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Elezioni regionali, per la Massoneria si litiga nel centrodestra

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«La cupa ombra della Massoneria sul futuro della Sardegna». Così esordisce in un post pubblicato sul suo profilo Facebook Mario Guerrini, indimenticato inviato della Rai oggi in pensione, scrittore, senza però mai abbandonare la passione civica e la sua proverbiale verve critica e lo spirito per l’esclusiva.  «Il candidato alla presidenza delle prossime elezioni di febbraio (per il centrodestra, ndc.) è Christian Solinas, segretario del Partito Sardo d’Azione (vale il 3 per cento), alleato della Lega, senatore e anche vice presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Ma»,  attacca Guerrini, «soprattutto, come ho rivelato ieri nel mio Osservatorio 149 è massone. Come il neo eletto presidente del suo partito, il giornalista Antonio Moro, dipendente del Consiglio Regionale della Sardegna. Ma non basta. L’imprimatur per la designazione di Solinas alla Presidenza della Sardegna è stato dato, in pieno congresso sardista, da un altro massone, il forzista Cappellacci, ex presidente dell’isola e coordinatore regionale degli azzurri. In definitiva, tutti massoni. L’epidemia è contagiosa. Anche il vice coordinatore della Lega in Sardegna, Nurra, è massone. L’elenco è lungo. Emerge un filo nero massonico che sta pesantemente mettendo le mani sulla Sardegna. La coalizione degli affari è pronta». Il post non è passato inosservato e immediatamente il coordinatore di Fi Ugo Cappellacci chiamato in causa ha immediatamente replicato invitandolo e diffidandolo a «cancellare il suo post con il quale mi qualifica come Massone. Le preciso anche che in caso contrario non esiterò a sporgere querela».

Mario Guerrini
Ugo Cappellacci
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