RUBRICA. PSICOLOGA

Emozioni e Personalità di tipo b

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Nei numeri precedenti, abbiamo conosciuto le emozioni che concorrono allo sviluppo di patologie nelle personalità di tipo A, maggiormente soggetti allo stress. Ora invece conosceremo meglio le caratteristiche comportamentali e psicofisiologiche della personalità di tipo B  alla quale appartengono individui tendenzialmente più sereni e rilassati: essi percepiscono il risultato del loro lavoro come appagamento, ricevendone emozioni positive. Sembrano proprio l’immagine speculare dei tipi A, ma non per questo si tratta di persone meno sveglie e/o produttive: sono semplicemente caratterizzate da meno eccessi, minore tensione e più pacatezza nell’adattamento alle esigenze dell’ambiente. Hanno bassi livelli di stress, complice una competitività selettiva e proporzionata alla reale importanza degli obiettivi da raggiungere; hanno un’aggressività “fisica” equilibrata, indotta da stimoli adeguatamente frustranti.

Sperimentano meno emozioni collegate alla rabbia, partono quindi nelle discussioni con una aggressività di base ridotta; presentano una capacità di adeguarsi e di tollerare la diversità degli altri ed i loro differenti ritmi superiore alla norma.

Se la personalità A è più soggetta allo sviluppo di patologie come l’ictus, la personalità B  è meno propensa a scatti d’ira ma tende  a sviluppare malattie dovute alla repressione della rabbia come psoriasi, morbo di Crohn, depressione, rancore, invidia, sfoghi cutanei, tic nervosi, mal di schiena, ulcere, emicranie, malattie del fegato, infarti, in alcune ricerche si parla anche di correlazione con lo sviluppo di neoplasie, il tutto collegato alla presenza eccessiva di livelli importanti di cortisolo, adrenalina, prolattina causati dallo stress e che se non vengono esperiti (valida sia l’attività fisica che la meditazione, ottima la musica per regolare le emozioni negative o anche il semplice urlare contro un cuscino) danneggiano il nostro equilibrio psicofisico. I minori in genere riescono a esperire la rabbia proiettandola nel gioco e incanalandola nella competizione che naturalmente va monitorata dagli adulti, genitori, educatori, allenatori così da divenire una tra le tante competenze del gioco di gruppo, non della corsa forsennata del singolo verso il successo. Dietro l’aria quindi apparentemente più spensierata e dai ritmi più tranquilli, non sempre si cela il benessere psico- fisico. Possiamo quindi concludere che il giusto equilibrio lo si ottiene in entrambi i tipi di personalità  utilizzando la nostra Intelligenza Emotiva, regolando adeguatamente le emozioni, prenderne atto e utilizzandole per raggiungere i nostri obiettivi. È infatti ormai assodato che anche nel percorso terapeutico in studio, i risultati e il cambiamento avvengono  non in base all’aumentare delle sedute (come se stessimo facendo una fisioterapia a un ginocchio dolorante), ma nel momento giusto in cui il paziente prende atto delle sue debolezze e delle sue forze; il cambiamento inizia quando per ripartire perdoniamo noi stessi per non esserci amati abbastanza; una volta accettato il passato si può guardare al futuro con più speranza, agendo con forza ed entusiasmo nel presente per ottenerlo. La psicologia delle Emozioni ci ricorda costantemente quanto la forza di volontà unita alla passione per la vita possa essere la medicina migliore per evitare patologie psicosomatiche, ansia, stress o depressione: cambiare stile di vita in psicologia non si riferisce solo a un cambiamento esteriore, ma incrementare tutte le esperienze che ci permettono di stare bene nella nostra pelle, di rafforzare l’autostima, di sviluppare un’adeguata empatia verso il mondo e coloro che ci circondano.

Alice Bandino,

psicologa

psygoalicebandino@outlook.it

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