Economia & Lavoro

Guspini: coronavirus, “La spesa sospesa” delle sorelle Serpi

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di Maurizio Onidi
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A oltre due mesi dal blocco delle attività produttive abbiamo voluto capire meglio che impatto ha avuto il Covid-19 sulla economia locale di Guspini. Abbiamo cercato di approfondire le problematiche connesse all’epidemia in corso direttamente con gli imprenditori dei diversi settori produttivi, commerciali e dei servizi presenti sulla piazza.

Che impatto ha avuto sulla vostra azienda il Covid-19?

«Il nostro market trattando beni di prima necessità non è rientrata tra le attività bloccate dai provvedimenti emessi dalle autorità governative a seguito della purtroppo nota epidemia», dichiarano le sorelle Serpi che gestiscono una “delle botteghe storiche” di Guspini, «All’inizio del blocco delle attività ci sentivamo un po’ in imbarazzo nei confronti degli altri commercianti di altri settori che avevano dovuto abbassare le serrande. Ci siamo sentiti privilegiati senza alcun merito ma passata questa prima fase ci siamo dovute rimboccare le maniche nel vero senso della parola. La posizione del nostro punto vendita, nel centro storico fa sì che la nostra clientela fidelizzata sia composta prevalentemente da abitanti delle vie limitrofe. Questo fattore ha da sempre caratterizzato, fin dall’inizio dell’attività risalente a settant’anni fa a opera dei nostri genitori,  il servizio a domicilio, di conseguenza non abbiamo avuto alcuna difficoltà ad aderire alla proposta di altri commercianti per consegnare la spesa a casa di coloro che per tutta una serie di ragioni hanno preferito e continuano a chiederci questo servizio che ci teniamo a sottolineare viene svolto gratuitamente e senza alcun aumento del prezzo dei prodotti acquistati. Per quanto riguarda la parte squisitamente commerciale, con molta onestà dobbiamo riconoscere che da quando è scoppiata l’epidemia c’è stata una crescita delle vendite mirata a creare delle scorte alimentari condizionata sicuramente dalle immagini televisive che arrivavano dalle città della penisola che hanno alimentato questa forma di psicosi».

Come hanno risposto i clienti che si presentano nel vostro negozio ai provvedimenti anti contagio relativi all’emergenza Coronavirus?
«La nostra clientela da subito si è adeguata alle disposizioni rispettando il distanziamento sociale e utilizzando i dispositivi personali. Il blocco di molte attività e la conseguente mancata erogazione delle retribuzioni ha generato una solidarietà che non conoscevamo in questi termini, nei confronti di chi all’improvviso si è trovato in grosse difficoltà per i viveri di prima necessità.  Sono stati tanti gli episodi di persone che al termine della spesa ci hanno lasciato delle somme in danaro per pagare o consegnare la spesa a persone che in questo momento vivono in emergenza e che per pudore non chiedono aiuto. Si verifica in pratica quel fenomeno “del caffè sospeso” tanto in uso da sempre nel napoletano. Questi gesti per noi hanno un doppio significato, in primis certamente la generosità di queste persone che in anonimato aiutano chi in questo momento attraversa grosse difficoltà e l’altro aspetto non meno importante e significativo riguarda la fiducia che i clienti ripongono su di noi. Sono gesti che colpiscono il profondo del cuore e che non si cancelleranno neanche con la scomparsa di questo tremendo virus».

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