Attualità Sardara

Giorgio Zucca non si candida

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Da oltre vent’anni ricopre cariche istituzionali e si occupa di politica da quando aveva 18anni. Giorgio Zucca, 61 anni, ex sindaco di Sardara e capogruppo di opposizione fino allo scorso febbraio, ha ceduto lo scettro al consigliere Roberto Caddeo, per la prima volta candidato a sindaco del paese termale nelle amministrative del 5 giugno. «Non mi ritiro dalla politica – precisa Zucca – ma ritengo di poter ancora dare il mio contributo di idee anche stando al di fuori del Consiglio. Tutti i cittadini dovrebbero partecipare attivamente confrontandosi per il bene e la crescita del paese». Il Pd locale non ha confermato la candidatura al sindaco uscente Giuseppe Garau. L’opposizione sportivamente si aspettava Garau e Caddeo come “avversari simili”: coetanei, competenti in materia di finanza, schietti, talvolta “troppo impulsivi”.
Questa scelta ha deluso anche voi?
Non entro in merito alle decisioni del centrosinistra. Umanamente, mi dispiace per il trattamento riservato a Garau dal suo stesso partito. Politicamente, invece ritengo che il fallimento sia da attribuirsi anche all’intera giunta, completamente immobile, che non si è dimostrata all’altezza del ruolo e ha portato il paese all’abbandono totale.
Giuseppe Garau sarà ricordato per aver riaperto la struttura termale comunale e Lei per averla chiusa?
Da me sarà ricordato come un sindaco ‘fuori dal Comune’, ma aggiungo che la mia giunta è stata costretta a chiudere l’albergo, in quanto il contratto stipulato dalla giunta Mascia era illegittimo, tant’è che il Tar, il Consiglio di Stato e la Cassazione ci hanno dato ragione. L’attuale amministrazione ha potuto aprire l’hotel grazie ai lavori effettuati durante il mio mandato, con la differenza che lo stesso imprenditore aveva vinto la gara per la gestione a 216mila euro, ora affidata a 119mila. Sono sempre convinto che la struttura debba essere messa in vendita, utilizzando il ricavato per migliorare l’area termale e collegarla al centro abitato.
Nei programmi elettorali si rispolvera il Piano per mettere in sicurezza una delle strade più trafficate del Medio Campidano: la strada provinciale Sardara – San Gavino. Le ribalto la domanda posta di recente sui social da un altro candidato a sindaco di Sardara, Angelo Mascia. “La Provincia aveva stanziato 100mila euro e deliberato un mutuo di un milione e 900mila euro, la Regione ne aveva stanziati 700mila. Che fine hanno fatto questi soldi?”.
Sarebbe curioso interpellare lo stesso Mascia e Massimo Sanna, ex consiglieri provinciali seduti nei banchi di maggioranza. Da consigliere provinciale presentai diverse mozioni ed ordini del giorno per sollecitare un intervento urgentissimo di messa in sicurezza della strada in questione. Purtroppo le promesse elettorali non si concretizzarono e non si fece neppure un minimo di manutenzione ordinaria per una strada percorsa da numerosi automezzi che collegano ai servizi ospedalieri, ferroviari e scolastici.
Indichi un aspetto positivo e uno negativo, sia della Giunta sia dell’opposizione, che riassuma quest’ultima legislatura.
Non vorrei infierire sulla giunta Garau. Trovo difficile dare un giudizio perché la sua azione amministrativa è stata impalpabile, a parte gli evidenti fallimenti, come i numerosi finanziamenti persi per negligenza, vedasi il bando per ristrutturare la caserma dei carabinieri, quelli abbandonati come Casa Suor Illuminata, asilo nido, acquisizione ex Cottolengo, e i soldi sperperati come i 50mila euro per il progetto ‘Noi ce la beviamo’. Un aspetto positivo di questa amministrazione è che hanno realizzato soltanto opere avviate da noi. Per esempio, dopo cinque anni sono riusciti a completare i campetti sportivi del plesso scolastico e la bitumazione della zona artigianale da nostri finanziamenti. Per quanto riguarda noi, è stata un’opposizione iperattiva che ha presentato numerose interrogazioni e mozioni, forse più di qualsiasi altro comune d’Italia, su problematiche segnalate dai cittadini e puntualmente venivano respinte perché provenivano dalla minoranza. ‘Il Baratto amministrativo’ ne è un esempio. I secondi a proporlo in tutta Italia ma non è stato ancora messo in atto il provvedimento innovativo che darebbe dignità a tante persone in difficoltà e impossibilitate a pagare i tributi comunali.
Lei afferma che debba finire ‘il sistema degli incarichi politici distribuiti senza logica, quello della spartizione di poltrone e poltroncine che costano tanto alla comunità’. Allo stesso tempo sostiene che quelli della sua generazione, che hanno portato avanti questo meccanismo, possono mettere a disposizione dei giovani l’esperienza accumulata. Non è una contraddizione?
Nessuna contraddizione. Non è una questione di età anagrafica, ma di essere esempio di onestà e rettitudine, nella vita privata e pubblica. Non posso rispondere per gli altri, ma l’attuale amministrazione, nonostante sia composta perlopiù da giovani virgulti, alcuni dei quali conniventi con questo tipo di sistema, è stata incapace nell’assolvimento del ruolo. La non-candidatura del sindaco ne è la dimostrazione. E, senza peccare di presunzione, dal punto di vista mentale e politico, mi sento più giovane e dinamico di alcuni giovani colleghi.
I maligni pensano che in prossimità delle elezioni ‘Giorgio Zucca si presenterà come candidato nella lista di Caddeo’. Voci di corridoio o possibile realtà?
Sono sempre stato coerente con me stesso e ho deciso per il ricambio generazionale. Sono stato il primo a proporre Roberto Caddeo alla candidatura a sindaco, in quanto nella mia giunta aveva ricoperto l’incarico di vicesindaco e assessore al bilancio. Ha doti intellettuali, onestà, preparazione e coerenza. Credo sia la persona più adatta a ricoprire un così alto incarico di responsabilità. Per quanto riguarda me, continuerò a rendermi disponibile per lavorare affianco ai candidati, qualunque sia l’esito delle urne, consapevole che la squadra porterà una ventata di novità utile per la crescita di Sardara.

M.P.

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