RUBRICA. PSICOLOGA

Emozioni e fortuna

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Sempre in questa rubrica avevamo detto che parlare di “sfortuna” non rientra nella letteratura della Psicologia delle Emozioni, disciplina della psicologia che si occupa della promozione, dello sviluppo e dell’applicazione dell’Intelligenza Emotiva, contrapponendo alla sfortuna la parola resilienza, per indicare che spesso le persone “fortunate”non sono altro che persone tenaci e forti emotivamente che hanno rincorso obiettivi credendoci e che in aggiunta magari si sono trovati in situazioni giuste al momento giusto e, sebbene spesso si definisca una persona “fortunata” come scialba o destinataria di un dono esterno di privilegio immeritato  non altrimenti realizzabile per doti personali, in realtà ognuna di queste persone ha rincorso coi propri mezzi uno stile di vita che l’ha poi portato a ottenere quei risultati.

La fortuna non è quindi una componente strettamente personale ma più un “dono materiale”, una scala per la felicità, una situazione  che suscita ambivalenza negli altri, ora ammirazione ora invidia. La psicologia positiva ci prospetta però un cambiamento di prospettiva interessante: Richard Wiseman professore di psicologia della University of Hertfordshire in Inghilterra  ha intervistato e analizzato i dati raccolti di migliaia dei cosiddetti “nati con la camicia” per capire se esistesse il gene della fortuna o se più semplicemente i fortunati avessero un comportamento in comune che li rendesse tali. Dai risultati delle sue ricerche il professor Wiseman ha tratto il best seller “Fattore Fortuna” in cui dimostra come la fortuna sia soltanto una questione di come ci si approccia alla vita di tutti i giorni; il professor Wiseman ha infatti scoperto che sono 4 gli atteggiamenti che accomunerebbero i cosiddetti baciati dalla fortuna, atteggiamenti che, se seguiti, renderebbero le persone più fortunate (e felici). Essere ottimisti, cercare il lato positivo delle situazioni anche quando pare non essercene, dare ascolto alle emozioni viscerali, porsi obiettivi: estroversione, intraprendenza, audacia, i creatività, pro attività, gestione delle emozioni, passione, socializzazione, perseveranza e coerenza sono costrutti emotivi comuni tra gli intervistati. Cogliamo dunque l’occasione del Nuovo Anno per annoverare tra gli obiettivi 2019 una rinascita emotiva che ci renda immuni a banalità legate a ciò che non ci appartiene, che ci dia la consapevolezza che siamo noi con le nostre scelte a determinare le occasioni della nostra vita. Sacrificarci per non deludere gli altri non ci renderà mai felici, accontentarsi è lecito quando non si hanno alternative migliori, quando gli obiettivi possibili son stati raggiunti tutti ma quando le emozioni viscerali ci indicano un cambiamento di rotta, bisogna cogliere il suggerimento, è possibile che il cambiamento sottenda un primo periodo di dolore, smarrimento, indecisioni o sensi di colpa ma son le nostre emozioni, quelle sentinelle che ci guidano per tutta la vita verso la sopravvivenza, non possono essere contro la nostra sopravvivenza o contro la nostra felicità, solo che spesso non ci fidiamo e cerchiamo di “sopprimerle”, addomesticandole anziché  assecondandole nel migliore dei modi con rispetto, perché non dimentichiamo che il rispetto deve essere in primis verso i nostri sogni, verso la nostra felicità.

“Le persone fortunate sono quelle che non si lamentano e non si abbattono quando qualcosa non va per il verso giusto,  sono coloro che cercano uno spiraglio da cui ripartire per cercare di migliorare la situazione.”

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