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LETTERA APERTA

Guspini deve accogliere in un’unica struttura museale le figurine votive della favissa di Neapolis

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di Tarcisio Agus
_________________________________________

 

Ill.mi Sindaco, Assessori e Giunta

Comune di Guspini

e.p.c

Alla Dott.ssa Rossella Pinna

Consigliera regionale

 

Gentilissimi,

con la presente per segnalare l’eco della proposta del prof. Raimondo Zucca di raccogliere in una unica struttura museale a Guspini le figurine votive della favissa di Neapolis.

Oltre al Gruppo Neapolis con in testa il suo presidente, Gianni Sirigu, presente alla manifestazione tenutasi all’Antiquarium civico di Oristano il 10 agosto scorso, sono diverse le persone che hanno espresso disponibilità, a cominciare dallo stesso prof. Zucca, per la costituzione di un comitato teso a sensibilizzare e se necessario interloquire con gli organi istituzionali preposti per sostenere l’iniziativa che non può non partire dal comune e dagli attuali amministratori.

Credo che oggi, dopo l’intervento di restauro del caseggiato Giovanni Antonio Sanna, la proposta del Prof. Zucca potrebbe trovare la giusta accoglienza con la costituzione nel centro storico del Polo Museale guspinese.

Se mi è permesso, raccogliendo anche il pensiero di molti, le figurine puniche di Neapolis potrebbero trovare accoglienza nell’ampio spazio del Montegranatico, quale attestazione importante della storia locale (già sede nel medioevo dei Maestri del Monte, della  Curatoria Bonorzuli, poi chiesa e montegranatico), con la sala unica al piano terra si potrebbe allestire un articolato e originale spazio per l’intera rappresentazione, ma non solo, se ben sfruttato l’ampio salone dovrebbe poter ospitare tutte le  testimonianze già recuperate a Neapolis, come la statua marmorea di Afrodite Urania, il busto fittile di tipo patetico, la ceramica attica a figure rosse e nere, gli scarabei, le lucerne, le iscrizioni, i bolli laterizi ed ultima in ordine di tempo la testa marmorea di Faustina Augusta e quanto ancora emergerà con la ripresa degli scavi.

Sarebbe anche l’occasione per una campagna di sensibilizzazione per il recupero di quei reperti asportati dall’antica città che sono certo giacciano in case private per la gioia di pochi e che oggi sono sottratti alla conoscenza e alla ricostruzione storica della città. Lo spazio in corrispondenza del piano stradale sul fronte nord, connesso con la sala, potrebbe ospitare il deposito del Museo o dell’Antiquarium, mentre l’ulteriore spazio costituito dalle due stanze nella parte alta della torre, sarebbe la giusta area per accogliere la biblioteca specializzata del Gruppo Archeologico Neapolis.

Quanto oggi è presso il Montegranatico con la mostra “Monte Tempo”, dove si è ricostruito il percorso storico sociale di Guspini fin dalle sue origini e quelle più recenti del mondo agropastorale, dell’industria mineraria, del movimento sindacale ad esso connesso e quello del mondo agricolo, nonché la vasta attività artigianale e politica, potrebbe essere traslata nel complesso ex scolastico Giovanni Antonio Sanna. Il caseggiato eretto per volontà del mecenate minerario potrebbe così riprendere a svolgere le funzioni culturali volute dal suo benefattore, non solo per i giovani studenti al quale era destinato, ma estese a tutta la comunità e non solo.

Apprendere dalla TV di questi giorni che una turista ha scelto di venire a Guspini e nel territorio, lontano dai più rinomati percorsi, trovandovi interessanti spunti culturali e ambientali, nonostante l’attuale disorganica disponibilità culturale, può essere un buon auspicio per il futuro prossimo.

Chiedo scusa se mi son permesso, so che questi aspetti sono a voi tutti noti, ma oggi è importante cogliere la sfida proposta dal prof. Zucca perché potrebbe rappresentare l’atto fondamentale per completare una proposta culturale di importante richiamo e che è nei fatti. Il Polo museale sarebbe l’apice in ambito interno del percorso urbano, con i complessi ecclesiali di San Nicolò e Santa Maria, le Case a Corte, Sa Mitza de Santa Maria, la casa Murgia, la casa Agus e i basalti colonnari; mentre in ambito esterno dialogherebbe con Montevecchio e speriamo presto con la ripresa degli scavi con Neapolis, nonché con alcuni elementi storici già fruibili come: Sa Rocca Inquaddigâda, i menhir di Perdas Longas e Sa sennoredda, il circolo megalitico Su corrazzu de is pillôis e la domus de janas di Brunku Maddeus.

Un patrimonio inestimabile a portata di mano che darebbe il suo importante apporto alla riscoperta della nostra comunità, ma anche all’economia guspinese ancora tesa alla ricerca del suo futuro prossimo dopo il tracollo minerario.

RIPRODUZIONE RISERVATA
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ecco qualche nostra proposta….

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