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Collinas, toponomastica del centro abitato

Collinas dall'alto
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di Francesco Diana
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Collinas, monumento dedicato a Giovanni Battista Tuveri

Percorrendo quotidianamente le strade del paese, forse qualcuno di noi non si è mai chiesto chi fossero certi personaggi indicati nelle tabelle che identificano i percorsi urbani di Collinas. Tale carenza ci ha suggerito di rinverdire le nostre conoscenze in proposito, effettuando le opportune ricerche storiche, che proponiamo a beneficio di quanti, come noi, sentivano l’esigenza di conoscere.
Prescindendo dalla toponomastica che richiama città, paesi, regioni, località ecc., come ad esempio le Vie Villanovaforru, Torino, Roma, Italia, Repubblica, Sardegna, Chiesa, Funtana Cruccu, Funtana noba, Funtana Mamucci, Sa Costa e La Pace, su cui ciascun cittadino è abbastanza informato, abbiamo focalizzato la nostra ricerca sui personaggi storici che di seguito proponiamo:

 EFISIO MARINI (Via)
nato a Cagliari il 13 aprile del 1835 e deceduto a Napoli l’11 settembre del 1900.
Laureato in Medicina e Scienze Naturali nel 1861 presso l’Università di Pisa, ebbe subito l’incarico di assistente al Museo di Storia Naturale a Cagliari, che comunque non soddisfaceva  le proprie aspirazioni. Era conosciuto come “Il pietrificatore”, avendo lui messo a punto un procedimento di mummificazione dei cadaveri senza operare alcun taglio o eseguire alcuna iniezione, che restituiva ai corpi pietrificati il colore e la consistenza originali. Essendo generalmente snobbato negli ambienti culturali, certe volte anche deriso dai propri conterranei, preferì lasciare presto la Sardegna andando a Napoli, dove morì.

FELICE UDA (Via)
nato a Cagliari nel 1832 e deceduto a Roma nel 1900.
Oltre ad essere Professore e Giornalista, fu anche impiegato di Dogana. Essendo anche poeta lirico, critico d’arte, drammaturgo, narratore e traduttore, era considerato uno dei migliori scrittori sardi dell’epoca. Era considerato uno “Zingaro letterario”, a causa del suo peregrinare da una parte all’altra dell’Italia per soddisfare i  bisogni della sua numerosa famiglia. Non ebbe molta fortuna poiché molte delle sue opere restarono inedite, come anche alcuni volumi di storia sarda.

SALVATORE ANGELO DE CASTRO (Via)
nato ad Oristano il 27 ottobre del 1817 e deceduto ad Oristano il 31 marzo del 1880.
Professore di Diritto Canonico presso l’Università di Cagliari fu anche Rettore del Convitto Nazionale di Cagliari e Preside del Liceo. Per ben undici anni fu Provveditore agli Studi di Sassari e anche Deputato al Parlamento subalpino fino al 1859, costretto poi a dimettersi.

ZACCARIA TUVERI (Via)
Nato a Collinas il 14 febbraio del 1891 e deceduto a Tuili il 12 settembre del 1972.
A Sardara, dopo aver conseguito la licenza di terza elementare, cominciò a svolgere le funzioni di apprendista sarto e di organista presso la Parrocchia. All’età di quindici anni, su richiesta del Parroco Don Camillo Pilloni, si trasferì a Tuili per fare l’organista. Padre di cinque figli, nel 1928 restò vedovo della moglie Melis Maria Luigia, deceduta a soli 32 anni. Da autodidatta, diventa scrittore partecipando a numerosi concorsi letterari sia in Sardegna che nel resto d’Italia, ricevendo segnalazioni ed encomi.

