Sanna provvedeva a concedere spago mano a mano che l’aquilone saliva in cielo compiendo fantastiche evoluzioni sotto l’abile gestione del suo manovratore. Tutto ciò fino alla rottura dello spago che lasciava il manufatto in balia delle correnti, trascinandolo verso destinazioni sconosciute, seguito con lo sguardo dai ragazzi presenti, che a quell’aquilone affidavano idealmente un messaggio di fratellanza e di pace.

Ma la creatività del futuro don Sanna non aveva limiti e la utilizzava frequentemente per deliziare il suo seguito di giovani, Fra le tante, per citarne alcune quella che, sfruttando i principi del classico “giornale luminoso”, lo aveva portato a realizzare una sorta di cilindro rotante intorno al proprio asse rivestito di carta, sulla cui circonferenza risultava incisa la scritta: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace aglio uomini di buona volontà”. Grazie a una potente lampada sistemata all’interno e al movimento rotatorio del cilindro, detta frase veniva proiettata in continuazione sull’altare, destando la meraviglia di tutti.

Un’altra delle sue genialità riguardava l’ipotesi del completamento della torre campanaria della chiesa parrocchiale che, iniziata nel 1684, fu più volte interrotta per mancanza di fondi. I lavori ripresi nuovamente nel 1741, vennero finalmente ultimati nel 1760 col completamento della parte poligonale. Si trattava comunque di un’opera incompleta rispetto all’ipotesi progettuale.

A tutto ciò aveva tentato di ovviare il buon chierico Sanna dal Seminario di Cuglieri nel 1948, elaborando una sorta di progetto esecutivo che, disponendo delle necessarie copertura finanziarie avrebbe, a suo giudizio, portato la torre campanaria alla sua concezione originaria.

Infine, a dimostrazione della grande creatività palesata fin da giovane dal “personaggio” in parola, non poteva mancare la citazione di un suo intervento riguardante l’ipotesi di raddrizzamento della “Torre di Pisa”, in risposta a un bando internazionale promosso in proposito dalle autorità pisane.

Per quanto fu dato a sapere all’epoca, la scelta cadde sul progetto presentato da un ingegnere giapponese, il quale proponeva soluzioni avveniristiche che verosimilmente avrebbero consentito di raddrizzare di almeno qualche grado la Torre di Pisa.

La notizia fu resa di dominio pubblico e le strategie ipotizzate, discusse e criticate a tutti i livelli, fecero sorgere in qualcuno ipotesi di plagio nei riguardi delle soluzioni proposte.

Fra questi non poteva mancare il chierico Sanna il quale, nella sua umile veste di profano, aveva anche lui prospettato all’ente promulgatore del bando la propria ipotesi, proponendo le medesime soluzioni ipotizzate dal tecnico giapponese, poi risultato vincitore.

La cosa non avrebbe avuto seguito se di un importante docente dell’ateneo pisano,  peraltro stimolato anche dalla sua personale passione per la ricerca, informato del fatto, non si fosse fatto carico di compiere approfondite ricerche presso gli organismi interessati, arrivando ad accertare l’esistenza di  una proposta specifica a firma del chierico  Luigi Sanna che, nella sostanza, proponeva soluzioni simili a quelle ipotizzate dall’Ingegnere giapponese anche se, purtroppo, in carenza di professionalità specifica e senza il corredo degli indispensabili elaborati tecnici progettuali, secondo le indicazioni contenute nel citato bando.

Questo in succinta sintesi la figura del chierico Luigi Sanna come idolo dei ragazzi e, a seguire, come Don Luigi Sanna, apprezzata guida spirituale per quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

 

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