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Guspini, dalla sezione di Karl Marx alla Fratellanza Operaia Guspinese

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Dopo un decennio di intensa attività – apertosi nel 1897 con un primo nucleo di iscritti al Partito, proseguito con lo sciopero del 1903 di Montevecchio guidato dai socialisti guspinesi Pio Piras e Cesare Loi, e culminato con l’ingresso di una delegazione in consiglio comunale nel 1902, con anche l’elezione di Pio Piras a sindaco per una breve parentesi nel 1907 – la sezione socialista di Guspini “per piccole lotte locali si era lasciata cadere” e venne quindi sciolta. Sarà ufficialmente ricostituita nel dicembre del 1912 “per la volontà concorde di vari compagni e per l’intervento di Alcibiade Battelli, venuto tra noi poco tempo fa. Speriamo” – prosegue una nota dei socialisti guspinesi pubblicata su l’Avanti“che la Direzione del Partito, che ha ricevuta l’iscrizione ufficiale della Sezione vorrà mandar tra noi un buon propagandista per organizzare gli operai delle nostre miniere attualmente vessati e disorganizzati”. A celebrare la nuova sezione dei socialisti guspinesi il 20 febbraio 1913 “Per incarico del Partito, è stato tra noi il compagno Gino Corradetti”, un dirigente regionale dell’ala rivoluzionaria del Partito Socialista. “In un pubblico comizio tenutosi nella piazza centrale del paese”, informa l’Avanti, “egli ha parlato sul tema “Il domani dei lavoratori”, riscuotendo gli applausi unanimi di tutti i presenti”.

Lo statuto della Fratellanza Operaia Guspinese

Dopo la prematura scomparsa di Pio Piras nel 1911 e la scelta di Cesare Loi di defilarsi dall’impegno politico e dedicarsi principalmente alla sua professione di medico, i socialisti guspinesi si erano quindi riorganizzati nella sezione “Karl Marx”. Ne è il segretario Luigi, “Gigino”, Saba, classe 1893, minatore, e con lui ne fanno parte Antioco Ariu, Giuseppe Maria Arriu, Virgilio Cruccu, Attilio Lecca, Riccardo Lixi, Antonio Giuseppe Ruggeri, Cesare Spanu, e i quattro che nelle successive elezioni amministrative del 1914 verranno eletti in consiglio comunale, Antonio Ariu, Giuseppe Meloni, Giuseppe Saba e Antonio Sanna. Attorno alla sezione “adulta” si raccoglie anche un gruppo di giovani guspinesi che costituirà nel 1914 il circolo giovanile socialista “Jean Jaures”; ne diverrà segretario Giovannino Meloni – schedato dalla polizia come individuo di buoni precedenti morali e giudiziari – e ne faranno parte, tra gli altri, anche Salvatore (“Cecchino”) e Virgilio Saba (fratelli di Gigino), Alfredo Demontis, Antioco Loi, Antonio Giuseppe Pinna, Salvatore Pinna e Francesco Tolu.

La famiglia di Virgilio Saba (1901) in una foto del 1903. Si riconoscono i fratelli Antonio (1891), Luigi “Gigino” (1893) che sarà segretario della sezione “Karl Marx” e Salvatore “Cecchino”. (foto archivio privato)

L’8 aprile 1913 si tiene a Iglesias il convegno delle sezioni del collegio elettorale iglesiente. “Al convegno erano rappresentate le sezioni di Iglesias, Buggerru, Carloforte, Gonnesa, Domusnovas e Guspini, nonché tutte le organizzazioni economiche dell’iglesiente”. “Il convegno” – prosegue l’Avanti“stabilì di addivenire mediante referendum fra le sezioni alla proclamazione del candidato” che i socialisti presenteranno alle elezioni politiche di quello stesso anno. La scelta ricadde infine sull’autorevole candidatura di Giuseppe Cavallera. “In tal modo” – osserva l’Avanti “cadono nel vuoto e nel ridicolo tutte le previsioni dei nostri avversari, che da tempo vanno scrivendo nei diversi giornali essere i socialisti dell’iglesiente in aspro disgelo nei riguardi delle prossime elezioni”. Il 3 maggio successivo, sempre a Iglesias, si tenne il congresso regionale socialista, dove si confrontarono le diverse anime del partito. L’ala rivoluzionaria, guidata da Corradetti e riunita attorno alle sezioni di Cagliari e di Sassari, prevalse, mentre i riformisti, i cui principali esponenti erano gli iglesienti Angelo Corsi e Giuseppe Pichi, si adeguarono al nuovo corso del partito. Il congresso decise un radicale cambio di passo rispetto alle pratiche mutualistiche che fino ad allora erano state privilegiate e risolse di “intensificare l’agitazione e la propaganda fra i lavoratori delle miniere per prepararli ad una azione fattiva di classe”. Fu approvato anche un ordine del giorno che sanciva la costituzione della Federazione Socialista Sarda e della Federazione Giovanile Socialista Sarda, e venne confermata per il collegio elettorale di Iglesias-Guspini la candidatura di Cavallera.

