Economia & Lavoro

Guspini, Coronavirus, Roberta Caria: “Per pagare regolarmente i costi fissi abbiamo prosciugato la nostra riserva”

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di Maurizio Onidi
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Continua la nostra indagine sulle attività ricettive di Guspini, chiuse a seguito della nota epidemia.

Abbiamo intervistata Roberta Caria, titolare del “Baretto”.

Quali conseguenze ha avuto fino a questo momento sulla vostra attività?

«La nostra attività ha risentito maggiormente poiché il mese di febbraio solitamente ha una flessione stagionale ciclica che si è sommata al periodo di chiusura che stando alle previsioni dovrebbe ripartire il 18 maggio. Tre mesi è mezzo di fermo, con dentro il periodo pasquale, che alla mia piccola attività è costato non meno di 25 mila euro di mancati incassi senza considerare la merce deperibile che abbiamo dovuto buttare nel momento dell’inizio del lockdown. A tutto ciò aggiungo il fatto che i costi fissi, affitto, utenze e altro, maturati in questo periodo per oltre 5 mila euro, sono stati regolarmente pagati prosciugando una piccola riserva».

Che tipo di contributi avete ricevuto?

«Al momento zero assoluto da parte del governo centrale pur avendo fatto la richiesta per i tanto decantati 600 euro. Lo stesso dicasi per le nostre tre collaboratrici che non hanno ricevuto, a tutt’oggi, la cassa integrazione. Per quanto riguarda le dipendenti, alla luce della nebulosa situazione futura, riteniamo che potremo trovarci nella situazione di non poter garantire la continuità del posto di lavoro. Un aiuto insperato e molto importate è arrivato invece dall’amministrazione comunale che ringraziamo»

Di cosa avete bisogno per ripartire?

«Premesso che proprio a causa della situazione e dell’incertezza per il futuro dell’attività, non riteniamo opportuno indebitarci ulteriormente con prestiti ancorché a tassi bassi. Sarebbe opportuno un contributo a fondo perduto per consentirci di ripartire senza creare problemi a fornitori e quant’altro ma soprattutto poter garantire i livelli occupazionali. Ringraziando il cielo non abbiamo debiti e questo ci fa stare un po sereni. Abbiamo fiducia in quanto anticipato dagli amministratori comunali sulla possibilità di poter mettere dei tavolini all’esterno per compensare i posti che ci mancheranno all’interno, per rispettare le disposizioni in materia di distanze interpersonali. Con moderato ottimismo, considerando che la bella stagione è arrivata e con essa contiamo anche sul turismo per recuperare almeno in parte i mancati guadagni perché è vero che senza economia ci sia ammala».

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