GIACOMO MATTEOTTI (Via)
N
ato a Fratta Polesine il 22 maggio 1885 e deceduto (assassinato) a Roma il 10 giugno del 1924.
Laureato in Giurisprudenza, grande antifascista, uomo politico e giornalista. Ricoprì l’incarico di Segretario del Partito Socialista Italiano, prima, e del Partito Socialista Unitario, poi. Deputato al Parlamento Italiano, denunciò i brogli elettorali compiuti dal Partito Fascista nelle elezioni del 6 aprile 1924. Ciò determinò la sua fine poiché fu rapito dagli Squadristi fascisti e dagli stessi assassinato, pare su disposizione di Mussolini.

EMILIO LUSSU (Via)
Nato ad Armungia il 4 dicembre del 1890 e deceduto a Roma il 5 marzo del 1975.
Politico, scrittore e militare, fu più volte eletto Deputato nel Parlamento Italiano e più volte nominato Ministro. Fu il fondatore del Partito Sardo d’Azione. Membro della Resistenza Italiana e antifascista convinto, fu aggredito, ferito e catturato e poi mandato al confino a Lipari. Riuscì a fuggire e riparare all’estero per ben sedici anni. Fu ufficiale dell’esercito italiano alla Prima Guerra Mondiale e più volte decorato. Partecipò anche alla Guerra Civile Spagnola. Da scrittore fu autore di numerose opere fra le quali, molto conosciuta: “Un anno sull’Altipiano”.

AMSICORA E JOSTO (Via)
Non si conoscono le località di nascita e morte e le rispettive date
Amsicora
è stato un militare, nonché uno dei più grossi latifondisti cartaginesi nella Sardegna. Era considerato il più ricco fra i proprietari terrieri della Sardegna, specie nella vasta area del campidano e delle zone costiere meridionali dell’isola. Nel 215 a C. guidò la rivolta delle città costiere della Sardegna contro i Romani. Nel corso dell’ultima decisiva battaglia di Decimomannu, che segnò la disfatta degli insorti, morì il figlio Josto che, nell’occasione, aveva sostituito al comando delle truppe il padre Amsicora, assentatosi in cerca di rinforzi. Deluso anche per la cocente sconfitta e sopraffatto dal dolore per la perdita dell’amato figlio, Amsicora decise di togliersi la vita.

Collinas, panorama

GIORGIO ASPRONI (Via)
Nato a Bitti il 5 giugno del 1808 e deceduto a Roma il 30 aprile del 1876.
Laureato in Giurisprudenza all’Università di Sassari, abbracciò ben presto la vita ecclesiastica spinto dallo zio Canonico Melchiorre Dore. Divenne così Canonico Penitenziere di Nuoro. Nel 1849, svestiti gli abiti talari, fu eletto al Parlamento Italiano e vi restò per circa ventisette anni. Era un uomo di sinistra e convinto sostenitore dell’autonomia sarda, si occupò molto delle problematiche della Sardegna. Partecipò anche alla spedizione dei Mille.

GRAZIA DELEDDA (Gazia-Maria-Cosima-Damiana) (Via)
Nata a Nuoro il 28 settembre del 1871 e deceduta a Roma il 15 0 il 16 agosto del 1936.
Frequentò la scuola elementare fino alla quarta classe poi, approfittando dell’agiatezza della propria famiglia, continuò gli studi in privato seguita in ciò da un Professore, all’epoca ospite di un parente, che le impartì lezioni di Italiano, Latino e Francese. Proseguì poi la sua formazione letteraria da autodidatta che la portò a diventare la scrittrice conosciuta in tutto il mondo. Nel 1926 fu dichiarata vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura, unica scrittrice italiana a riceverlo. Morì ancora giovane a causa di un tumore al seno.

JON FRITZIGERALD KENNEDY (Via)
Nato a Brookline il 29 maggio del 1917 e deceduto a Dallas il 22 novembre del 1963 (assassinato).
È stato il Primo Presidente degli Stati Uniti d’America di religione cattolica, durato in carica dal 20 gennaio del 1961 al 22 novembre del 1963, data del suo assassinio avvenuto a Dallas. Subentrò a Lyndon B. Johnson. È stato il più giovane Presidente a morire in carica. Durante la sua breve Presidenza, da ricordare l’atto di coraggio dimostrato con il blocco navale a Cuba, impedendo l’arrivo dei missili sovietici e sfiorando una grave crisi mondiale che avrebbe potuto portare alla terza guerra.

