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LETTERA APERTA

Coronavirus, Agenzie di viaggi: “Ma a noi chi ci tutela?”

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di Michela Terzi

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 Peter Pan diceva che per volare bisogna avere pensieri felici.
E forse è davvero così. Un viaggio viene sempre associato a sorrisi, risate, relax, amici, posti e persone da conoscere, uno stacco dalla solita vita.
Tutte cose positive che in questi giorni di grande preoccupazione mancano. E allora anche i viaggi cadono vittima di paure e psicosi. Partenze annullate, weekend rimandati a chissà quando. Viaggiatori bloccati, voli cancellati, hotel vuoti. E com’è messo chi ha la responsabilità di quei viaggiatori e aveva prenotato per loro quel volo o quella stanza di hotel?
Male. Siamo messi male.
Com’è la questione vista dall’altra parte della scrivania, dall’altra parte del pc?
Eccola:
Stiamo ricevendo disdette e annullamenti che devono (giustamente) essere rimborsati, azzerando quindi il lavoro (e i guadagni) dei mesi precedenti.
Avevamo la fila in agenzia e la casella piena di mail di richieste per l’estate, che ora si sono dimezzate, riducendo drasticamente le speranze di guadagni futuri.
C’é chi ha paura perfino di uscire di casa, figuriamoci se prende un treno o un aereo o se pensa a dove andare in ferie nei prossimi mesi.
C’è chi aveva già prenotato, mancava solo la valigia da fare. “Ma se arrivo là e mi mettono in quarantena?” e paure simili, e quindi abbiamo lavorato sì, ma per disdire le prenotazioni e aprire i sinistri con le assicurazioni.
La situazione più grottesca poi la vive chi non ha paura e vuole partire per le tanto desiderate vacanze o per questioni importanti di lavoro, per andare a trovare un parente e… niente, sono i paesi di destinazione a non volerci. Mezzo mondo, le mete principali di questa fine inverno/primavera. Si annullano anche questi viaggi, che vengono rimborsati completamente. Com’è giusto che sia, perché il cliente va tutelato. Ma a noi chi ci tutela? Noi diciamo addio alle commissioni. Mesi di lavoro per niente.
Ci sono perfino colleghi che hanno già provveduto ai rimborsi ma di tasca propria intanto, e ora hanno difficoltà a ricevere a loro volta i rimborsi perché tanti fornitori (compagnia aeree, hotel, ecc) non collaborano.
Questi poi sono i mesi in cui la gente inizia ad avere voglia di estate, di mare, di relax, e si iniziano a prenotare le vacanze estive, dal villaggio tutto compreso, all’appartamentino con lo scooter per girare l’isola, al viaggio on the road alla scoperta di posti unici. Qualche cliente particolarmente ottimista prenota, ma non siamo di certo in linea con la media del periodo.
Non ci sono certezze, non ci sono garanzie. Quando finirà questa epidemia? Quando riapriranno le frontiere?
Questa psicosi, comprensibile fino ad un certo punto, di sicuro ingigantita a dismisura, ci ha messi in ginocchio, ci ha ancorati a terra. Non pretendiamo risposte che nessuno può avere, e non abbiamo la presunzione di sapere come andavano e andrebbe gestite queste emergenze. Ognuno faccia il proprio lavoro: politici, medici, giornalisti. Noi vogliamo fare il nostro. Ma per continuare a farlo abbiamo bisogno di una mano, abbiamo bisogno di misure che vadano oltre le zone rosse e oltre questi 2 mesi di picco. Ne stanno risentendo tutte le agenzie d’italia. E il nostro è un lavoro che si svolge sul medio e lungo termine, oggi per i prossimi mesi. Ma questi prossimi mesi come saranno se l’oggi è così catastrofico? È un settore già oberato da normative e procedure machiavelliche, da tassazioni folli che ci permettono di stare a galla e nulla più. Ma chi fa questo mestiere lo sa che si fa per passione, non per guadagno. Ma ora siamo arrivati al punto che ci tocca chiedere un aiuto concreto.
Oggi, lunedì 2 marzo, siamo in piazza a Roma per chiedere di guardare anche dalla nostra parte della scrivania.
Facciamo un lavoro bellissimo, parliamo ogni giorno di città e spiagge e culture da scoprire. Abbiamo resistito a terremoti, inondazioni, eruzioni, tsunami, scioperi, fallimenti, internet e concorrenze sleali. Siamo professionisti che hanno studiato e ci mettono la faccia, non un semplice numero di call center da chiamare. Stiamo perdendo il sonno dalla preoccupazione e per dare assistenza ai viaggiatori, nonostante i fusi orari.
Ma ci siamo.
Vogliamo continuare a raccontarvi quant’è bello il mondo e vedervi poi felici in una foto scattata in quella città lontana. Vogliamo continuare a farvi innamorare di un tramonto in quella spiaggia paradisiaca. Vogliamo continuare a farvi appassionare a culture, sapori e usanze diverse ma bellissime.
Vogliamo continuare a viaggiare e a vivere.
Vogliamo tornare ad avere pensieri felici per finalmente tornare a volare.
Siate con noi, sosteneteci.

RIPRODUZIONE RISERVATA
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