Economia

Arbus, Festa di Sant’Antonio da Santadi: un’occasione di richiamo turistico

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di Gian Paolo Pusceddu
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Il turismo come risorsa alla quale affidare prospettive di sviluppo e di reddito.
È una carta che Arbus sta giocando sul tavolo della speranza.
E le premesse ci sono tutte: da Capo Frasca a Capo Pecora si susseguono quarantasette chilometri di selvagge scogliere, suggestive e appartate calette, ma soprattutto sconfinate spiagge quasi sempre circondate da immense dune che si addentrano per chilometri nel territorio.

Un vero paradiso terrestre per gli amanti della natura, allietato da un mare incontaminato, il cui colore delle acque trasparenti raggiunge suggestive tonalità di verde e azzurro.
La sagra è occasione di richiamo turistico.
Nei quattro giorni della festa, turisti e villeggianti si riversano nelle marine di Torre dei Corsari, Porto Palma e Pistis.
La manifestazione, oltre a costituire uno dei momenti di incontro delle popolazioni della zona e tramandare in modo pressoché identico da secoli antichi riti e antiche usanze, rappresenta anche un veicolo di richiamo per il turista.

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