FRATELLI CERVI (Via)
Erano sette fratelli: Gelindo (1901), Antenore (1906), Aldo (1909), Ferdinando (1911), Agostino (1916), Ovidio (1918) ed Ettore (1921).
Conosciuti all’epoca come “Banda Cervi”, i sette fratelli appartenevano a una famiglia di contadini con radicati sentimenti antifascisti. Democratici convinti presero parte alla Resistenza. Catturati dai fascisti, furono fucilati il 28 dicembre del 1943.

GIUSEPPE DI  VITTORIO (Via)
Nato a Cerignola l’11 agosto del 1892 e deceduto a Lecco il 3 novembre del 1957.
Discendente da una famiglia di braccianti agricoli, è stato uno dei più autorevoli esponenti del Sindacato in Italia nel secondo dopoguerra. Partecipò anche alla Guerra Civile Spagnola. Pure lui era un autodidatta che, dopo aver imparato appena a leggere e scrivere, usò la strategia di annotare in un quaderno i termini a lui ignoti che udiva in giro, nella speranza, poi concretizzata, di acquistare un vocabolario e scoprirne il significato. Fin da ragazzo passò al socialismo. Nel 1912 entrò nell’Unione Sindacale Italiana, per poi passare al Partito Comunista nel 1924 dopo la scissione di Livorno. Con l’evento del Fascismo fu condannato a dodici anni di carcere; riuscì fuggire nel 1925 e a riparare in Francia. Dal 1928 al 1930 soggiornò in Unione Sovietica, per poi rientrare di nuovo in Francia dove fu arrestato dai tedeschi che lo trasferirono in Italia, dove fu mandato al confino di Ventotene. Nel 1943 fu liberato dal Governo Badoglio.

GIUSEPPE MAZZINI (Via)
N
ato a Genova il 22 giugno del 1805 e deceduto a Pisa il 10 marzo del 1872.
Patriota, politico, filosofo e giornalista. Fu studente universitario a soli quindici anni; cominciò gli studi universitari in Medicina per poi passare a quelli di Giurisprudenza, ottenendo la laurea in Diritto Civile nel 1827. Cominciò fin da giovane a operare contro il potere costituito di allora; dopo la laurea s’iscrisse alla Carbonerìa. La sua costante attività cospirativa lo portò spesso alla detenzione. Nel 1831 a Marsiglia, dove si trovava in esilio, organizzò un movimento politico poi consolidato col nome di “Giovane Italia”.

GIUSEPPE GARIBALDI (VIA)
Nato a Nizza il 4 luglio del 1807 e deceduto a Caprera il 2 giugno del 1882.
Generale, condottiero, patriota, scrittore e uomo politico italiano, a lui si deve la concretizzazione del processo di unificazione dell’Italia, grazie all’impresa dei “Mille” che nel 1861 portò alla costituzione del regno d’Italia. Per le sue spiccate doti militari e per la sua scaltrezza politica, è da tutti considerato uno dei maggiori artefici del Risorgimento italiano. Dopo aver peregrinato per il mondo mettendo in atto tutte le sue doti politiche e militari, “l’Eroe dei Due Mondi” si rifugiò a Caprera, dove rimase fino alla morte. Scrisse anche tre romanzi: “I Mille”, “Cantoni il volontario” e “ Il Governo del monaco”. Di lui si ricorda la frase celebre rivolta a Nino Bixio: “Qui si fa l’Italia o si muore!”

ELEONORA D’ARBOREA (Via)  1347 – 1404
È stata Giudicessa d’Arborea nel Giudicato omonimo. È ricordata in particolare per aver aggiornato la “Carta de Logu”, a suo tempo promulgata dal padre Mariano IV e rivista dal fratello Ugone III.  Detta “Carta”, che resterà valida per ben quattro secoli, è da sempre giudicata il maggior monumento legislativo della Sardegna Medioevale.

