RUBRICA. PSICOLOGA

Emozioni e autenticità

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È diffusa ai nostri giorni l’informazione (condivisa anche dall’O.M.S. ) che le persone che hanno difficoltà ad essere se stessi, non educate ad essere autentiche nel comunicare agli altri le proprie emozioni, non abituate a lottare per realizzare i propri bisogni (affrontando gli inevitabili stress che ciò comporta), senza esercitare e utilizzare la loro intelligenza emotiva, sono più esposte a contrarre nel proprio ciclo di vita, molteplici tipi di problemi di salute. Ma cosa significa essere autentici? Significa accettare un percorso di riconoscimento delle proprie emozioni, elaborarle, regolarle e gestirle in modo maturo e coerente al contesto sociale dove si abita e consone alla situazione del qui e ora. Le persone autentiche hanno spesso alte competenze funzionali, ovvero non indossano nessuna maschera frustrante nelle relazioni quotidiane che impedisca loro di esprimere la propria natura, le proprie aspirazioni, le proprie passioni; nessun giudizio esterno intacca l’autostima e l’assertività degli autentici che non si vedono assolutamente limitati da convenzioni e/o conformismi. Nei dizionari “autentico” indica il rapporto reale tra un prodotto e chi l’ha creato, metaforicamente il comportamento degli autentici garantisce che il loro stare bene nella propria pelle non equivale a lussuriose vite vissute senza rispetto altrui, ma lo indicano come il prodotto finale di un percorso di accettazione e accompagnamento delle emozioni verso obiettivi programmati su basi reali, idee perseguite tenendo conto di personali pregi e di reali limiti, di regole sociali e convivenza civile.

Le persone autentiche a differenza di quanto succedeva in passato vengono maggiormente accettate ora, non vengono isolate o combattute, vengono ascoltate, seguite, comprese, aiutate. Pensiamo ad esempio alla differente accettazione sociale di stati civili alternativi al tradizionale matrimonio di oggi nel 2019, in confronto all’accettazione e il sostegno 20/30 anni fa. L’attuale diffondersi delle famiglie non tradizionali odierne non deve trarre in inganno, non significa che oggi non si ama più e nel passato si, confondendo l’amore con lo stare insieme finchè morte non li separasse. Ci si separava magari silenziosamente in casa con scuse socialmente accettate per non affrontare le difficoltà della libertà, dell’emancipazione da ruoli prestabiliti e destini segnati; una libertà allora oggettivamente più limitata di oggi, specie per le donne. Ecco quindi che l’autenticità diventa il motore della crescita personale degli individui e conseguentemente di tutto un territorio, un’era storica e sociale. Accettare che esistano realtà differenti dalla nostra ci spinge a crescere e ad accettarle se non addirittura a imitarle. 

Una delle tecniche di mediazione per evitare i conflitti delle persone autentiche è ad esempio l’ironia che permette di sdrammatizzare provocazioni più o meno velate e di incanalarle verso canali immediati e ironici che suscitino un sorriso evitando contrasti aggressivi fisici e/o verbali, distendendo gli animi.

Concludiamo con una considerazione spesso addotta dai promotori dell’autenticità: è vero che essere autentici con le proprie emozioni può essere recepito diversamente dagli altri che ci circondano e la possibilità di deludere gli altri per perseguire i nostri sogni è un rischio ( quasi una certezza) che dovremmo accettare il prima possibile, saremo noi però a decidere se scegliere di puntare dritti verso i nostri obiettivi o limitarci per non deludere nessuno, accettando continui compromessi.

Dott.ssa Alice Bandino

psicologa, psiconcologa

www.psygoalicebandino.it

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