Attualità Collinas

Da albergo diffuso a ospizio diffuso

Condividici...

Poco tempo fa, quando soffiava impetuoso il vento del possibile sviluppo turistico del territorio, che minacciava di travolgere e stravolgere le consolidate consuetudini di un popolo notoriamente poco propenso alle radicali innovazioni, con la prospettiva di un benessere tanto auspicato quanto insperato, si parlava con insistenza di “Albergo Diffuso”, ossia di quella capillare struttura ricettiva d’iniziativa famigliare che, da una parte, avrebbe dovuto integrare l’attività delle grandi strutture presenti o da realizzare e, dall’altra, avrebbe dovuto offrire al turista un’ospitalità tesa a valorizzare le risorse e le tradizioni locali.

Purtroppo, svanito il grande sogno turistico, il paese si trova a dover gestire una situazione abbastanza critica, per via del progressivo innalzamento dell’età media della popolazione residente, quale effetto della fuga dei giovani in cerca di un qualsiasi posto di lavoro.

Tale situazione ha proposto in tutta la sua preoccupante dimensione, il grave problema dell’assistenza agli anziani che, rispetto al passato, non può più contare unicamente sul supporto della famiglia, ma ha bisogno dell’indispensabile apporto da parte della società. Non esistono più le famiglie numerose del passato nelle quali, uno o due membri, si assumevano l’onere dell’assistenza dei propri cari! Oggi, la maggior parte degli anziani si trova a vivere da sola, peraltro all’interno di una comunità sempre più priva dei necessari servizi, conseguenza inevitabile dello spopolamento imposto dalla crisi.

Panoramica di Collinas 1930

Per ovviare a tali mancanze e venire incontro alle esigenze degli anziani furono realizzate, in passato, le necessarie strutture, da alcuni definite “Residenze per Anziani”, da altri “Case di Riposo”, da altri ancora “Ospizi”, dove l’anziano avrebbe trovato la necessaria assistenza e acquistato la dovuta serenità, in un ambiente non più familiare ma similare, poiché costituito da individui che, avendo vissuto le stesse epoche, erano in grado di dialogare fra loro, poiché capaci di comprendersi e farsi a loro volta capire. Tale soluzione, purtroppo, imponeva l’abbandono della propria casa e dei propri affetti famigliari, e molto spesso del proprio paese. Per questi motivi, le recenti decisioni politiche hanno determinato una svolta importante, preferendo per l’anziano di una forma di assistenza domiciliare, onde impedire il distacco dello stesso dai propri ambienti e dai propri affetti. Tale strategia ha dato origine a una serie d’iniziative che hanno portato, con rispetto parlando, a una forma di “Ospizio Diffuso”, che vede l’anziano assistito nel proprio domicilio da assistenti volontari che, spesso con la necessaria professionalità ma sempre con la massima gentilezza e la dovuta cordialità, si prodigano per alleviare le loro sofferenze e soddisfare i loro bisogni.

Tale attività, che negli ultimi tempi si è sviluppata in modo considerevole, vede impegnate soprattutto le donne: giovani, mogli e madri di famiglia, che dall’attività stessa, peraltro, ritraggono quel reddito necessario a far quadrare il bilancio famigliare messo a dura prova dalla perdurante crisi. Tutto ciò, però, non può esimerci dal fare alcune considerazioni, che devono essere intese come suggerimenti costruttivi e non come critiche particolari:

  1. a) gli anziani, specialmente quelli che vivono da soli, hanno bisogno dell’assistenza specifica ogniqualvolta se ne verifica l’esigenza e non a orari prestabiliti, come l’attuale consuetudine;
  2. b) gli anziani hanno spesso bisogno dell’assistenza prestata da specifiche professionalità, spesso non possedute da coloro che comunque, con amore, li accudiscono quotidianamente;
  3. c) gli anziani riescono ad avvalersi dell’assistenza di cui necessitano, spesso dopo un lungo lavorio di ricerca e di contrattazione con le persone disposte a farlo.

