banner1_lagazzetta
ffserci
striscione_banner
ALP
previous arrow
next arrow
Attualità

Guspini, assegnata a Elena Seruis una borsa di studio per la migliore tesi di laurea sulle finalità dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro

Condividici...

di Maurizio Onidi
________________________________

Assegnata alla giuslavorista guspinese Elena Seruis, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la borsa di studio per la migliore tesi di laurea nelle materie attinenti alle finalità dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), per accrescere la conoscenza e la consapevolezza del ruolo e delle finalità dell’Organizzazione.

Il 20 dicembre dell’anno appena passato è stato conferito l’importante riconoscimento, a Elena Seruis, 31 anni, che nel 2022, nell’Università di Cagliari, ha conseguito la laurea in giurisprudenza, con una tesi in diritto del lavoro dal titolo “Dalle clausole sociali alla due diligence: tecniche di contrasto al dumping sociale nelle catene globali del valore”.

Anzitutto complimenti per il brillante risultato. Alla domanda, scontata e banale di quando si è appassionata a questa disciplina, cosa risponde?

«Se dovessi individuare un momento in cui mi sono appassionata al diritto del lavoro, sicuramente lo collocherei la prima volta che ho seguito la mia prima lezione di diritto del lavoro e rimasi completamente affascinata da quella disciplina giuridica che mi sembrava così vicino a tutti noi e la cui importanza è sigillata nel primo articolo della Costituzione. Anche se in realtà alla tutela dei diritti dei lavoratori ho sempre avuto un forte interesse: sono cresciuta con due nonni che hanno lavorato entrambi nelle miniere di Montevecchio e so quanto la miniera ha dato e tolto, in termini soprattutto di fatica e sacrifici. Sicuramente il parallelismo fra ciò che ho trattato nella tesi, non è completamente sovrapponibile all’esperienza passata della miniera, ma si avvicina e mi ha aiutato ad avere un approccio non solo giudico, ma empatico: è normale infatti provare maggior interesse per ciò che le persone vicino a noi hanno vissuto. Una sorta di coscienza storica sull’importanza del diritto del lavoro».

Il titolo della sua tesi di laurea tratta “le tecniche di contrasto al dumping sociale”, può spiegare cosa può determinare il dumping?

«Se infatti dovessi spiegare cosa può determinare il dumping, prenderei d’esempio un tragico fatto di cronaca: quello del crollo dello stabile di Rana Plaza nel 2013. Si trattava di un edificio in Bangladesh in cui, fra altri, erano impiegati tantissimi lavoratori della manifattura e dell’industria tessile di multinazionali anche dell’abbigliamento, che lavoravano in pessime condizioni di sicurezza e ciò costò la vita a 1.134 di loro. Il dumping non è altro che una pratica commerciale scorretta per cui imprese multinazionali delocalizzano parte della produzione in paesi per avere una pressione fiscale minore, ma soprattutto in cui i bassi standard di tutela giuslavoristici permettono di pagare molto poco i lavoratori. Si tratta di un fenomeno molto diffuso, che ha sensibilizzato tantissimo l’opinione pubblica dopo il caso di Rana Plaza e ha smosso anche le organizzazioni internazionali. Con la mia tesi la domanda che mi sono posta è: cosa può fare il giuslavorista per questi lavoratori a cui viene negato il lavoro dignitoso? La base da cui sono partita, è che è proprio il fulcro di qualsiasi tutela sono i core labour standards dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Si tratta di diritti contenuti in una serie di convenzioni che racchiudono quattro diritti fondamentali: la libertà di associazione e diritto alla contrattazione collettiva, il divieto di lavoro minorile, il divieto di lavoro forzoso e il divieto di discriminare in materia di lavoro. Sono Convenzioni che l’Italia ha ratificato, ma che in realtà sono garantiti dalla Costituzione e dalle norme. Se nel nostro paese a volte vi è difficoltà per garantirli e farli valere, in molti Stati, invece non sono garantiti, ma nemmeno riconosciuti. Per questa ragione l’OIL ha cercato di sensibilizzare tutti i paesi del mondo partendo da un assioma: per cui il lavoro non può essere una merce e in nessun caso si possono subordinare i diritti che “fisiologicamente” sono del lavoratore, a mere logiche del mercato. Per dirla in parole povere: il guadagno non può mai giustificare lo sfruttamento dei lavoratori. Negli ultimi anni le multinazionali sono molto attente a questo fenomeno, anche perché molto di più lo sono i consumatori. Per questo nella mia tesi le norme sono importanti, come lo sono le esperienze e gli sforzi congiunti delle organizzazioni internazionali, degli Stati e delle multinazionali, anche attraverso la pratica della dovuta diligenza per cui le imprese si impegnano a identificare, prevenire e mitigare gli impatti sui diritti umani, annoverando una serie di diritti spettanti a tutti i lavoratori in tutte le loro sedi, garantendo loro una tutela come se lavorassero nel paese in cui hanno la loro sede legale, questo accade per esempio, per le multinazionali francesi e tedesche e, che se andrà in porto grazie a una proposta di direttiva europea, per molte imprese multinazionali europee».

La partecipazione al bando?
«A fine agosto decisi di partecipare al bando e non lo dissi a nessuno, perché effettivamente ci credevo poco, questo premio è un grande riconoscimento sì, ma non è altro che un punto di partenza per il mio futuro, spero all’insegna della sensibilizzazione e dell’importanza sui diritti dei lavoratori, in ogni dove e chiunque essi siano, perché il lavoro non dev’essere mai una merce. Per nessuno».

 

RIPRODUZIONE RISERVATA
Condividici...

ecco qualche nostra proposta….

IMG-20231027-WA0002
IMG-20231007-WA0003-1024x623
IMG-20231104-WA0035-1024x623
previous arrow
next arrow
 

CLICCA sotto PER LEGGERE

RADIO STUDIO 2000

Su questo sito Web utilizziamo strumenti di prima o di terzi che memorizzano piccoli file (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare report di navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi / prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore. Cookie policy