Il 1913 è infatti l’anno delle elezioni politiche, che si terranno tra fine ottobre e novembre, le prime a suffragio universale maschile; enormi erano le aspettative del Partito Socialista verso quell’appuntamento. Oltre all’introduzione del diritto di voto per i cittadini maschi maggiori di 21 anni e il ritrovato vigore ideale e organizzativo del Partito, le attese erano state accresciute dalla decisione di Alberto Castoldi, proprietario delle miniere di Montevecchio e deputato uscente – dal 1882 aveva ininterrottamente conquistato quel seggio, veniva chiamato il “muto di Montevecchio” perché in più di 30 anni, e 9 legislature in Parlamento, aveva preso la parola soltanto in pochissime occasioni – di non ripresentarsi alle elezioni. La sezione “Marx” di Guspini sostenne convintamente la candidatura di Cavallera. A rappresentare il candidato Cavallera nel seggio guspinese, allestito per il ballottaggio del 2 novembre 1913 in via Santa Maria 19, erano presenti i socialisti Cesare Loi, legato al medico carlofortino da una amicizia di lunga data, e Cesare Spanu. La campagna elettorale fu particolarmente intensa con i comizi dello stesso Cavallera, che il 10 agosto 1913 parlò a Guspini nella piazza XX Settembre davanti a centinaia di persone, e di Alcibiade Battelli e Ruggero Pintus una settimana dopo. Le elezioni si svolsero in un clima di grande tensione per il timore di una schiacciante vittoria socialista. Lo Stato rispose duramente e inviò nei comuni minerari 800 soldati, diversi contingenti di carabinieri, 8 commissari prefettizi e 9 delegati di pubblica sicurezza; lo scopo era quello di tenere la situazione sotto controllo e di esercitare una pressione sull’elettorato socialista dei centri minerari.

Salvatore “Cecchino” Saba (1898) nel 1914 è tra i fondatori del circolo giovanile “Jean Jaures” (foto archivio privato)

Di quegli anni ci ha lasciato una testimonianza, finora inedita, Virgilio Saba. Questi racconta che il fratello Antonino (classe 1891, morirà nella Prima Guerra Mondiale) “ogni volta che veniva a trovarci da Iglesias, dove si era trasferito per lavorare come minatore, propagandava le idee socialiste e i quattro fratelli fummo uniti in tal senso. In questo periodo” – prosegue – “cominciarono dei movimenti politici e sindacali e il paese ne fu investito; fu fondata la sezione del Partito Socialista alla quale molti aderirono e iniziò anche il lavoro sindacale. I lavoratori prendevano coscienza politica e nel paese esisteva la sezione “Karl Marx” e il circolo giovanile “Jean Jaures” che avevano sede nello stabile della federazione sindacale”. Continua Virgilio: “I minatori cominciavano ad organizzarsi e ad avanzare richieste per migliorare i salari da fame fino allora esistenti. Avevano già indetto qualche sciopero ed erano compatti, e il padronato allarmato trovò il modo, servendosi di qualche vagabondo dei paesi vicini, di far nascere dei conflitti durante le manifestazioni immischiandovi i provocatori. In tal modo intervenivano i carabinieri e malmenavano gli scioperanti, che rispondevano a loro volta a tono, cosi i militari finivano per ritirarsi, rimandando a dopo, avvenuta la calma, di eseguire gli arresti che già erano decisi prima dei fatti”. Il controllo e la repressione delle forze dell’ordine contro il movimento socialista e dei lavoratori erano molto duri. “A Guspini” – spiega – “da quando le forze della tenenza dei carabinieri si mostrarono insufficienti per reprimere il movimento sindacale e politico, fu trasferita una compagnia di fanteria per intervenire quando necessario come rinforzo”. Conclude Saba: “Le autorità erano molto preoccupate di non potere dividere quel movimento di unità che ogni giorno cresceva e che la maggioranza della popolazione seguiva”.

Cavallera sconfiggerà il candidato del partito governativo Giuseppe Sanna Randaccio e sarà eletto deputato. Il successo socialista nelle zone minerarie era il risultato del lento percorso di crescita e maturazione politica delle popolazioni delle zone minerarie. Le elezioni amministrative dell’anno successivo confermarono l’avanzata dei socialisti guspinesi che elessero quattro consiglieri che al loro insediamento confermarono, per bocca di Giuseppe Meloni, di rappresentare il Partito Socialista. Anche il numero degli iscritti alla sezione guspinese crescerà dai 15 del 1913 ai 26 del 1914. Da registrare anche i partecipati comizi di Luigi Agnello che l’8 marzo 1914 parlerà a Guspini sul tema “Partito Socialista e organizzazione economica in rapporto alla guerra libica” e di Giuseppe Pichi, il successivo 28 marzo, su “Il progetto di legge sul contratto di lavoro nelle miniere”.

In campo sindacale, il 1914 vide la costituzione della Federazione regionale dei Minatori di Sardegna, affiliata alla Confederazione Generale del Lavoro, che si diede una propria sede anche a Guspini. Quello stesso anno si formò anche la Società di Mutuo Soccorso della Fratellanza Operaia di Guspini. Dall’articolo 1 dello statuto si legge che: “E’ costituita a Guspini una Società Operaia di Mutuo Soccorso col nome di “Fratellanza Operaia Guspinese”. Essa si propone di agevolare la fraterna unione fra gli operai minatori, mediante il reciproco rispetto ed il soccorso fra i soci, la tutela degli interessi della classe, l’elevamento progressivo materiale e morale dei componenti la Società”. Sono ammessi come soci “i soli operai dell’industria mineraria, che siano di notoria moralità”. (W.T.)

(continua)

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