Attualità LETTERA APERTA Villacidro

Diffida dalla prosecuzione della sospensione del servizio per la casa dell’anziano

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A seguito della determinazione n.432/2018 del Responsabile del Servizio Socio Sanitario, Roberto Spanu, di sospensione dell’autorizzazione al funzionamento della struttura denominata Comunità Alloggio per anziani comunale sita in Via Repubblica, con decorrenza 1 febbraio 2019;

Considerata la gravità del provvedimento le cui conseguenze certe per ora sono: la chiusura della struttura per un tempo non determinabile e finanche la possibilità di una chiusura definitiva, il trasferimento degli ospiti presso altre sedi fuori dal territorio villacidrese e il licenziamento di tutti gli operatori;

Considerata l’estrema importanza della struttura,

– l’unico servizio pubblico per anziani presente a Villacidro, capace di offrire un servizio encomiabile, riconosciuto dalla comunità tutta sia per la capacità di porre effettivamente i suoi ospiti al centro della vita comunitaria, grazie alla pregevole posizione della struttura al centro del paese, che permette visite quotidiane di parenti, adulti, bambine e bambini delle scuole, consente alle associazioni di svolgere attività di volontariato, operando nell’ambito della stessa struttura, sia per la possibilità per gli anziani autosufficienti di vivere “fuori” dalla struttura e, proprio grazie alla sua dislocazione, realmente dentro la comunità villacidrese, passeggiando per le strade del paese e frequentando i luoghi di ritrovo, continuando perciò a vivere una vita dignitosa nell’ambito sociale della comunità;

– la sua funzione di accoglienza di volontari SVE, studenti ERASMUS e tirocinanti per i quali sono riservate alcune aree dell’edificio corredate di camere e cucina;

– le oltre 2.000 firme raccolte in pochi giorni tra i cittadini villacidresi, contro la sua chiusura e la sospensione del servizio.

Considerate tutte le comunicazioni di richiesta di interventi inviate dalla Cooperativa all’UfficioTecnico e al Responsabile dei Servizi Sociali, risalenti almeno al novembre 2015 susseguite nei mesi successivi, arrivando ad almeno 17 comunicazioni a cui non ci risulta sia mai stata fornita risposta;

Considerata la relazione del Responsabile dell’Ufficio tecnico, Severino Porcedda, con la quale lo stesso si limita ad esprimere un parere non vincolante – così come anche riferito dalla Sindaca durante la seduta consiliare del 27 Dicembre c.m. – che imporrebbe i necessari e dovuti approfondimenti del caso, non appare affatto chiaro se davvero vi siano le condizioni per determinare la chiusura della struttura.

Ravvisandosi nella condotta dell’amministrazione gravi inadempimenti per non essere intervenuti, nei tempi e nei modi corretti, al fine di garantire la completa funzionalità della struttura tale da evitare la decretazione della sua chiusura, la quale, paradossalmente, sta ora avvenendo a opera degli stessi responsabili che invece ne avrebbero dovuto garantirne la continuità in vita.

Viste le dichiarazioni fornite durante il Consiglio Comunale del 27 dicembre scorso dalla Sindaca, dell’Assessora ai Servizi Sociali, e di altri componenti della maggioranza sulla volontà di valutare diverse opzioni per il mantenimento in funzione della Comunità Alloggio di Villacidro procedendo per lavori per lotti senza il trasferimento degli anziani;

Vista la determinazione n.432/2018 del Responsabile del Servizio Socio Sanitario, in totale contrasto con quanto stabilito in sede di Consiglio Comunale;

Vista la legge 6/2004 art. 3 “ modifica art. 408 del Codice Civile) sulla nomina degli amministratori di sostegno che per alcuni ospiti che renderebbe incompatibile la figura dell’amministratore di sostegno con l’assessore competente; in quanto, riferisce testualmente la suddetta legge, “Non possono ricoprire le funzioni di amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura o in carico il beneficiario” e in quanto, in questa vicenda, è palese la totale incapacità dell’assessora di gestire la tutela nell’interesse degli anziani, vista la sua ammissione durante la stessa seduta consiliare del 27 dicembre di non aver neanche mai letto le ripetute comunicazioni di richiesta di interventi per la struttura inviate dalla Cooperativa agli Uffici preposti, compreso quello di sua stretta competenza.

Poiché il trasferimento presso altra struttura, a diversi chilometri di distanza dal Villacidro che, così come riferito dall’assessora Daniela Deidda durante lo stesso consiglio del 27 dicembre dopo ripetuti inviti a rivelarne i dettagli, corrisponderebbe alla casa di cura privata di proprietà della famiglia Randazzo a Vallermosa, avrebbe pesanti ripercussioni di natura psicofisica degli ospiti, costretti ad alloggiare in un paese diverso dal loro e in un edificio dalle diverse caratteristiche rispetto alla struttura di Villacidro e addirittura in un piano sopraelevato;

Poiché il trasferimento presso altra struttura costringerebbe le famiglie degli ospiti a lunghe e faticose trasferte, con l’impossibilità di garantire continuità di presenza alla luce della distanza e dell’assenza di mezzi di trasporto pubblico con frequenza tali da permettere spostamenti nell’arco di tutta la giornata e durante i giorni festivi;

Poiché agli stessi familiari è stata chiesta un’anticipazione delle spese da rimborsare successivamente, comportando con ciò un pesante aggravio sulle loro economie spesso già precarie;

Poiché il trasferimento presso altra struttura, così come stabilito dalla legge, non può avvenire senza autorizzazione del giudice tutelare;

Considerata la fragilità degli ospiti, oggi sotto choc psicologico per la comunicazione avvenuta in maniera fredda e repentina di trasferimento in altra struttura;

Considerata la possibilità di realizzare i lavori per lotti, così come testimoniato da numerosi interventi simili su altre strutture nel territorio isolano, italiano e internazionale, ciò senza sconvolgere la vita degli ospiti, ed evitando il licenziamento delle/dei 18 operatrici/operatori oggi lì impiegati;

Chiediamo, stante la presunta condizione di inagibilità della struttura, come sia stato possibile rilasciare il Duvri per indire la gara d’appalto di nuova gestione del servizio in data 27 luglio 2018, non essendo materialmente possibile, nel giro di pochi mesi, per alcuna struttura, salvo eventi straordinari di cui non abbiamo notizia, passare da una condizione di perfetta sicurezza ad una di totale inagibilità;

Comunichiamo la nostra intenzione:

1 – a valutare azioni legali, inclusa l’ipotesi di sequestro di persona se si procederà al trasferimento senza consenso libero e informato da parte dei diretti interessati, delle loro famiglie e dei Giudici Tutelari, se volete proseguire nella vostra azione; ciò anche alla luce delle pressioni discutibili e indebite sui familiari e sugli stessi ospiti, verso i quali, stante la loro condizione di debolezza, è facile abusare della propria posizione, in ispecie con chiamate a colloquio effettuate singolarmente, utilizzando argomentazioni sulla sicurezza dei locali capaci di intimidire, pretestuose e quantomeno discutibili e dubbie oltreché in assenza di controparte.

2 – di chiedere l’intervento del giudice tutelare affinché con memorie specifiche su ciascuna posizione, chiedendo al tribunale di esprimersi sulla possibile violazione dei diritti dei tutelati, se esistano quindi le reali condizioni per il trasferimento degli ospiti presso altra struttura, e se la struttura di destinazione abbia tutti i requisiti per garantire le migliori condizioni per gli ospiti;

Pertanto, alla luce di quanto esposto, si diffida Codesta amministrazione dal procedere con l’iter intrapreso, intimando con urgenza:

1 – la revoca di tutti gli atti in essere di sospensione del servizio;

2 – la sospensione di tutte le procedure di trasferimento degli ospiti, sui quali è nostro intendimento chiedere l’apertura di apposito fascicolo presso le autorità giudiziarie preposte;

3 – di procedere nella gara per l’affidamento del servizio, evitando l’interruzione o l’individuazione dei fondi con estrema urgenza per prorogare la gestione alla cooperativa in essere, nelle more di aggiudicazione della nuova gara;

4 – di attivarsi per individuare immediatamente le somme necessarie ad avviare le prime urgenti manutenzioni della struttura, senza spostare gli ospiti e operando per lotti;

5 – di garantire il mantenimento del servizio al fine di scongiurare il rischio di perdere le risorse finanziarie di cui ai fondi del PLUS perché diretti a strutture in funzione e non chiuse.

Il Comitato per la tutela della Comunità Alloggio Anziani di Villacidro

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