RUBRICA Sicurezza alimentare e nutrizione

Fibromialgia

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È una patologia cronica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso in tutto il corpo, rigidità mattutina e affaticamento. Colpisce sino al 5% della popolazione generale, soprattutto donne tra i 20 e 50 anni e in Italia ne soffrono circa 2 milioni di persone. La Fibromialgia è associata a diversi sintomi presenti in maniera variabile nei singoli pazienti: cefalea, disturbi del sonno, dolori addominali, sindrome del colon irritabile, patologie dell’umore, difficoltà di concentrazione. Non sono ancora chiare le cause che inducono la FM ma sappiamo che diversi fattori sia fisici che psicologici potrebbero scatenare la patologia.

Il corretto stile di vita, affiancato alle cure prescritte dal medico, può dare sollievo al paziente fibromialgico: è molto importante dedicare del tempo a ciò che fa star bene, che gratifica, in questo modo si va a stimolare il sistema endocannabinoide che regola l’umore, il ritmo del sonno, l’infiammazione, l’appetito, la sensazione del dolore.

Altro punto importante è l’esercizio fisico, in particolar modo quello aerobico, che si è dimostrato più efficace nel paziente affetto da FM in quanto è in grado di donare un senso di benessere diminuendo il dolore. Anche lo stretching e lo yoga apportano dei benefici in tal senso.

Per quanto riguarda l’alimentazione, non esiste una dieta specifica per la FM ma sicuramente gioca un ruolo importante. È opportuno valutare sempre caso per caso, considerando che i sintomi variano da persona a persona e la dieta deve essere personalizzata. Se ci si trova in una condizione di sovrappeso o di obesità è necessario rientrare nel normopeso in quanto il grasso in eccesso aumenta l’infiammazione corporea che porta a un peggioramento dei sintomi e ad una alterazione dei parametri metabolici (colesterolemia, trigliceridemia, ecc).

Seguire quindi una alimentazione sana, variata ed equilibrata andando a ridurre fortemente gli zuccheri raffinati presenti in merendine, gelati e dolcetti vari.  Spesso si riscontrano disturbi intestinali con associata disbiosi ovvero una alterazione della flora batterica che vive all’interno dell’intestino (microbiota), è quindi opportuno intervenire con un determinato regime alimentare e con l’ausilio di prebiotici e probiotici.

Si consiglia di consumare cereali integrali come orzo, farro, riso ben cotti e pseudo-cereali come grano saraceno e quinoa conditi in maniera semplice, evitando sughi elaborati. Non eccedere con le solanacee (patate, pomodori, melanzane, peperoni) perché potrebbero scatenare reazioni di intolleranza alimentare con manifestazioni a livello muscolare. Non eccedere con uova, carne e formaggi in quanto ricchi di acido arachidonico, responsabile dell’infiammazione a livello muscolare. Consumare quotidianamente frutta e verdura per fare il pieno di antiossidanti in quanto nella FM si ha una produzione eccessiva di radicali liberi che interagiscono con tutte le cellule dell’organismo danneggiandole. Sono inoltre responsabili dello stress ossidativo che può alterare la nocicezione ovvero quel processo sensoriale che rileva e convoglia i segnali e le sensazioni di dolore. Bere 1,5-2 litri di acqua al giorno, evitare bibite zuccherate, alcolici e non esagerare con tè e caffè che potrebbero dare problemi a livello intestinale.

 A cura di Andrea Vacca

biologo nutrizionista

info@studioagiemme.it

RIPRODUZIONE RISERVATA
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