Per questi motivi, proprio perché l’attività di che trattasi ha avuto e continua ad avere uno sviluppo impensabile, al punto che può considerarsi come una delle principali fonti occupazionali del paese, parrebbe indispensabile provvedere, quanto prima, alla centralizzazione dell’attività, creando una struttura organizzativa capace di coordinare l’attività degli assistenti, onde garantire una copertura totale dei tempi d’intervento, garantendo anche l’emergenza nell’arco delle ventiquattro ore. Tale struttura, sotto il vigile controllo dei servizi sociali del comune, dovrebbe essere in grado di affidare ogni singolo intervento, alla professionalità che meglio si addice alle particolari necessità dell’assistito. In questo modo potrebbero essere garantiti all’anziano tutti i supporti di cui ha bisogno all’interno delle mura famigliari, con la tempestività che avrebbe garantita in qualità di ospite presso una “Residenza per Anziani”. Il successo di tale organizzazione, potrebbe creare la premessa per un successivo sviluppo dell’iniziativa, realizzabile offrendo a quanti intendessero abbandonare il caos delle città, la possibilità di trascorrere la propria vecchiaia in un ambiente salubre e sereno, con la certezza di contare su un’assidua assistenza. Ciò, ovviamente, attraverso la ristrutturazione delle tante case disabitate presenti nel centro storico e non solo.

Tutto ciò senza nulla togliere a quella che è l’altra corrente di pensiero circa l’assistenza agli anziani: la “Casa di Riposo”.  Condizione indispensabile è rappresentata dall’assoluta esigenza che la stessa si trovi nello stesso comune di residenza, onde evitare di sommare al disagio derivante dal distacco dalla propria casa e dai propri affetti, anche quello conseguente all’abbandono delle realtà e degli scenari che hanno caratterizzato la propria vita.

Collinas panorama

Pur riconoscendo all’assistenza domiciliare la validità che merita, non si può scartare a priori anche la seconda opportunità sopraccitata, poiché capace di soddisfare una particolare esigenza degli anziani soli, finora non sufficientemente valutata: ”La solitudine”.

Queste persone, singole o ancora in coppia, pur essendo in qualche modo ancora autosufficienti e quindi non bisognose di particolari assistenze, vedrebbero di buon grado la possibilità di trascorrere, quando il fisico dovesse ancora rispondere, l’intera giornata o anche la sola mattinata nella propria casa o presso i propri figli o parenti, salvo poi rientrare nella “Residenza” per la sera o per la notte, ben sapendo di trovarvi quello di cui hanno bisogno: “La compagnia”. I detrattori delle ”Case di Riposo” sono soliti attribuire la loro contrarietà all’alto costo e alla complessità di gestione delle strutture. Forse, un sereno raffronto fra i citati sistemi, consentirebbe di evidenziare che gli oneri, pubblici e privati, farebbero propendere verso le “Case di Riposo”, senza trascurare che le persone che tanto amorevolmente assistono a domicilio gli anziani, inserite in siffatta struttura, si troverebbero a operare con la dovuta copertura e con una maggiore serenità, a totale beneficio degli assistiti stessi.

Ai giovani sui quali, com’è giusto che sia, ricade il gravoso onere di amministrare e gestire una comunità sempre più anziana, spetta l’ingrato compito di individuare le reali esigenze delle persone e adottare, di conseguenza, tutte le misure necessarie per rendere loro più agevole e sereno il percorso dell’ultimo segmento di vita, doveroso riconoscimento per il lavoro svolto all’interno della società e per il grande patrimonio di esperienza che hanno tramandato alle giovani generazioni.

Francesco Diana

Condividici...

CLICCA sotto PER LEGGERE GLI ANNUNCI

CLICCA sotto PER LEGGERE

Argomenti

Bonus Docenti

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy