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Domani le associazioni del comitato “Difendiamo il microcitemico” manifesteranno davanti al consiglio regionale

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La manifestazione, del tutto pacifica e rispettosa delle regole Anticovid-19, è convocata per protestare contro lo scorporo del Microcitemico dall’AOB, a cui era stato accorpato faticosamente appena cinque anni fa, con la conseguente destrutturazione del Dipartimento Pediatrico, l’unica realtà della Sardegna capace di dare risposte assistenziali appropriate ai bisogni di salute complessi di bambini e adolescenti, sia per le patologie acute che croniche.

Le associazioni dei pazienti ritengono «grave che la giunta e il consiglio, in un tempo di pandemia mondiale che mostra proprio in queste settimane una grave recrudescenza, lascino pazienti e cittadini alla mercé di una riforma fumosa, senza obiettivi definiti e condivisi con pazienti, operatori e i sindaci dell’Isola».

L’articolo 18 della nuova legge sanitaria assegna il Microcitemico, “l’ospedale dei sardi”, come lo chiamava professor Cao, a una sigla vuota, la nuova Asl 8, inesistente e senza alcun progetto ragionato e definito. L’intento di ridimensionare, di trasferire servizi e reparti è del tutto deleterio per la serenità di pazienti, delle loro famiglie e degli operatori.

«In modo insensato», sostiene il comitato, «si disarticolano i percorsi assistenziali e formativi già costituiti, aumentando le difficoltà organizzative e logistiche, separando organizzativamente le realtà assistenziale da unità operative che sono fondamentali per la gestione specialistica delle diverse patologie. Lo stesso problema riguarda i servizi, le visite specialistiche e i protocolli diagnostico-terapeutici istituiti dentro l’AOB».

«Soprattutto»,  conclude il comitato, «non è uno scorporo fatto per dare cure maggiori e migliori, per offrire innovazione e ricerca. Assistiamo con molta apprensione a scelte che non hanno alcuna considerazione dei cittadini, soprattutto di quelli più fragili. Mancano medici, mancano infermieri e oss, si ridimensionano, si spostano o addirittura si cancellano interi reparti senza una ragionevole spiegazione e senza garantire e tutelare il diritto alla salute di tutti i sardi. Questo non è tollerabile»

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