Attualità

Cordoglio a Pabillonis per la scomparsa di Lilli Collu rinomata ricercatrice di farmacologia dell’Università di Cagliari

Lilli Collu
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di Dario Frau
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In paese, alla notizia della scomparsa, a 67 anni, di Maria Collu, conosciuta però, con il nome di Lilli, non pochi, soprattutto persone non più giovanissime, hanno commentato con un certo dispiacere la sua improvvisa scomparsa.
Pochi sapevano della sua attività lavorativa come ricercatrice, rinomata e famosa, di neurofarmacologia dell’Università di Cagliari.
Una personalità di specifico rilievo nell’ambito della ricerca, amata e apprezzata da tanti nel mondo accademico per la sua alta professionalità e dotti umane. Anche se mancava da tanto tempo dal suo paese natio, il ricordo di Lilli è rimasto indelebile nella comunità.
Fin da piccola dimostrava, infatti, una specifica individualità che la contraddistingueva dagli altri.
A ricordarla sono le coetanee che l’avevano conosciuta a scuola, nelle elementari e nelle medie. «Era una compagna sempre ordinata, attenta e gentile con tutti e si distingueva soprattutto per la partecipazione attiva in classe, per l’impegno e il senso del dovere nelle attività scolastiche: era la prima della classe», ricorda Antonella Melis che a nome anche delle altre compagne di classe, nonostante siano passati tanti anni, alla notizia della sua scomparsa, hanno riportato alla memoria, non senza emozione, la sua figura unica e “speciale”. Poi Lilli era andata a vivere a Cagliari, insieme alla sorella Susanna (Susy) (diventata poi dirigente medico), a casa di una zia.

In paese però, tornava spesso, per vedere papà Flavio, funzionario della sezione comunale dell’Ufficio di Collocamento e la mamma Anna (Annetta).
Una famiglia molto conosciuta e stimata in paese, anche perché il lavoro del padre, come impiegato per il Lavoro, consentiva di instaurare un rapporto continuo e interattivo con la comunità.
Un ritorno significativo, di Lilli, in paese, era stato l’occasione della festa dei cinquant’anni, quando i nati della classe 1955, avevano festeggiato questa ricorrenza.
Lilli non era voluta mancare e rivedere così, dopo tanti anni, le compagne di un tempo.
Nel capoluogo aveva completato il percorso di studi: dalla maturità fino all’Università.
Dopo la laurea il suo curriculum professionale l’aveva portata a quello della ricerca, in cui sono richiesti studio, preparazione, sacrificio e tanta passione.
«Passione: è proprio questa parola che descrive la nostra amica Maria Collu, per tutti Lilli, ricercatrice di farmacologia. Un nome semplice, proprio come era lei, generosa, altruista e appassionata del suo lavoro di ricercatrice: lo è stato fino all’ultimo. Per lei non era un “semplice” lavoro: era vita, quotidianità. Un esempio per tante generazioni di studentesse, studenti, poi diventati stimati professionisti», ricordano i colleghi e le colleghe del Dipartimento di Scienze Biomediche e del CeSASt . Ma i segni indelebili di questa speciale personalità ricca di umanità, cordialità e apertura verso gli altri è rimasta impressa anche tra gli studenti che hanno vissuto momenti indimenticabili con la ricercatrice.

«Ho conosciuto Lilli nel 2001, quando per la prima volta ho varcato le porte dell’allora Dipartimento di Neuroscienze dove ho lavorato durante la tesi e la specializzazione. In seguito, anche durante il dottorato e come ricercatrice, avevo collaborato con lei per l’utilizzo dello stabulario, che gestiva. Io piccolina e con tanto da imparare, lei così sorridente e pronta ad accogliere tutti. Lilli era così, rumorosa ma quel rumore bello che fa la vita. Era una risata ad alta voce, era un “ciao” squillante che al mattino entrava prorompente dentro ogni laboratorio. Arrivava la mattina e faticava la sera ad andare via, perché aveva trasformato quel posto di lavoro in casa. Il suo ufficio era un “salotto” sicuro e un po’ disordinato, per una chiacchierata con un’amica, per un consiglio ma anche per una lamentela. Lilli non giudicava, ascoltava e se poteva aiutava. Il suo aiuto non è mancato neanche agli animali, per cui nutriva un rispetto e un amore sconfinato. Non solo per i suoi, ma anche per quelli che non avevano una casa. Col tempo ha costruito all’interno dei giardini della Cittadella universitaria di Monserrato, un piccolo rifugio per gatti, sua grande passione. Molti i motivi per ricordarla e continuare a sorridere per aver conosciuto una persona speciale, nobile d’animo, genuina e ricca di buoni sentimenti nei confronti dell’umanità intera», ricorda la dott.ssa Tiziana Melis di Pabillonis.
Anche Carlo Lisci, dottore di ricerca in medicina molecolare, che ha lavorato a fianco della ricercatrice scomparsa, per tanti anni, nel campo della ricerca scientifica universitaria, ha dei bellissimi ricordi e rammenta con commozione, la figura peculiare della dottoressa Collu.
«Ho avuto il privilegio di conoscere la dott.ssa Maria Collu, per tutti Lilli, nel 2012, al mio rientro dalla Svezia, ove ho lavorato in un centro di ricerca internazionale sulle patologie neurodegenerative. Lilli era la responsabile dell’area operativa della chirurgia sperimentale presso il Dipartimento di neuroscienze dell’università di Cagliari. Appena ci incontrammo per la prima volta fu subito come se ci conoscessimo da sempre, forse perché entrambi originari di Pabillonis. Ritrovarci in Dipartimento, a parlare dei nostri ricordi del paese, era un piacere, tra quelle mura dedicate esclusivamente alla ricerca scientifica. Una cosa in particolare che mi piaceva della dott.ssa Collu, nonostante la sua posizione, era la semplicità nello saper stare con tutti: dal rettore, con cui lavorava a stretto contatto, allo studente tirocinante. Questo suo essere così umile e piacevole, si univa alla sua giusta severità in quello che erano le regole estremamente serie da rispettare, specialmente quando doveva avviare i nuovi arrivati e spiegare come ci si deve muovere e comportare in un dipartimento di ricerca scientifica. Insomma aveva un corretto imprinting da scienziata, che si portava dietro da anni di ricerca passati in Canada, ove lavorò per anni, prima del suo rientro in Sardegna. A Lilli si deve anche la comunità felina della cittadella universitaria di Monserrato, ove per amore verso i gatti spendeva tanto tempo: dare una casa e un luogo in cui i gatti potessero vivere nei parchi della Cittadella, coccolati dalle migliaia di studenti che ogni giorno ruotano intorno alle aule e agli ambienti della grandissima struttura universitaria di Monserrato. Spero che un giorno venga riconosciuta ufficialmente come colonia, perché Lilli se lo merita veramente. La sua mancanza purtroppo si farà sentire, perché era una ricercatrice molto pratica nella quotidianità», rimarca con una nota di cordoglio dottore Lisci.

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