RUBRICA. PSICOLOGA

Emozioni e cuore

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di Alice Bandino*

Alice Bandino

In uno studio condotto nel 1976, lo psicologo e antropologo americano Michael Maccoby indagò su un campione di 250 dirigenti aziendali, il loro atteggiamento nel dirigere, il loro rapporto con l’empatia (argomenti indagati gia’ allora in America ), se vi fossero emozioni che un leader non dovrebbe condividere e altre prassi legate alle emozioni. Emerse tra gli altri dati, che era comune la paura che per il bene dell’Azienda fosse meglio adottare una linea dirigenziale coercitiva o comunque di tipo piramidale tendente all’anaffettività più razionale, come se le emozioni appartenessero a uno dei due organi completamente separati. Anni dopo, sempre negli U.S.A. le ricerche di Daniel Goleman iniziarono a far riscontrare effetti positivi a livello di produzione aziendale e di benessere percepito dal personale. nelle aziende dove prima i dirigenti e poi i dipendenti (successivamente dirigenti e dipendenti) avevano partecipato a corsi di educazione emotiva e di psicologia.
Ciò che distingue dei veri leader da leader meno incisivi, è il loro rapporto con le persone, dai dipendenti ai clienti, quindi la comunicazione e le emozioni, con la loro gestione corretta devono essere inquadrate in un’ottica interpersonale oltre che intrapersonale: l’aver riservato (anche in Italia) l’alfabetizzazione emotiva solo in alcuni corsi universitari di psicologia, ha escluso una bella fetta di facoltà di futuri dirigenti, tra cui futuri dirigenti di Istituzioni importanti come la Sanità, la Scuola o la P.A.
Fino a poco tempo fa le emozioni venivano viste come un taboo, un qualcosa di personale da condividere il meno possibile: la psicologia veniva relegata nelle facoltà umanistiche, ma guardata con sospetto se sconfinava in altre aree di studio, come la psicopatologia o la psicopedagogia, la psicologia sociale e quella di comunità, così distante dal ruolo di psicologo del passato; tra studenti addirittura ironicamente definita scienza dell’aria fritta, per poi essere scientificamente rivalutata ai giorni nostri per importanza e incisività in vari aspetti del comportamento e del benessere generale del regno animale, tanto da diventare professione sanitaria. In gergo psicologico quel popolare “mettici il cuore” è rappresentato proprio dalle modalità di condivisione delle emozioni, dalla gestione della rabbia e delle altre emozioni negative, promuovendo occasioni di socializzazione che rafforzassero i rapporti umani all’interno di Aziende, Enti e Istituzioni di vario tipo. Smontare una qualsiasi teoria negativa su noi stessi o sull’ambiente, promuovendo confronti e non conflitti, aiuta a ripristinare anche i valori fisiologici come quelli pressori o cardiocircolatori di chi è coinvolto: coltivare rapporti sani piuttosto che conflittuali o gerarchici, accettare le proprie emozioni e quelle altrui rispettando l’umanità indipendentemente dai ruoli, questi son i punti di forza che ora sottendono i programmi di psicologia ambientale e del lavoro applicati al benessere globale del cittadino. Le emozioni pro sociali son quelle che ci spingono a tendere la mano e ad empatizzare con cuore e mente aperti, fissando un obiettivo comune, senza soprusi e individualismi, così come oggi è basilare conoscere e valutare le emozioni che viviamo per rapportarci al prossimo con un’adeguata maturità emotiva, qualsiasi sia il nostro ruolo nella società dove agiamo.

*psicologa e psiconcologa
www.psygoalicebandino.it

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