GIOVANNI BATTISTA TUVERI (Piazza)
Nato a Collinas il 4 agosto del 1815 e deceduto a Collinas l’8 dicembre del 1887.
Scrittore, filosofo e politico italiano, iniziò gli studi filosofici presso il Seminario di Cagliari, conseguendo il Diploma di Maestro delle Arti. S’iscrisse successivamente alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università di Cagliari, conseguendo il Baccalaureato. Nel 1850 fondò a Cagliari la “Gazzetta Popolare” e fu poi Direttore del  “Corriere di Sardegna”. Fu Sindaco di Forru  dal 1870 al 1887 e ne cambiò il nome in Collinas. Fu Consigliere Provinciale di Cagliari e per ben due volte fu eletto Deputato al Parlamento Subalpino. Nel 1867 sollevò la così detta “Questione Sarda”  per il riscatto dell’isola nei confronti dello Stato centralista e oppressivo. Ha lasciato numerose opere, fra le quali “Del diritto dell’uomo alla distruzione dei cattivi governi”. L’attuale sede del Municipio di Collinas costituiva la sua abitazione.

SEBASTIANO SATTA (Via)
Nato a Nuoro il 21 maggio del 1867 e deceduto a Nuoro il 29 aprile del 1914.
Poeta, scrittore, giornalista e avvocato. Conseguì la laurea in Legge presso l’Università di Sassari nel 1894. Lavorò come giornalista nel quotidiano <<l’Isola>> fino al 1908 quando, colto da paralisi che gli tolse l’uso della parola, fu costretto ad abbandonare l’attività forense e quella giornalistica. Continuò comunque a scrivere poesie, specie in lingua sarda di cui era un accanito cultore; fra le tante merita di essere ricordata “Su Battizu”. È da tutti ricordato come una persona a modo, capace di stare molto vicino alle persone.

GIUSEPPE DESSI’ (Via)
Nato a Cagliari il 7 agosto del 1909 e deceduto a Roma il 6 luglio del 1977.
Scrittore di discreta fama, visse un’infanzia abbastanza travagliata. Infatti, la lettura disordinata di testi letterari e filosofici, scoperti casualmente in una biblioteca accuratamente celata, lo portarono sull’orlo della follia. Grazie all’intervento del padre, anche se tardivamente andò a frequentare il Liceo Dettori di Cagliari, che gli permise di iscriversi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo di Pisa, da dove uscì laureato nel 1936. Innumerevoli le sue opere, fra le quali: “I passeri”, “Il disertore” e “Paese d’ombre”.

VITTORIO EMANUELE III (Via-Strada Provinciale n. 69)
N
ato a Napoli l’11 novembre del 1869 e deceduto ad Alessandria d’Egitto il 28 dicembre del 1947.
È stato Re d’Italia dal 1900 al 1946; Imperatore d’Etiopia dal 1936 al 1941; Primo Maresciallo dell’Impero dal 4 aprile 1939 e Re d’Albania dal 1939 al 1943. Abdicò al figlio Umberto I il 9 maggio del 1946. Ha vissuto in carica le due Guerre Mondiali. Nonostante la piccola statura (m. 1,53) e il carattere schivo ma riflessivo, si rivelò abbastanza energico durante tutto il mandato, grazie anche alla sua specifica preparazione militare acquisita con la frequenza della prestigiosa  “Scuola Militare Nunziatella”  di Napoli.

SANDRO PERTINI. (Alessandro, Giuseppe, Antonio)- (Via)
Nato a San Giovanni di Stella il 25 settembre 1896 e deceduto a Roma il 24 febbraio del 1990.
Politico di sinistra, partigiano e giornalista, è stato Presidente della Repubblica Italiana dal 9 luglio 1978 al 29 giugno del 1985. Viene spesso definito “Il Presidente più amato dagli italiani”. È stato anche Presidente della Camera dei Deputati dal 5 giugno 1968 al 4 luglio 1976. È stato combattente della  prima Guerra Mondiale e insignito della medaglia d’argento al valore militare nel 1917.

