RUBRICA. PSICOLOGA

Emozioni e buon senso

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di Alice Bandino*

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Parte seconda

Alice Bandino

Avevamo già una volta affrontato l’atteggiamento comunemente definito “buon senso”, per indagare l’atteggiamento contrario, ovvero l’assenza dello stesso. Nello specifico riferendoci all’insofferenza derivata dall’esperienza del lockdown, ovvero quel protocollo di emergenza e confinamento adottato a livello mondiale per limitare quanto più possibile il contagio da Coronavirus, ci si interrogava sulle motivazioni che spingono una minima parte di popolazione mondiale a ignorare intenzionalmente le norme sanitarie anti- contagio e a ostentare indifferenza o superiorità culturale sui Social verso qualsiasi parere logico e scientificamente oggettivo, anche nei confronti degli addetti ai lavori; è in assenza appunto di buon senso e responsabilità che trovano terreno fertile i cosiddetti “tuttologi del web”, con alle spalle tutt’altri studi accademici e spesso senza nessuna area di competenza o studio che sorregga le loro tesi complottiste.

Ad oggi, in questa calda fine estate, ci ritroviamo a fare i conti con le conseguenze di questi atteggiamenti superficiali, anti-sociali e pericolosamente manipolabili a livello politico per cavalcare il malcontento fisiologico in tempo di pandemia. Siamo infatti ancora pericolosamente invischiati, non abbiamo ancora raggiunto la Fase 3, quella del vaccino testato e distribuito. Siamo nuovamente a rischio, mentre scriviamo (fine Agosto), ci stiamo chiedendo se avverrà un nuovo isolamento, se avverrà a zone per indice di contagio o a tappeto su tutto il territorio nazionale e rispunta il paradigma “del buon senso”, ovvero i contagi sarebbero risaliti proprio per l’incuria delle regole, non tutti quelli che hanno infranto le regole di prevenzione son positivi al virus, ma tutti quelli che son stati contagiati son la conseguenza dell’averle infrante direttamente o indirettamente. Orgoglio, rabbia, paura, disgusto e sorpresa son le emozioni che osserviamo maggiormente nelle personalità di cui sopra: abbiamo visto sia a Marzo che ad Aprile, persone multate per aver proseguito ad organizzare assembramenti nonostante i divieti, persone in atteggiamenti conviviali assembrati addirittura sopra i tetti, non solo in assenza di dispositivi sanitari idonei, ma in totale assenza di buon senso. Come spiegato più volte dalla comunità professionale psicologica e sociologica, non sempre una crisi rende migliori gli individui; se la motivazione alla collaborazione non è abbastanza forte, se non si condividono le soluzioni adottate dall’alto perché non si comprende l’impossibilità di accontentare tutte le categorie di cittadini, se non si ha un radicato spirito di solidarietà, empatia, unità, umanità, tolleranza e rispetto, l’individuo tenderà ad opporsi all’accettazione del cambiamento. Emblematici quei post facilmente reperibili sui Social coi quali ciclicamente ci si oppone al Sistema “Mi oppongo all’utilizzo delle mie foto, dei miei dati…” o i più moderni “al 5G in qualsiasi salsa…alla misurazione della temperatura…alla vaccinazione obbligatoria…al sequestro da parte della scuola d* mi* figli se avrà più di 37,5 di febbre… (?!?!), ecc. ecc*…” Solitamente a quest’ultima frangia appartiene chi non ha mai avuto il buon senso di preservare in casa il proprio figlio con sintomi influenzali: le mamme pioniere dell’effetto domino che ogni anno causa contagi di qualsiasi tipo di “virus”tra gli scolari, soprattutto nelle scuole dell’infanzia e primaria, e che dopo questo sfogo di dissenso su Fb dovrebbero spiegarci meglio perché si ostinano a mandare i loro figli a scuola con la febbre e il naso congestionato… sempre a proposito di buon senso. L’utilizzo della mascherina è stato dapprima tollerato poiché limitato nelle poche uscite permesse durante la quarantena, più difficile utilizzarla con le temperature estive, spesso in luoghi dove occorrerebbe per tutelare tutti i soggetti; impensabile ai più, l’ipotesi che diventi un accessorio indispensabile, nonostante pare sarà l’unica arma che avranno i nostri studenti/docenti/personale contro i contagi per il prossimo anno scolastico. Si sbeffeggiano le disposizioni del Governo come la chiusura delle discoteche e la tutela nelle fasce orarie serali/notturne, ironizzando sulle abitudini del Virus, organizzando per protesta Rave e Party vari senza controlli, mentre il personale sanitario prova a recuperare gli interventi rimandati durante l’emergenza e ora diventati indispensabili per la salute di tanti pazienti che per questi ritardi rischiano di perdere la vita. Se arrivasse una seconda ondata intensa di contagi con gli stessi numeri della primavera scorsa, potrebbe rendersi necessario un altro confinamento, che metterebbe in ginocchio l’economia e tutto il sistema sociale (e psicologico) nazionale. Il buon senso comune ha fallito da Maggio a oggi, ora la riapertura delle scuole ne richiederà tanto altro; occorre un ulteriore sforzo che ci riallinei tutti sullo stesso fronte: l’utilizzo dell’app Immuni, dispositivi di prevenzione ben indossati, distanziamento sociale e fiducia nelle Istituzioni potrebbe ancora evitarci un nuovo lockdown e quindi la chiusura totale di scuole e attività non essenziali.

*psicologa

www.psygoalicebandino.it

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