FRANCESCO COCCO-ORTU (Via)
Nato a Cagliari il 28 aprile del 1912 e deceduto a Cagliari il 16 gennaio del 1969.
Avvocato e politico italiano. E’ stato esponente del Partito Liberale Italiano e Deputato al Parlamento Italiano nella I^, IV^ e V^ legislatura. E’ stato relatore di molteplici progetti di legge. Oratore soprafino e valente Avvocato, era molto stimato in Sardegna a prescindere dal partito di appartenenza.

ANTONIO GRAMSCI (Antonio-Francesco-Sebastiano) (Via)
Nato ad Ales il 22 gennaio del 1891 e deceduto a Roma il 27 aprile del 1947.
Politico, filosofo, giornalista e critico letterario. Nel 1921 fu tra i fondatori del Partito Comunista Italiano, di cui fu anche Segretario dal 1924 al 1927, anche se nel 1926 fu arrestato dalle milizie Fasciste e rinchiuso nelle carceri di Turi. Vi rimase fino al 1934, quando uscì in libertà condizionata per essere ricoverato in clinica a causa della tubercolosi ossea che lo affliggeva da tempo e che l’avrebbe poi portato alla morte. Per la sua particolare avversione al Fascismo, fino all’arresto fu spesso esule in diverse parti del mondo. Ha lasciato numerose opere fra le quali “I quaderni dal carcere”, scritta quando era recluso a Turi. Per quanto concerne i rapporti della sua famiglia con Collinas, si precisa che Giuseppina Marcias, madre di Antonio Gramsci e consorte di Cicittu Gramsci, era cugina in primo grado del maestro Francesco Mancosu col quale intratteneva costanti rapporti.

PAPA GIOVANNI XXIII (Giuseppe Angelo Roncalli) (Via)
Nato a Sotto il Monte il 25 novembre del 1881 e deceduto a Roma in Vaticano il 3 giugno del 1963.
Ovunque conosciuto come il “Papa buono”, è stato il 261° Vescovo di Roma e Papa della Chiesa Cattolica. Successe a Papa Pio XII e fu eletto il 28 ottobre del 1958. Il suo più grande contributo alla Chiesa fu il “Concilio Vaticano II”, che venne annunciato nella Basilica di San Paolo  il 25 aprile del 1959. Nel 1963 fu insignito del “Premio Balzan” per il suo impegno in favore della pace, attraverso le due Encicliche “Mater et Magistra” del 1961 e “Pacem in Terris” del 1963.

SAN ROCCO (Via)
Nato a Montpellier fra il 1346/1350 e deceduto a Voghera fra il 1516 agosto del 1376/1379.
È Patrono di numerose città. Dal Medioevo è invocato come protettore del terribile flagello della peste. Figlio di una famiglia agiata, fino a venti anni aveva frequentato l’Università di Montpellier. Morti i genitori in giovane età, donò tutti i suoi averi ai poveri e intraprese il pellegrinaggio verso Roma.

SAN PIETRO (Simone detto Pietro) (Via)
Nato a Betsaida (Galilea) nel I secolo a, C, e deceduto a Roma nel 64/67 d. C.
Faceva il pescatore a Cafarnao. Fu uno dei dodici Apostoli di Gesù al quale fu affidata la Chiesa Cattolica. È stato il primo Papa della Chiesa Cattolica di Roma,

SAN SEBASTIANO (Via e Traversa)
Nato a Narbona (Francia) nel 256 d.C. e deceduto a Roma il 20 gennaio del 287/288 d.C.
È stato un militare romano e fu educato a Milano secondi i principi cristiani. Da adulto si recò a Roma, dove fu arruolato fra i militari alle dirette dipendenze dell’Imperatore e successivamente nominato Comandante della Prima Corte Pretoria di Roma.  Finì martirizzato nel 304, proprio per la sua fede cristiana, su ordine di Diocleziano. La sua Chiesa a Collinas è stata la prima Parrocchiale.

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